Rete Laica Bologna

Campagna “Testamento biologico. Liberi di scegliere” – Rassegna stampa 20.01.2010 | J gennaio 2010

Nella rassegna stampa odierna, il Corriere di Bologna dedica un lungo articolo a firma di Francesco Rosano su come le confessioni religiose leggono il dibattito sul fine-vita e il testamento biologico. In particolare sono riportate le posizioni della Comunità Ebraica e della Chiesa Metodista, entrambe sostenitrici della campagna “Testamento biologico. Liberi di scegliere” promossa dalla Rete Laica, per l’istituzione del registro dei biotestamenti in città. Anche il presidente della comunità islamica si è dichiarato favorevole alla libertà di scelta dell’individuo.

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2 commenti »

  1. da: LA RELIGIONE CHE UCCIDE-COME LA CHIESA DEVIA IL DESTINO DELL’UMANITA’ (NEXUS, http://www.macroedizioni.it/libri/la-religione-che-uccide.php ANCHE http://alessiodibenedetto.jimdo.com/novità 2010)

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    Commento di Alessio Di Benedetto — J gennaio 2010 @ 12:50 am

  2. Il vescovo Crociata, così come è stato definito Betori, “presenta” una “bozza di legge sul fine vita” da applicare al suo principato italiano, che dovrebbe seguire accuratamente il dettato dittatoriale della legislazione vaticana. Ma costui, fa parte del nostro parlamento? Sembra di sì, visto come si comporta, parla e dà ordini! E allora che si presenti come candidato di questa repubblica e si faccia pur eleggere dai suoi credini (credenti passivi). Egli afferma – con forza – che non deve esserci spazio alcuno “all’autodeterminazione dell’individuo” perché, continua Betori, “questa è una visione che va contro le radici cristiane della nostra cultura”. In un momento di particolare slancio didattico (condito di bizantinismi deistici), ha fatto persino delle precisazioni linguistiche che noi poveri ignoranti dovremmo supinamente accettare. Ed ha così incalzato: non si deve parlare di “testamento biologico”, ma al limite di legge di fine vita”, perché “la vita non è a disposizione di nessuno, nemmeno di se stessi. Il problema è proteggere la vita e rendere degno il momento della fine della nostra esistenza” . Nessun problema: siamo d’accordo anche noi, su quest’ultima parte del soliloquio: ma che vuol dire fine dignitosa per la nostra vita?
    Essere attaccati ad un sondino o ad un respiratore artificiale o ad una macchina mentre non abbiamo più coscienza della nostra esistenza? Finché la Costituzione (che Berlusconi vuole cambiare per i suoi scopi privati e politici facenti capo all’Opus Dei) difenderà la libertà personale, ogni libero cittadino potrà dire di no alle cure mediche secondo l’art. 32. Finché saranno in vigore la convenzione di Oviedo, ratificata dall’Italia, e la legge sul servizio sanitario nazionale, si potranno rigettare le cure ed altri interventi “di sostegno vitale” compresa la trasfusione di sangue. A quel punto, il Vaticano può percorrere tre strade: 1) cercare d’imporre le sue visioni medievali all’Unità Europea; 2) far uscire l’Italia dal consesso federale; 3) smettere di blaterare su questioni di una Unione della quale non fa parte.
    La Convenzione Europea di Oviedo è molto chiara al riguardo nell’art. 6, comma 3: “Allorquando, secondo la legge, un maggiorenne, a causa di un handicap mentale, di una malattia o per un motivo similare, non ha la capacità di dare consenso ad un intervento, questo non può essere effettuato senza l’autorizzazione del suo rappresentante, di un’autorità o di una persona o di un organo designato dalla legge” . È quello che ha fatto Beppino Englaro. È ciò che è stato applicato (dopo lungaggini da calvario) nel responso della Corte d’Appello di Milano. Ma i dittatori non ci stanno.

    Commento di Alessio Di Benedetto — J gennaio 2010 @ 12:51 am


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