Rete Laica Bologna

Prete pedofilo. Esigiamo trasparenza sulle responsabilità della Curia di Bologna | J febbraio 2010

Comunicato stampa, 10 Febbario 2010
(Scarica e diffondi)

PRETE PEDOFILO. CECCONI: “ESIGIAMO TRASPARENZA
SULLE RESPONSABILITA’ DELLA CURIA.
INAMISSIBILE L’ASSENZA DI AIUTO
ALLE VITTIME MINORENNI”

Maurizio Cecconi, portavoce della Rete Laica Bologna,
in merito al prete accusato di molestie sessuali
nei confronti delle bambine di un asilo cattolico
e al comportamento tenuto dalla Curia di Bologna.

“Secondo le testimonianze rese in aula da diverse persone che frequentavano la scuola materna all’interno della struttura parrocchiale di cui il prete era responsabile (maestre trimestrali, bidelle, cuoche), l’uomo era stato visto palpeggiare alcune bambine nelle parti intime, accompagnarle in bagno per guardarle orinare, baciarle sulla bocca, infilare una caramella nelle mutandine per poi farla leccare. Le vittime avevano tutte tra i 3 e i 6 anni e frequentavano l’asilo in provincia di Ferrara, ma ricadente nella diocesi di Bologna“.

“In primo grado di giudizio, il tribunale di Ferrara ha condannato il prete a 6 anni e 10 mesi di reclusione, per aver commesso, in veste di educatore, reiterati atti di pedofilia su numerose piccole alunne”.

“Il giorno 11 Novembre 2004 le educatrici informarono i genitori di quanto accadeva nell’asilo. Decisero di avvisare i superiori del prete e la direttrice, insieme a un rappresentante dei genitori, si recarono a Bologna per incontrare i responsabili della Curia. L’incontro avvenne il giorno 8 Gennaio 2005, alla presenza di Mons. Ernesto Vecchi, numero due della Chiesa bolognese”.

“Secondo quanto riportato dall’educatrice, Vecchi disse: “Quell’uomo è malato e questo incontro non è mai avvenuto“. Quando Mons. Vecchi seppe poi che era già scattata una denuncia, si arrabbiò moltissimo, urlò contro la maestra, sostenendo che era pagata da loro”.

“I giudici Caruso, Oliva e Bighetti, nella sentenza di condanna del prete pedofilo, hanno precisato che “il silenzio dei vertici ecclesiastici e la loro ritrosia a mettere sul tappeto le notizie sulle accuse che già da tempo circolavano sul conto del parroco, e di cui i rappresentanti dei genitori e l’educatrice intendevano discutere, equivale a implicita ammissione di conoscenza di quei fatti da parte delle gerarchie e consente di leggere tutta la vicenda come un tentativo di evitare uno scandalo che si considerava inevitabile perché fondato su fatti inoppugnabili”“.

“Per i giudici ferraresi siamo di fronte a un “muro di gomma delle autorità ecclesiastiche”, che influì anche sulla tempestività delle denunce e quindi direttamente sul numero di bambine che sono rimaste vittime di molestie sessuali”.

“Alla luce dei fatti riportati e che hanno trovato conferma nel processo di primo grado, a cui vanno aggiunti i documenti vaticani “Crimen sollicitationis” e “De delictis gravioribus”, che indicano alle diocesi cattoliche di tutto il mondo come comportarsi nei casi di pedofilia tra i sacerdoti”, così Maurizio Cecconi, portavoce della Rete Laica Bologna, che continua: “Chiediamo che la Curia di Bologna, responsabile dell’asilo in cui lavorava il prete condannato, risponda alle seguenti domande di fronte all’opinione pubblica:

  • Il “De delictis gravioribus” impone che la diocesi che apprende di casi di pedofilia al proprio interno informi tempestivamente la “Congregazione per la Dottrina della Fede” in Vaticano. Quali direttive hanno trasmesso dal Vaticano alla Curia di Bologna?
  • Nel 2009 il Cardinale Caffarra ha curato e pubblicato la “Carta formativa della Scuola Cattolica dell’infanzia”, in cui si legge che “il gestore e gli insegnanti delle scuole materne parrocchiali debbono condurre un’esemplare vita cristiana”. Un’esemplare vita cristiana comprende anche le molestie sessuali sui minori?
  • Il “Crimen sollicitationis” impone a “tutti coloro che a vario titolo entrano a far parte del tribunale o che per il compito che svolgono siano ammessi a venire a conoscenza dei fatti sono strettamente tenuti al più stretto segreto, su ogni cosa appresa e con chiunque, pena la scomunica “latae sententiae”, per il fatto stesso di aver violato il segreto”. E’ stato imposto il silenzio, dalla Curia di Bologna, alle educatrici, dipendenti della Curia stessa, e ai genitori delle vittime, con la minaccia della scomunica?
  • Dove si trova attualmente il prete pedofilo condannato?
  • Esercita ancora una professione a contatto con minori?
  • Perché la Curia non paga le provvisionali alle famiglie delle bambine vittime di molestie, come richiestoLe, anche ieri, dal loro avvocato?
  • Ci sono stati altri casi di pedofilia nelle scuole cattoliche della diocesi di Bologna?
  • Non ritiene la Curia doveroso informare la famiglie e la cittadinanza in questi casi?

