Rete Laica Bologna

Subito un registro per il testamento biologico anche a Bologna | J ottobre 2009

Questa la richiesta di Rete Laica che continua la sua battaglia per l’auto-determinazione personale

BOLOGNA, 10 OTTOBRE – Rete Laica Bologna, l’associazione che raccoglie alcune associazioni laiche e per i diritti civili (come l’Associazione radicale Luca Coscioni) oltre che alcune chiese protestanti e rappresentanti dell’intellighenzia laica, della comunità ebraica e della sinistra extra-parlamentare, sta portando avanti in maniera sistematica le proprie battaglie: dopo i recenti interventi sull’insegnamento religioso nelle scuole e sui finanziamenti alle scuole cattoliche, l’associazione si prefigge di raccogliere le 2.000 firme necessarie per sottoporre al Consiglio comunale la proposta di delibera già messa a punto, la quale, se approvata, permetterebbe di istituire presso l’anagrafe comunale un registro informatico dei testamenti biologici.

Tale registro raccoglierebbe le volontà di chi, trovandosi in estreme condizioni invalidanti, vorrebbe vedere rispettate le proprie volontà in merito ai trattamenti sanitari da effettuare sul proprio corpo. Entro le prossime due settimane, la proposta di Rete Laica riceverà il verdetto della Segreteria generale, la quale è chiamata a valutare l’aspetto formale del documento che, nel frattempo, i laici vorrebbe spiegare direttamente al Sindaco in un incontro già espressamente richiesto.

L’istituzione di un simile registro è già stata attuata in circa 24 comuni italiani e almeno altri 33 ne stanno discutendo, inclusi Modena, Ferrara, Forlì, Rimini e Reggio Emilia.

Il dibattito sul testamento biologico è scoppiato in Italia in seguito al famoso “caso Englaro”: Peppino Englaro, padre di Eluana Englaro, una ragazza da 17 anni costretta in coma vegetativo permanente in seguito ad un grave incidente, chiedeva alla giustizia il riconoscimento e l’attuazione di quelle che sarebbero state, a suo dire, le sue ultime volontà della figlia. Il padre di Eluana, suo tutore, portò numerose testimonianze a supporto della tesi secondo la quale la figlia non avrebbe mai voluto rimanere in tali condizione ma avrebbe scelto piuttosto la sospensione di ogni terapia atta a tenerla artificialmente in vita.

Peppino Englaro, dopo una lunga traversia giudiziaria, ottenne dalla Corte d’Appello di Milano l’autorizzazione a sospendere i trattamenti sanitari. Tale sentenza scatenò in Italia un feroce dibattito che vide le forze politiche governative direttamente in campo per ostacolare l’attuazione di tale sentenza: laici e cattolici integralisti si trovarono a muso duro a scontrarsi tra tesi etiche da un lato e princìpi costituzionali dall’altro. L’articolo 32 della Costituzione, in particolare, recita: “Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”.

Ecco quindi perché i sostenitori dell’auto-determinazione individuale premono ora affinché venga riconosciuto un pubblico registro delle proprie volontà, da far valere nel caso essi si trovino nell’impossibilità di esprimere le proprie posizioni e convinzioni. | Fonte BolognaNotizie

Stefano Spillare

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La Rete Laica di Bologna è un tavolo informale d'incontro, di discussione, di proposta e di mobilitazione per difendere ed estendere la laicità delle istituzioni bolognesi e italiane. Vi partecipano associazioni e singoli/e.

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