Rete Laica Bologna

“Testamento biologico, il notaio non serve” | J ottobre 2009

Vittorio Angiolini, legale della famiglia Englaro:
“L’amministrazione può certificare i dati”
L’avvocato si chiede: “Perché costringere
la gente a pagare un professionista?”

“TESTAMENTO BIOLOGICO, IL NOTAIO NON SERVE”

Il parere dell’avvocato di Beppino Englaro
sulla querelle sul testamento biologico:
“Il notaio non serve”, dice Angiolini,
dando così ragione alla richiesta
della Rete Laica di Bologna.
Il legale auspica poi una legge nazionale.

L’Unità Bologna, Chiara Affronte
Sabato 24 Ottobre 2009
(Scarica l’articolo)

“Una pubblica amministrazione può stabilire la raccolta di dati e la loro certificazione”. Così chiude ogni polemica Vittorio Angiolini, amministrativista, avvocato del team che ha assistito Beppino Englaro nella vicenda legata alla figlia Eluana e candidato alla segreteria regionale del PD Lombardia per Ignazio Marino.

SMACCO PER LA RETE LAICA

Giovedì è stato il giorno della doccia fredda per la Rete Laica di Bologna. Nella tarda mattinata arriva dalla Segreteria Generale la bocciatura della proposta di delibera popolare per l’istituzione di un registro comunale del testamento biologico. Nonostante il via libera per la raccolta delle firme, propedeutica al passaggio in commissione e poi in Consiglio comunale, la segreteria avanza dubbi di legittimità sulla custodia dei testamenti, ritenendo che Palazzo D’Accursio abbia facoltà di istituire l’elenco “senza prendere in consegna la copia dello stesso”. Non solo. la segreteria aggiunge che la “dichiarazione di volontà dovrà essere espressa davanti a un notaio”. Un “giudizio politico”, ribatte la Rete Laica, sconcertata di fronte a questa presa di posizione “infondata”.

E’ l’avvocato Angiolini, dunque, a “risolvere” la questione. “Anche un Comune ha talvolta funzioni di “notariato”, ma per atti che interessano il municipio stesso”, insiste il legale di Beppino Englaro. Convinto del fatto che la pubblica amministrazione possa “certificare la volontà e che non sia necessario il passaggio attraverso un notaio”. Angiolini dunque dà ragione alla Rete Laica di Bologna e, ancor di più, chiarisce che, a suo parere, la scelta del deposito in Comune sia quella migliore: “I costi sono inferiori, e non vedo perché, potendo, si debbano costringere le persone a pagare un notaio per redigere il proprio testamento biologico”. Ne fa quindi anche una questione di censo, così come a parere della Rete Laica.

LE OPZIONI PD

Per tutti questi motivi dunque per Angiolini, la strada scelta dalla Rete Laica risulta preferibile a quella formulata dal PD di Palazzo D’Accursio, che nella sua proposta identifica due modalità di procedimento: da un lato la redazione del testamento biologico al cospetto di un notaio, dall’altro quella della consegna al Comune in busta chiusa, in modo da “sgravare” la pubblica amministrazione dal ruolo di “esecutore del testamento”.

“Perché complicarci le cose?”, si chiede Angiolini. La busta chiusa, infatti, opzione scelta anche dal Comune di Pisa, come riferisce il capogruppo comunale del PD, Sergio Lo Giudice, creerebbe per l’avvocato ulteriori problemi. “Con questa modalità si pone un problema di genuinità della conservazione. Potrebbe sempre accadere che, proprio perché chiusa, qualcuno avanzi dubbi che si tratti di due buste diverse…”. Una riflessione, questa, suggerita nella giornata di giovedì anche da Marco Cammelli, anche lui amministrativista. Di fatto, dunque, per l’avvocato di Englaro, il Comune può esercitare questo ruolo attraverso lo strumento della delibera. Il problema vero, invece, si porrà semmai in seguito. E cioè “nel vedere riconosciuta questa volontà espressa molto tempo prima” del fatto che potrebbe presentarsi.

UNA LEGGE NAZIONALE

Per questo motivo, a maggior ragione, sarebbe importante avere una legge nazionale, “per dare più forza” alla volontà che con il testamento biologico viene espressa. Il cui valore giuridico resta immutato, ma in mancanza di legislazione nazionale, può essere soggetto ad attacchi e critiche. E’ su questo punto, quindi, che si chiude il cerchio, perché obiettivo della Rete Laica, più volte ribadito dai suoi esponenti, con l’iniziativa di delibera popolare, è proprio quello di arrivare all’istituzione del registro per contrastare la legge “proibizionista” che dovrebbe uscire dal Parlamento di qui a qualche mese.

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2 commenti »

  1. Salve il mio non è un commento ma una domanda. Per rendere “valido2 il testamento biologico – ho scaricato il modulo dalla Fondazione Veronesi – a chi devo darlo, visto che da quanto leggo la casta dei notai con coraggio da conigli ha fatto dietrofront? basta che lo custodisca in casa? E se posso darlo al Comune (ma quello di Milano è poco affidabile visto il colore politico) a quale sezione? Grazie, Ettore Napoli.

    Commento di Ettore Napoli — J febbraio 2011 @ 3:48 pm

  2. Caro Ettore, i casi sono due: o nella città dove risiede esiste un registro dei testamenti biologici istituito dall’amministrazione comunale e allora lo può depositare lì; o, se il registro non esiste, deve consegnarlo a un notaio.

    Commento di Rete Laica Bologna — J febbraio 2011 @ 9:05 pm


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