“Come Rete Laica e come cittadini riteniamo che il comportamento omertoso della Curia di Bologna sia gravissimo e la qualifica come un’istituzione che protegge chi commette un reato piuttosto che le vittime del reato stesso. Non si potrà non tener conto di questa vicenda”, conclude Cecconi, “quando si andrà a discutere del possibile rinnovo della convenzione tra il Comune e le scuole private cattoliche“.

***

Approfondimenti

Crimen sollicitationis

De delictis gravioribus

Carta formativa della Scuola Cattolica dell’infanzia

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17 commenti »

  1. […] Un prete della diocesi di Bologna è stato condannato in primo grado per molestie sessuali su bambin…, nell’asilo cattolico di cui era responsabile. Ecco la rassegna stampa. […]

    Pingback di Bologna, la Curia e il prete pedofilo – Rassegna stampa 09-10-11 Febbraio 2010 « Rete Laica Bologna — J febbraio 2010 @ 11:52 am

  2. […] Bologna, di cui fa parte anche il circolo UAAR felsineo, nei confronti della locale arcidiocesi. Un comunicato stampa si è soffermato sul caso di un prete, accusato di molestie sessuali su bambine da tre a sei anni e […]

    Pingback di Bologna: sul prete pedofilo la Curia è “omertosa” - UAAR Ultimissime — J febbraio 2010 @ 3:37 pm

  3. […] La Rete Laica di Bologna si scaglia contro la Curia accusandola di “comportamento omertoso” e definendola “un’istituzione che protegge chi commette un reato piuttosto che le vittime del reato stesso”. A ispirare le dure critiche è la vicenda giudiziaria di un sacerdote della Curia bolognese, che gestiva un asilo cattolico in provincia di Ferrara, condannato nel 2008 a 6 anni e 10 mesi per molestie sessuali. Sulla questione il portavoce della Rete Maurizio Cecconi si è rivolto pubblicamente alla Curia, chiedendo di rispondere a una serie di domande davanti all’opinione pubblica. In particolare, per sapere quali direttive sono state trasmesse dal Vaticano sul caso delle molestie; dove si trova attualmente il sacerdote condannato e se svolge una professione a contatto con i minori; se “è stato imposto il silenzio, dalla Curia di Bologna, alle educatrici, dipendenti della Curia stessa, e ai genitori delle vittime, con la minaccia della scomunica”. Cecconi ha chiesto inoltre di chiarire le ragioni per cui “la Curia non paga le provvisionali alle famiglie delle bambine vittime di molestie”. […]

    Pingback di Pedofilia, prete condannato, la Rete Laica accusa: “Servono risposte” « Rete Laica Bologna — J febbraio 2010 @ 8:52 pm

  4. […] Rete Laica continua a porre delle domande alla Curia, la quale si trincera dietro il silenzio e le intimidazioni alla stampa locale. In uno scarno comunicato stampa, la Curia fa sapere di aver chiesto “una rettifica a norma della legge sulla stampa” a “Il Manifesto” e “La Repubblica”, in merito a quella che l’Arcidiocesi definisce “una ricostruzione gravemente parziale e tendenziosa” fatta dai due quotidiani. […]

    Pingback di Bologna, la Curia e il prete pedofilo – Rassegna stampa 2 Febbraio 2010 « Rete Laica Bologna — J febbraio 2010 @ 11:51 am

  5. […] Rete Laica continua a porre delle domande alla Curia, la quale si trincera dietro il silenzio e le intimidazioni alla stampa locale. In uno scarno comunicato stampa, la Curia fa sapere di aver chiesto “una rettifica a norma della legge sulla stampa” a “Il Manifesto” e “La Repubblica”, in merito a quella che l’Arcidiocesi definisce “una ricostruzione gravemente parziale e tendenziosa” fatta dai due quotidiani. […]

