Rete Laica Bologna

Rivolta cattolicista contro il registro dei biotestamenti – LiberaUscita risponde a Murru delle ACLI | J ottobre 2009

Riceviamo e volentieri pubblichiamo la risposta dell’associazione LiberaUscita al presidente delle ACLI di Bologna Francesco Murru.

Dall’Agenzia DIRE di Sabato 10 ottobre: “L’istituzione a Bologna del registri dei testamenti biologici, inutile e non prioritario, rappresenta l’ennesimo atto ideologico oltre che illegittimo. Invitiamo quindi i cattolici del PD in Consiglio comunale a valutare attentamente tale proposta con i valori fondamentali del cattolicesimo, del Vangelo e del Magistero. E se da tale valutazione dovessero emergere incoerenze, li invitiamo a non votare o a dichiararsi non cattolici”.

E’ quanto dichiara il presidente provinciale delle ACLI Francesco Murru. Per Murru il registro delle DAT (Dichiarazione Anticipata di Trattamento) “è privo di efficacia giuridica, essendo tale materia di competenza dei Parlamento, che ha sul tavolo varie proposte di legge. Tale registro potrebbe incorrere inoltre in gravi violazioni della legge sulla privacy. Spiace che il PD bolognese, impegnato nelle primarie, impugni una bandiera ideologica laicista senza avviare alcun confronto con la società civile e con i cattolici impegnati in politica”, prosegue Murru. “Alla maggior parte dei cittadini, poi, una proposta del genere non interessa: hanno ben altri problemi. Auspico che il sindaco Delbono indirizzi il Consiglio Comunale a preoccuparsi dei problemi cogenti delle famiglie colpite dalla crisi”.

Un commento alle dichiarazioni del Presidente delle ACLI di Bologna:

  • i registri comunali consistono nella autenticazione e conservazione delle dichiarazioni sostitutive di atto notorio rilasciate dai cittadini, ossia semplici atti amministrativi che gli ottomila e passa comuni italiani redigono quotidianamente ai sensi dell’art. 76 D.P.R. n. 445/2000;
  • le stesse dichiarazioni sono quotidianamente oggetto di autenticazione da parte dei notai, che ne garantiscono la legittimità;
  • le dichiarazioni anticipate di volontà NON sono prive di efficacia giuridica, in quanto attestano le volontà dei sottoscrittori circa i trattamenti sanitari che intendono accettare o rifiutare qualora divenissero incapaci di intendere e di volere, nel rispetto dell’art 32. della Costituzione Italiana;
  • le dichiarazioni anticipate di volontà NON sono in contrasto con la legge sulla privacy, in quanto sono custodite a cura dei Comuni e non sono rese pubbliche;
  • i registri comunali NON sono di competenza del Parlamento, il quale sta discutendo sui contenuti delle dichiarazioni anticipate di trattamento, nel presupposto che debbano essere comunque autenticate. E’ evidente che qualora il Parlamento dovesse stabilire per legge che un dato trattamento sanitario (ad esempio: l’idratazione e l’alimentazione artificiale) non possa essere oggetto delle dichiarazioni anticipate di volontà, da quel momento le eventuali disposizioni inerenti tali trattamenti non avrebbero più valore;
  • con il termine “laicista” si vuole soltanto forzare volutamente, in senso spregiativo, il significato di “laico”. Con lo stesso metodo, possiamo definire il Presidente delle ACLI “cattolicista” in luogo di “cattolico”;
  • la bandiera del testamenti biologici è stata impugnata dal PD perché voluta dalla maggioranza degli italiani, e quindi anche dai cattolici, visto che sono in larga maggioranza nella popolazione. Se poi i cattolici che dettano le loro volontà per la fine della loro vita infrangono i “valori fondamentali” del Cristianesimo, ebbene Benedetto XVI li dovrebbe scomunicare, ed insieme a loro scomunicare anche quei cattolici che infrangono altri “valori fondamentali” in quanto divorziano, usano anticoncezionali, desiderano la donna d’altri, sono omosessuali, convivono al di fuori del matrimonio e vorrebbero regolarizzare la loro unione e magari adottare bambini abbandonati, donne che abortiscono o ricorrono alla fecondazione assistita, scienziati che utilizzano le cellule staminali per le ricerche, coloro che si fanno cremare non credendo alla resurrezione della carne o aiutano a morire chi non vuole più essere torturato, ecc. A quel punto, se tutti gli scomunicati portassero – come fu imposto agli ebrei sotto il nazismo – un segno di riconoscimento, potremmo finalmente riconoscere quanti “sepolcri imbiancati” ci sono fra coloro che si proclamano cattolici;
  • secondo l’esimio Presidente delle ACLI di Bologna, il sindaco Delbono non dovrebbe occuparsi del registro comunale bensì “dei problemi cogenti delle famiglie colpite dalla crisi”. Come a dire che i problemi derivanti dalla crisi non debbono essere risolti dal Governo, ma dai sindaci. In altri termini, Delbono non deve fare ciò che può ma deve fare ciò che non può. Ottima intuizione: qualcuno dovrebbe suggerirla al Presidente del Consiglio e al suo Ministro per la Finanza creativa, Tremonti.

Cordiali saluti,
Giampietro Sestini,
Segretario Nazionale LiberaUscita

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