Rete Laica Bologna

Crocifissi nei luoghi pubblici. Spagna esempio di laicità | J dicembre 2009

Comunicato stampa, Venerdì 4 Dicembre 2009
(Scarica e diffondi)

CROCIFISSI. CECCONI: “SPAGNA ESEMPIO DI LAICITA’
E DI EUROPEISMO. ITALIA NON SIA DA MENO”

Maurizio Cecconi, portavoce della Rete Laica Bologna,
in merito all’iniziativa del Parlamento spagnolo che chiede al
Governo Zapatero di promuovere una legge che raccolga l’esito
della sentenza di Strasburgo sul divieto di esporre simboli
religiosi nei luoghi pubblici.

Il Parlamento spagnolo, su iniziativa della Sinistra Indipendentista Catalana e con l’appoggio del PSOE e dei galiziani del BNG, ha approvato una mozione che chiede al Governo Zapatero di presentare una legge che vieti l’esposizione dei simboli religiosi nei luoghi pubblici“, riassume Maurizio Cecconi, portavoce della Rete Laica, che continua: “L’iniziativa parlamentare è stata commentata da Angel Gabilondo, Ministro dell’Istruzione: “Vediamo di buon occhio la richiesta di una legge che rispetti l’articolo 16 della nostra Costituzione, che garantisce la laicità dello Stato spagnolo”. Da queste prime parole è evidente la distanza che separa la laica Spagna dalla clericale Italia“.

Anche in Grecia ci si sta muovendo. L’Osservatorio per l’applicazione degli accordi di Helsinki in Grecia (ESPE) ha inoltrato al tribunale di Atene una richiesta per rimuovere i simboli religiosi dagli uffici pubblici, prendendo spunto dalla recente sentenza di Strasburgo. Il tribunale di Atene l’ha respinta per mancanza di giurisprudenza, senza escludere un riesame nel momento in cui diventasse definitiva la sentenza europea”.

In Italia è recentissima la sentenza della Cassazione che ha assolto il Giudice Tosti, che rifiutò di tenere udienza in aule di tribunale dove fosse presente un crocefisso. La battaglia del magistrato che, in nome della laicità dello Stato, vuole che il crocifisso sia rimosso da tutti gli uffici pubblici dura ormai da sei anni, è già arrivata al grado supremo di giudizio e ancora il Parlamento italiano è paralizzato dalle pressioni di uno stato minuscolo come quello di San Marino ma più assetato di potere: il Vaticano”.

Oggi in Italia chi difende la laicità dello Stato subisce di frequente intimidazioni, riceve minacce di morte e si ritrova croci dipinte sulle porte di casa. Questo clima da Ku Klux Clan è frutto dell’ossessione identitaria e della gogna mediatica, montata dalle gerarchie ecclesiastiche cattoliche e assecondata per mere ragioni di tornaconto elettorale dai politici clericali di destra e di sinistra. A Bologna la destra propone di appendere luminarie natalizie a forma di crocefisso, senza rendersi conto che assistere al massimo simbolo della sofferenza cristiana lampeggiare ad intermittenza è un inno alla cultura pop e secolarizzata che affermano di non condividere”.

“Il Cardinale Caffarra ha invece dichiarato che togliere il crocifisso porterà l’uomo ad avere un “profondo disprezzo di se stesso” e ha esortato a non farsi ingannare “dalla retorica della giustizia, dei diritti e da simili cose. Sono orpelli”. Al Cardinale ricordiamo che di questi “orpelli” si veste la democrazia di un paese civile“.

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