Rete Laica Bologna

(L’ex don) Andrea Agostini e le adozioni internazionali a distanza | J giugno 2010

Comunicato stampa, 16 Giugno 2010
(Scarica e diffondi)

(L’EX DON) ANDREA AGOSTINI E LE
ADOZIONI INTERNAZIONALI A DISTANZA

Rete Laica Bologna presenta la testimonianza di una famiglia
che affidava una quota annuale a don Andrea Agostini
per l’adozione internazionale a distanza di un bambino.
A seguire, le domande che pone la Rete Laica.

G.P. e sua moglie hanno conosciuto don Andrea Agostini nel 1992, a Monterenzio, dove era parroco, in occasione di una festa organizzata dalla Chiesa locale, nell’ambito della quale si raccoglievano fondi per i bambini brasiliani in difficoltà e si reclutavano famiglie interessate alle adozioni a distanza. Successivamente don Andrea Agostini è stato trasferito a Castel San Pietro e a Gallo Ferrarese, senza che questi trasferimenti comportassero l’interruzione dei suoi rapporti con le famiglie affidatarie.

Data la disponibilità di G.P. ad attivare un’adozione a distanza, don Andrea Agostini propose l’affidamento di bambini orfani e non, seguiti dal “Fundo Cristão para Crianças”, un’importante e autorevole istituzione brasiliana, dedita all’assistenza dei bambini bisognosi, con sedi a Belo Horizonte, Fortaleza, Rio de Janeiro e molte altre. Il “Fundo Cristão para Crianças” [link: 1 | 2] non ha sedi di rappresentanza diretta in Italia e si appoggia alla rete internazionale di “ChildFund”.

Don Andrea Agostini riscuoteva una quota dalla famiglia di G.P.; quota di 500.000 vecchie lire, poi diventate 240 euro, che G.P. ha sempre arrotondato a 250. Don Andrea Agostini organizzava attività per raccogliere fondi, per dare aiuto ad altri bambini 6/7, a nome dei residenti di Monterenzio; quindi l’equivalente di altre 6/7 quote. Inoltre altre 15/20 famiglie – che a conoscenza di G.P. in 2/3 anni hanno superato le 30 unità – hanno versato la quota annuale per ogni adozione a distanza.

Moltiplicando la quota annuale di ogni singola adozione per il numero delle famiglie che aderirono con spirito di solidarietà alla proposta di don Andrea Agostini e aggiungendo la somma raccolta dalle collette dei cittadini residenti a Monterenzio, s’ottiene la considerevole (e per difetto) cifra di 15.000.000 di lire o di 7.200 euro all’anno.

Don Agostini si faceva versare i soldi direttamente sul suo conto corrente e sosteneva di consegnarli personalmente al “Fundo Cristão para Crianças”. Per versarli, spiegò allo stesso G.P. che li consegnava di persona, approffitando del suo viaggio in Brasile che abitualmente compiva ogni anno, dopo le festività natalizie, soggiornando in Sudamerica per circa un mese.

Da un’indagine della Rete Laica Bologna è emerso che solo un’altra piccola associazione in Italia ha versato dei soldi al “Fundo Cristão para Crianças”. Si chiama “Trentino Insieme” ed è una’associazione senza scopo di lucro che, nel 2005, ha organizzato un’operazione meritoria di assistenza medica in Brasile. “Trentino Insieme” ha diffuso i dati relativi alla quota da versare al “Fundo Cristão para Crianças” per un’adozione internazionale a distanza. La quota era di 185 euro all’anno, più 4 euro per il bonifico bancario. Con quella somma si garantisce al bambino l’alimentazione, il servizio medico di base, l’oculista (occhiali compresi), il servizio ginecologico per le adolescenti, il pediatra, lo psicologo, il nutrizionista, l’istruzione (alfabetizzazione prima della scuola d’obbligo), l’assistenza sanitaria (filtri per l’acqua e costruzione del bagno) e l’edificazione di pozzi per l’acqua potabile.

La differenza tra quanto dichiarato da “Trentino Insieme” e quanto riscosso da ogni famiglia da don Andrea Agostini è significativa. Se sottraiamo da 240 euro (somma riscossa da ogni famiglia da don Agostini) i 185 euro della quota dichiarata da “Trentino Insieme”, otteniamo un surplus di 55 euro a quota, che moltiplicato per le 30 famiglie (numero che assumiamo ragionando per difetto) raggiunte dall’ex parroco dà il risultato di 1.650 euro in eccedenza. Più o meno quanto costava il viaggio in Brasile che don Agostini effettuava ogni anno “per consegnare il denaro” al “Fundo Cristão para Crianças”.

G.P. e sua moglie – e presumibilmente anche le altre famiglie – hanno continuato a versare a don Andrea Agostini la quota annuale fino alla fine del 2009, un anno e mezzo dopo la condanna in primo grado a 6 anni e 10 mesi per molestie sessuali su alcune bambine dell’asilo da lui diretto. Rete Laica ha potuto vedere le ricevute dei versamenti effettuati.

G.P. e sua moglie non sapevano dei reati di cui era accusato, non sapevano le ragioni dei trasferimenti di parrocchia di don Agostini disposti dalla Curia. Non sapevano e non potevano saperlo, perché finché s’è potuto, l’opinione pubblica è stata tenuta all’oscuro. Una volta all’anno don Agostini comunicava loro l’ammontare della quota. Era ancora un prete e godeva dell’autorevolezza che la tonaca concede a chi la indossa.

Hanno appreso del suo processo solamente quando hanno letto sui giornali, a inizio 2010, la lettera dell’avvocatessa delle bambine molestate, che chiedeva alla Curia di pagare i risarcimenti a cui è stato condannato don Agostini, quei 28.000 euro che don Agostini ad oggi non ha ancora pagato. Don Agostini è difeso da un affermato avvocato di Bologna, lo stesso che notoriamente rappresenta gli interessi della Curia.

