Rete Laica Bologna

Lettera aperta a Stefano Andrini, editorialista del settimanale della Curia bolognese | J ottobre 2009

Gentile Andrini,

il suo editoriale su BolognaSette del 25 ottobre ha coinciso col massimo impegno dei volontari della Rete Laica. Nonostante il successo che incontriamo, sbaglieremmo nell’ignorare il settimanale della Curia.

L’articolo asserisce che il Comune non è arbitro dell’etica. Siamo d’accordo: vogliamo essere gli unici arbitri della nostra vita e della nostra fine, nel momento in cui il bilancio tra dignità e sofferenza sarà inevitabile. Chiediamo infatti che il Comune sia il depositario delle nostre volontà in materia di trattamenti sanitari.

Incontriamo centinaia di persone desiderose d’avere l’ultima parola. Persone diverse: laici e signore che vanno a messa, madri e padri di famiglia, tanti giovani. Desiderano che nei momenti difficili della propria vita, quando la malattia è aggressiva, la società diventi più discreta e solidale.

Rigettiamo il parere della Segreteria Generale perché utilizza argomentazioni già proposte dalla Curia che, con un commento di Cavana, ha posto problemi di privacy. Infine Andrini, su BolognaSette, cita il parere della Segreteria Generale. Avete disegnato un cerchio perfetto ma non avete fatto passi in avanti.

Andrini commette un “errore” gigantesco. Secondo lui, la laicità è richiesta da una minoranza. Non è così. Il sondaggio Observa mostra che il 66% degli italiani sa spiegare cos’è un testamento biologico e che il 73% è contrario all’alimentazione e all’idratazione forzata, le stesse che Andrini vorrebbe imporre a tutti in base a una morale di parte. Infine il 74% delle persone impegnate nelle parrocchie è convinta che “la voce della Chiesa cattolica vada ascoltata, ma alla fine decide la coscienza di ognuno”.

Ci accusa di “usare le questioni della vita e della morte per fini di propaganda”. Rete Laica non è un partito né mai lo sarà. Stiamo conducendo una battaglia di laicità, utilizzando i toni appropriati: chiari e rispettosi di tutti, anche quando riceviamo insulti da autorevoli quotidiani.

Siamo consapevoli di porre un tema drammatico e che per i diritti non ci sono né maggioranze né minoranze che tengano. I diritti sono di tutti e trasversali. Per questo non ci sottraiamo al dialogo con nessuno.

Come diceva Gaetano Salvemini: “Il clericale domanda libertà per sé in nome del principio liberale, salvo sopprimerla negli altri, non appena gli sia possibile, in nome del principio clericale”.

Cordiali saluti,
RETE LAICA BOLOGNA.

(Lettera pubblicata su L’Unità Bologna il 29.10.2009)

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La Rete Laica di Bologna è un tavolo informale d'incontro, di discussione, di proposta e di mobilitazione per difendere ed estendere la laicità delle istituzioni bolognesi e italiane. Vi partecipano associazioni e singoli/e.

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