Rete Laica Bologna

Pedofilia, Benedetto XVI chiede scusa, Caffarra faccia altrettanto | J marzo 2010

Comunicato stampa, 20 Marzo 2010
(Scarica e diffondi)

PRETI PEDOFILI, BENEDETTO XVI CHIEDE SCUSA
ALL’IRLANDA. CECCONI: “MAI UNA PAROLA
DI PENTIMENTO E DI SPIEGAZIONI DA PARTE
DI CAFFARRA E DELLA CURIA DI BOLOGNA”

Maurizio Cecconi, portavoce della Rete Laica Bologna,
in merito alla lettera di scuse inviata da Benedetto XVI
all’Irlanda per gli abusi sessuali sui minori
compiuto dal clero e protetti dalla Chiesa.

“Finalmente e seppur con dei distinguo che hanno il sapore di un’ultima, disperata difesa, papa Benedetto XVI chiede scusa all’Irlanda per gli abusi sessuali compiuti sui minori. Abusi perpetrati dal clero e protetti dalla Chiesa Cattolica. La lettera contiene un passaggio importante, laddove ricorda che è dovere dei vescovi far rispettare il diritto canonico e, quindi, sospendere dallo stato clericale i preti rei di pedofilia”, così Maurizio Cecconi, portavoce della Rete Laica Bologna, che continua: “Alla luce di questa missiva, ci chiediamo le ragioni della palese contraddizione tra quanto affermato a Roma e quanto praticato a Bologna, dove il Cardinale Caffarra non ha mai sentito il dovere di rivolgere le proprie scuse alle famiglie delle bambine vittime delle molestie sessuali di don Andrea Agostini, condannato per le stesse a 6 anni e 10 mesi in primo grado. Al contrario, dopo un processo-farsa interno alla Curia e tenuto segreto, ma che lo ha evidentemente assolto, don Agostini continua ad essere un prete e Via Altabella gli paga persino un costoso avvocato e si rifiuta di risarcire le famiglie delle vittime. Caffarra ha il dovere di spiegare com’è garantita l’incolumità dei bambini affidati alle scuole di proprietà della Chiesa Cattolica bolognese e chiedere scusa per le omissioni di controllo, per l’omertà e la difesa ad oltranza di un sacerdote pedofilo. Non basta pubblicare e diffondere in pompa magna una “Carta della scuola”, quando poi questa è disattesa dai vertici e risulta essere carta straccia”.

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5 commenti »

  1. Scuse pubbliche: meglio tardi che mai?

    Dipende. Se scusarsi e’ l’unica cosa rimasta da fare , se le scuse diventano direttamente o indirettamente (tramite mezzi di informazione compiacenti) una mossa di promozione dell’immagine, se le scuse sono per “casi isolati” mentre le alte gerarchie ecclesiastiche sono da ritenere immuni da gravi colpe, se le scuse sono rivolte al proprio dio prima che alle vittime… no. Tempo scaduto. Meglio mai che tardi.

    Se pero’ le scuse fossero accompagnate da dimissioni eccellenti, allora potrebbero essere accettabili, dimostrare una certa coerenza (da verificare comunque con il grado di collaborazione che sara’ dimostrata con la giustizia civile).

    Commento di Roberto Grendene — J marzo 2010 @ 4:03 pm

  2. Ma siamo sicuri che Ratzinger abbia chiesto scusa?

    Da quel che leggo:
    http://212.77.1.245/news_services/bulletin/news/25287.php?index=25287&lang=it
    si e’ detto solo dispiaciuto, preoccupato, turbato.
    A nome della sua chiesa scrive: “esprimo apertamente la vergogna e il rimorso che tutti proviamo”. Insomma un cosa generalizzata, nessuna assunzione di responsabilita’ e nessuna scusa seria a nome di una gerarchia che, e’ bene ricordalo, ha potere assoluto nella sua chiesa.

    Commento di Roberto Grendene — J marzo 2010 @ 6:10 pm

  3. Non mi sembra abbia chiesto scusa il papocchio…

    Commento di Paolo Bologna — J marzo 2010 @ 3:56 pm

  4. Il Pontefice alle vittime: “Avete sofferto, vi esprimo la nostra vergogna”.

    Reazioni: gruppo di vittime, “Delusi da lettera del Papa”.

    Commento di Rete Laica Bologna — J marzo 2010 @ 10:58 am

  5. […] degli abusi sessuali di don Andrea Agostini e di spiegazioni per il comportamento della Curia, indirizzata dalla Rete Laica Bologna al Cardinale Caffarra, è stata citata ieri in un articolo su Repubblica […]

    Pingback di Bologna, prete pedofilo. La richiesta di scusa a Caffarra finisce su Repubblica nazionale « Rete Laica Bologna — J marzo 2010 @ 5:34 pm


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