G.P. e sua moglie sono due persone sensibili. Credono che la solidarietà sia un legame sociale importante, capace di aiutare chi è in difficoltà e, in special modo, le persone più esposte: i bambini. Sono giustamente offesi, perché affidare del denaro per delle adozioni internazionali a distanza a una persona condannata per molestie sessuali su bambini, li fa sentire raggirati. Non pensano, anche dopo questa esperienza dolorosa che desiderano rendere pubblica, che le adozioni a distanza siano un’opera di bene da evitare, ma anzi maggiormente da condividere e praticare.

Nel 1996 G.P. è volato in Brasile, viaggio desiderato da sempre. In quell’occasione, tra le varie tappe in diverse località in cui soggiornò, visitò anche Belo Horizonte, dove si trova uno dei centri del “Fundo Cristão para Crianças”, per verificare coi suoi occhi la condizione dei bambini che lo frequentavano. L’esito è stato sorprendente: bambini felici, puliti, vestiti molto dignitosamente. Tutto questo ottenuto grazie alle donazioni, con quote di danaro, per noi occidentali, modeste.

La visita al centro di Belo Horizonte riuscì a fargli dimenticare il precedente soggiorno a Fortaleza, quando aveva potuto constatare coi suoi occhi lo stato di abbandono, di miseria e di sfruttamento sessuale che vivono i “niños de rua” e il ruolo importante che svolgono associazioni come il “Fundo Cristão para Crianças”.

G.P. ci ha raccontato che dopo cena è andato per due volte al bar sulla spiaggia di fronte al proprio albergo. Lì constatò la facilità con cui si può adescare in pochi minuti un banbino o una bambina: si va in spiaggia, ci si siede al bar e i bambini prostituti vengono ad offrirsi. Si contratta prezzo e prestazioni e si finisce dopo poco nella camera d’albergo dove si risiede; naturalmente passando dalla reception nessuno vede e dice nulla. In questo panorama desolante, le adozioni internazionali a distanza aiutano qualche centinaio di ragazzi e ragazze, una percentuale piccola rispetto al totale, ma senza la quale sarebbero tutti abbandonati al turismo sessuale degli occidentali.

G.P. e sua moglie hanno scelto di praticare un’adozione internazionale a distanza, come già scritto, perché credono nella solidarietà. In più, pensavano fosse un buon esempio da trasmettere al proprio figlio, giacché desiderano educarlo all’aiuto di chi sta peggio di noi. Ancora oggi il figlio di G.P. riceve come regalo di Natale la ricevuta di un versamento a Telethon, fatta a suo nome. Oggi si domandono come sia possibile che chi per primo dovrebbe dare il “buon esempio”- don Andrea Agostini – abbia potuto tradire la loro fiducia molestando sessualmente delle bambine e perché viene aiutato, con un avvocato, dalla Diocesi di Bologna.

LE DOMANDE DELLA RETE LAICA BOLOGNA

  • Perché scegliere un’associazione che non aveva rappresentanti nel nostro paese e che quindi non poteva rilasciare le ricevute utili a scalare la quota versata dalla dichiarazione dei redditi, così come permette la legge italiana?
  • Non si poteva spedire il denaro raccolto semplicemente via banca?
  • Perché don Andrea Agostini preferiva consegnarli di persona una volta all’anno?
  • Sono stati versati tutti i soldi raccolti da don Agostini al “Fundo Cristão para Crianças”?
  • Esistono prove documentali delle somme versate da don Agostini all’ente brasiliano?
  • Dove alloggiava don Agostini in Brasile?
  • La Curia di Bologna era a conoscenza di queste iniziative di don Andrea Agostini e dei suoi viaggi?

LE RICEVUTE DEI VERSAMENTI
EFFETTUATI DA G.P. A DON ANDREA AGOSTINI

Ricevuta 2009

Ricevuta 2008

Ricevuta 2007

Ricevuta 2006

[Scarica le ricevute]

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6 commenti »

  1. […] (L’ex don) Andrea Agostini e le adozioni internazionali a distanza https://retelaicabologna.wordpress.com/2010/06/16/lex-don-andrea-agostini-e-le-adozioni-internazional… […]

    Pingback di Links for 16/06/2010 | Giordani.org — J giugno 2010 @ 3:09 am

  2. […] seconda: Rete Laica Bologna ha reso pubblica una testimonianza che porta alla luce un fatto finora sconosciuto. Don Andrea Agostini si occupava di adozioni […]

    Pingback di Le adozioni di don Andrea Agostini, prete pedofilo | PUTA. A QUEER INVADER — J giugno 2010 @ 12:52 pm

  3. Purtroppo anche la mia famiglia ha adottato un bambino a distanza dal 1997/1998 tramite Agostini Andrea.
    Io ho visto solo oggi per caso, questa testimonianza, non sapevo nulla della sua condanna anche perchè non l’ho mai conosciuto personalmente, ma mi era stato segnalato dal mio parroco dell’epoca. Io però anche quest’anno (ignara di tutto) ho fatto il versamento di € 250,00. Come faccio a sapere dove sono finiti i miei soldi, secondo voi come mi devo comportare? Grazie della risposta.

    Commento di Paola Pitti — J febbraio 2011 @ 11:14 am

  4. non credo sia colpa di don andrea ma del cognome che porta….e della linea spirituale con cui prega ……sprovieri?
    belli-animuccia

    Commento di giuseppina — J gennaio 2013 @ 6:55 pm

  5. e’ difficile anche avere amicizie nel lavoro spirituale e letterario.

    Commento di giuseppina — J gennaio 2013 @ 6:56 pm


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