Rete Laica Bologna

Curia contraddice se stessa. Partiti non diano spazio alle invasioni nella sfera pubblica | J ottobre 2009

Comunicato stampa, 18 Ottobre 2009
(Scarica e diffondi)

TESTAMENTO BIOLOGICO.
CECCONI: “OBIEZIONI PUBBLICATE SU BOLOGNASETTE
CONTRADDICONO PRECEDENTI POSIZIONI DELLA CHIESA.
PARTITI NON DIANO SPAZIO A CHI INVADE
LA SFERA PUBBLICA DI UNO STATO LAICO”

Maurizio Cecconi, portavoce della Rete Laica Bologna,
in merito alle posizioni del professor Paolo Cavana,
espresse nel corsivo pubblicato da BolognaSette,
inserto domenicale di Avvenire a cura della Curia bolognese.

“Prima di rispondere alle obiezioni sollevate da Cavana, ci preme sottolineare un fatto. Per riuscire a leggere BolognaSette, questa mattina ho preso la bicicletta e compiuto il giro di cinque edicole. Copie del settimanale edito dalla Curia rintracciate? Nemmeno una. Due edicolanti mi hanno risposto “lo tenevamo, ma non lo comprava nessuno e abbiamo smesso di ordinarlo”; gli altri edicolanti di “non averlo mai avuto in vendita”, racconta Maurizio Cecconi, portavoce della Rete Laica Bologna, che continua “Alla fine me l’ha passato un amico giornalista. Questo significativo aneddoto ci porta a svolgere una considerazione: siamo di fronte a una “bolla mediatica”. Attenzione a reagire d’istinto appena un esponente della Chiesa Cattolica o un suo organo d’informazione intervengono; sono interventi la cui importanza ingigantiamo. Altrimenti la politica testimonia il suo “essere in apprensione” per ciò che potrebbe sostenere la Curia ed evidenzia così la sua subalternità al potere ecclesiastico”. “Al contrario”, annota Cecconi “i partiti hanno il dovere assegnato loro dalla Costituzione di non dare spazio alle invasioni nella sfera pubblica di uno stato laico”.

Nel 1970 il pontefice Paolo VI affermava che “il carattere sacro della vita impedisce al medico di uccidere. Questo non significa tuttavia obbligarlo a utilizzare le tecniche di sopravvivenza. In molti casi non sarebbe forse un’inutile tortura imporre la rianimazione vegetativa nella fase terminale di una malattia incurabile?”. Continuava: “il dovere del medico è piuttosto di impegnarsi ad alleviare le sofferenze invece di voler prolungare, con qualsiasi mezzo e in qualsiasi condizione una vita che non è più pienamente umana e che va verso il suo naturale epilogo”.

Il Catechismo della Chiesa Cattolica, approvato nella sua forma definitiva da Giovanni Paolo II nel 1997, al paragrafo n. 2278 comma 3 recita: “L’interruzione di procedure mediche onerose, pericolose, straordinarie o sproporzionate rispetto ai risultati attesi può essere legittima. Non si vuole così evitare la morte: si accetta di non poterla impedire. Le decisioni dovranno essere prese dal paziente se ne ha la competenza e la capacità o da coloro che ne hanno legalmente il diritto”.

Il paragrafo 121 del testo del Consiglio Pontificio della Pastorale per gli operatori sanitari afferma che “per il medico ed i suoi collaboratori non si tratta di decidere della vita o della morte di un individuo. Si tratta semplicemente di essere medico, ossia di interrogarsi e decidere in scienza e coscienza, la cura rispettosa del vivere e del morire dell’ammalato a lui affidato. Questa responsabilità non esige sempre e comunque il ricorso ad ogni mezzo.

Per una volta possiamo dire che siamo d’accordo con quanto pubblicamente espresso da Paolo VI e da Giovanni Paolo II, che rifiutò, nelle ultime ore della sua vita, ulteriori cure mediche, e dal Consiglio Pontificio della Pastorale per gli operatori sanitari” afferma Cecconi “Il registro dei testamenti biologici serve a questo: a permettere a chi non desidera che si pratichino cure lesive della sua dignità di essere umano, come l’alimentazione e l’idratazione forzata, di poterlo indicare e far rispettare dai medici”.

La Conferenza Episcopale Italiana ha cambiato posizione per una questione di potere: intende, attraverso il testamento biologico, reimpossessarsi della gestione delle vite dei cittadini italiani e imporre la propria supremazia alla politica. La Curia di Bologna è inserita a pieno titolo in questo gioco al massacro delle libertà dell’individuo. Infatti” conclude Cecconi “abbiamo messo in programma, tra i molti banchetti per la raccolta firme a sostegno della delibera popolare per l’istituzione del registro dei testamenti biologici, anche uno sotto casa della Curia, all’angolo tra Via Indipendenza e Via Altabella, per sabato 24 ottobre”.

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2 commenti »

  1. […] RETE LAICA BOLOGNA, OBIEZIONI CONTRADDITTORIE […]

    Pingback di Biotestamento: botta e risposta fra la Curia e la Rete Laica « Rete Laica Bologna — J ottobre 2009 @ 2:47 pm

  2. […] la contrarietà espressa su BolognaSette, settimanale della Curia bolognese, e la risposta della Rete Laica Bologna e del Partito Democratico, pubblichiamo la rassegna stampa di Lunedì 19 Ottobre […]

    Pingback di Campagna “Testamento biologico. Liberi di scegliere” – Rassegna stampa 19.10.2009 « Rete Laica Bologna — J ottobre 2009 @ 4:46 pm


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