    Pingback di Bologna, la Curia e il prete pedofilo – Rassegna stampa 12 Febbraio 2010 « Rete Laica Bologna — J febbraio 2010 @ 11:52 am

  6. Come il ladro non denuncia il ladro cosi la chiesa connivente protegge il suo gregge di lupi famelici.

    Commento di Alfredo — J febbraio 2010 @ 10:51 am

  7. […] Più la Chiesa si trova in difficoltà, sia dal punto di vista politico che dal punto di vista morale, più si fanno duri gli appelli “all’ortodossia”. Il messaggio di Caffarra di pre-scomunica ai politici cattolici che si dicano favorevoli al matrimonio gay è segno di questa debolezza, ma anche di situazioni contingenti e di una precisa strategia politica. Analizziamola. In primo luogo questo discorso di inusitata e inappellabile condanna si giustifica con l’esigenza da parte della Curia bolognese di spostare l’attenzione mediatica da un caso che imbarazza. Si tratta della vicenda del prelato dipendente dall’Arcidiocesi di Bologna condannato per molestie sessuali a bambine che frequentavano una scuola cattolica del ferrarese: il fatto che il Cardinale non si sia adoperato subito per denunciare, o comunque mettere in condizione di non nuocere questo prete è una delle risultanze del processo ed è una delle cose che più amareggiano i familiari delle vittime di quegli abusi. […]

    Pingback di Bologna, pedofilia nella Chiesa cattolica e il rifiuto dei matrimoni gay. L’editoriale di Paolo Soglia, direttore di Radio Città del Capo « Rete Laica Bologna — J febbraio 2010 @ 7:40 pm

  8. Sei iscritt* alla chiesa cattolica apostolica romana…E non lo sai…

    Lo stato italiano attraverso l’Istat e all’Annuarium statisticum ecclesiae, considera tutti i battezzati cattolici…
    Poi potete professarvi atei, agnostici o adepti dell’Heavy Metal, a loro serve solo il numero…
    E’ come se un partito iscrivesse milioni di neonati e, forte di questo numero, governasse il paese…
    L’isituto, infatti, si rifiuta di fare un censimento dei cattolici (sedicenti x pigrizia o tradizione…) dal 1931!
    Le conseguenze nefaste, che considerare il 93% della popolazione cattolica porta, sono sotto gli occhi di tutti…
    Ogni battezzato fa numero nel potere sociale, politico ed economico della chiesa, che sta cancellando la parola ‘laicità’ dal paese, che legifera sul corpo delle donne, sul sesso, sulle famiglie, sui bambini, sulla scuola; tutte cose a cui ha innaturalmente deciso di rinuciare…
    Ogni decisione politica, sociale ed economica di questo paese è presa considerando tale numero…

    Possiamo però dissociarci da questo baraccone discriminatutti-mangiasoldi con lo “sbattezzo” e, cosa ancora più importante, NON battezzare i nuovi nati che andrebbero a gonfiare inconsapevolmente questo numero…

    Qui il modulo da spedire: http://www.uaar.it/laicita/sbattezzo/sbattezzo-modulo-per-parroco.rtf

    Qui le info: http://www.uaar.it/laicita/sbattezzo/

    Commento di Paolo Bologna — J febbraio 2010 @ 7:55 pm

  9. Lettera aperta al giornalista Marco Politi:

    “Salve, ho letto ora il suo articolo (Fatto quotidiano – 25/02/10) sulla “trasparenza” e il “rigore” che il “santo padre” promette di adottare per i casi di pedofilia…

    1 – Il Crimen Sollicitaionis è stato, in sostanza, confermato; non è certo comunicando i casi al vaticano che si fa giustizia, in quanto le vittime degli abusi non sono mai cittadini vaticani, quindi, sarebbe doveroso denunciare alle autorità giudiziarie il pedofilo e non alla chiesa che, come massima pena, prevede la riduzione allo stato laico…

    2 – Lei cita padre Maciel, ma quanti sono i preti pedofili e i vescovi copertori nascosti in vaticano?
    Inoltre, dove sta questa “svolta”, di cui parla, se Bernard Law, è ancora al suo posto a Roma?

