Rete Laica Bologna

Biotestamento. Registri comunali sono alternativa locale alla politica nazionale | J ottobre 2009

Firenze, Pisa, alcuni municipi di Roma, ma anche Cerveteri, Gradisca d’Isonzo, la provincia di Cagliari, Polistena e altri ancora: in attesa che il Parlamento decida sul testamento biologico, c’è chi ha scelto di fare da sé. Sono varie decine, infatti, i comuni grandi e piccoli nei quali si cerca di percorrere una strada locale più rapida o alternativa a quella della politica nazionale: i registri dei testamenti biologici. Ma sulla loro efficacia si discute.

Da decenni la Consulta di bioetica, associazione milanese, raccoglie dichiarazioni anticipate di trattamento (DAT) di singoli cittadini, ma oggi questo movimento dal basso si fa capillare, grazie a iniziative di singoli consiglieri comunali e di associazioni (soprattutto la Luca Coscioni e “A buon diritto” di Luigi Manconi, ma anche tanti comitati locali). Ma sul loro utilizzo i rianimatori sono scettici. “Per ora non potremmo farci quasi niente. Ci dobbiamo attenere a quanto dice la legge”, dice Vito Angelo Peduto, professore all’università di Perugia e presidente della SIAARTI (Società Italiana di Anestesia, Analgesia, Rianimazione e Terapia Intensiva).

La pensa diversamente José De Falco, giurista e membro della giunta dell’Associazione Luca Coscioni. Non solo, afferma, avrebbero valore giuridico, sulla base della sentenza sul caso di Eluana Englaro, ma se si raggiungesse un numero alto di comuni che istituiscono i registri, i testamenti biologici affidati alle amministrazioni locali “potrebbero affossare la legge”. E spiega: “A legislazione invariata, in assenza dunque di una legge, facciamo riferimento ai casi giudiziari: quello di Eluana Englaro ha dimostrato che la volontà precedentemente espressa ha valore”.

A Roma, già da qualche mese, il X e l’XI municipio accettano e registrano i testamenti biologici: la prima persona a depositare il suo è stata Mina Welby, la moglie di Piergiorgio Welby, il primo caso di accompagnamento alla morte, nel 2006. Bocciata invece la mozione per un registro comunale. Si tratta di compilare un modulo scaricabile dal sito web del comune, e presentarsi negli uffici dei municipi assieme al fiduciaro: in caso di bisogno, l’ufficio fornirà “su richiesta del fiduciario, una delle due copie custodite, al fine di informare i medici curanti delle volontà espresse dal dichiarante”.

Il caso più recente è quello di Firenze, dove qualche giorno fa il consiglio comunale ha detto sì all’istituzione di un registro delle DAT (un elenco “di avvenuta redazione di testamento biologico” accessibile ai medici) con l’Arcidiocesi che ha espresso “il suo rammarico e la sua preoccupazione” per una decisione “davvero inopportuna, dal momento che il Parlamento sta democraticamente trattando una materia così delicata”. E col senatore del PdL Paolo Amato che annuncia una interrogazione ai ministri Sacconi e Fitto. Approvata al Senato in un testo che non prevede la possibilità di interrompere i trattamenti di alimentazione e idratazione artificiali, la legge sul biotestamento è ora all’esame della Commissione Affari sociali della Camera.

Registri analoghi – alcuni che conservano copia delle DAT, altri che ne annotano solo la traccia, consentendone quindi il reperimento – sono stati già approvati o istituiti in vari altri comuni (l’associazione Coscioni tiene una mappa aggiornata sul suo sito web): da Pisa (anche in provincia) a Torre Orsaia (SA) a Gradisca d’Isonzo (GO), dalla provincia di Cagliari a Cerveteri, Quarto di Napoli (NA), Curti (CE), Polistena (RC), Conza della Campania (AV). Il Comune di Lecco accetta di protocollare i testamenti biologici, il consiglio di Vicenza ha approvato un mozione che impegna il sindaco e la giunta ad aprire un registro, e anche a Genova è stato avviato l’iter di fattibilità per istituirne uno. A Bologna uno schieramento che vede insieme l’associazione Coscioni, alcuni intellettuali laici tra cui Carlo Flamigni, la sinistra e la comunità ebraica ha presentato pubblicamente una proposta di delibera popolare.

Raccolte di firme per petizioni o referendum sono in corso infine in numerose città italiane. | Fonte ADUC

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2 commenti »

  1. Aderisco alla proposta di rete laica bologna Maria Pia Miglio

    Commento di Maria Pia Miglio — J ottobre 2009 @ 9:18 am

  2. […] Articolo completo fonte: Biotestamento. Registri comunali sono alternativa locale alla … […]

    Pingback di Biotestamento. Registri comunali sono alternativa locale alla … — J ottobre 2009 @ 5:54 pm


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