    3 – Nei viaggi americani e australiani, il papa si era rifiutato di incontrare le vittime e lo ha fatto solo dopo le pressioni della stampa …
    La lista dei pedofili segnalati alla congregazione per la dottrina della fede, dal 1962 ad oggi, è in mano al vaticano; perchè non consegnano i nomi alle autorità giudiziarie dei vari paesi dove si sono consumati i crimini?
    Si parla tanto di Irlanda, da noi, però, i casi insabbiati sono gli stessi; cambia solo la stampa che ne parla…

    Aspettando questa fantomatica lettera alla chiesa irlandese, non posso che constatare come, anche chi fa parte di un giornale indipendente, non manca di disegnare come “un papa che sta facendo molto contro la pedofilia”, un personaggio dal comportamento criminoso la cui unica preoccupazione è la reputazione (e i soldi) della chiesa e non certo le vittime dei suoi alfieri, frustrati da una innaturale scelta di rinuncia al sesso, che in menti già sufficientemente “semplici” è la principale causa di comportamenti sessuali patologici…

    Deluso, quindi, dal suo articolo, che è partito bene (perchè scriveva i fatti) ma poi è scivolato in una personale opinione fuorviante e lontana dalla realtà.

    Cordiali saluti

    Paolo Bologna”

    _________________________________________________________________

    LA RISPOSTA:

    “gentile signor paolo,

    rispondo sempre ai miei lettori anche quando non sono d’accordo (anzi specialmente).

    i fatti, come lei ha letto, li racconto sempre, da anni.
    ma credo che al contempo sia importante cogliere anche le linee di tendenza di un organismo storico.

    la chiesa – come uno stato – non è sempre uguale a se stessa. e rispetto all’atteggiamento omertoso del passato si avverte la volontà di un cambiamento di linea. con tanti episodi che non ho nemmeno avuto lo spazio di citare e comunque un martellamento di interventi papali che prima non c’era mai stato.
    naturalmente ci sono state montagne di fango in passato e montagne di fango anche oggi. da osservatore – e questo è il mio lavoro – penso sia necessario segnalare che si sta cominciando a spalare.

    se la chiesa, invece – oppure uno stato, una nazione – vengono considerati eternamente come uguali, non in movimento storico, allora la posizione può essere soltanto fideista : di difesa apologetica o di avversione totale.

    ma questa è un’altra storia.

    vede, in irlanda, recentemente un vescovo si è dimesso, un’altro invece sta resistendo ad andarsene. prima del mutamento di strategia non si sarebbe parlato nemmeno di dimissioni e lo stesso cardinale law invece di occupare un posto onorifico (deplorevolmente, peraltro, come ho scritto) ma senza poteri, oggi sarebbe ancora al comando della sua diocesi a boston.

    buona giornata
    marco politi”

    __________________________________________________

    LA MIA REPLICA:

    “Grazie della solerte risposta…

    Vero che, a parole, il vaticano sbandiera “tolleranza 0”, nei fatti, purtroppo, non è così, ed è questo che un giornalista deve trasmettere: i fatti…

    E poi, quel poco che fanno (dimissioni e altre bazzecole), al confronto del male che si ostinano ad alimentare, non è abbastanza; e su questo, credo, siamo d’accordo…

    Per “recuperare” (ma l’hanno mai avuta?) credibilità, servono atti concreti: consegnare i nomi delle segnalazioni arrivate al vaticano dal 1962 ad oggi, abrogare il Crimen Sollicitationis, insieme alla lettera del 2001, sostituendola con l’ordine di denunciare immediatamente gli abusi alle autorità giudiziarie, prima che al vaticano…

    Il Fatto Quotidiano non è certo un giornale letto da persone disattente, anzi…

    Non dobbiamo però correre il rischio che qualcuno pensi che questo papa stia concretamente facendo tutto il possibile per combattere la pedofilia, all’interno della organizzazione dove questa piaga è piu frequente, quando ciò non corrisponde a verità.

    Grazie
    Paolo”

    Commento di Paolo Bologna — J febbraio 2010 @ 8:29 pm

  10. […] della Beata Vergine di San Luca, luogo simbolo del cattolicesimo bolognese. Lo denuncia la Rete Laica Bologna, di cui fa parte anche l’UAAR. La Rete segnala altresì un azzeccato articolo di Michele […]

    Pingback di Bologna, la diocesi promuovere un sacerdote pedofilo - UAAR Ultimissime — J marzo 2010 @ 12:50 am

  11. […] della Beata Vergine di San Luca, luogo simbolo del cattolicesimo bolognese. Lo denuncia la Rete Laica Bologna, di cui fa parte anche l’UAAR. La Rete segnala altresì un azzeccato articolo di Michele […]

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  15. […] nel rallentare e ostacolare i processi contro Don Andrea Agostini, il sacerdote condannato per abusi sessuali nei confronti di alcune bambine dell’asilo da lui diretto. In quell’occasione la Magistratura sottolineò che la Curia […]

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