Rete Laica Bologna

Recensione di “Habemus Papam”, regia di Nanni Moretti | J aprile 2011

L’inquadratura più riuscita è quella su una finestra vuota di San Pietro con i pesanti tendaggi rossi che sbattono lievemente al vento. La scena più geniale, quella della Guardia Svizzera mandata ad animare una stanza che altrimenti sarebbe vuota e a smuovere i drappeggi delle tende, dietro le finestre degli appartamenti papali, per simulare la presenza del Papa e, così, tenere viva l’attesa del popolo, il quale continua ad affollare Piazza San Pietro. L’attore più intenso fino a commuovere è Michel Piccoli, che interpreta il Papa appena eletto. Il personaggio più contento è lo psicoanalista, impersonato da Nanni Moretti, impegnato a organizzare un torneo di pallavolo con i Cardinali.

“Habemus Papam” è un film molto bello. Non è un film sulla religione, non esprime una contrapposizione fra ragione e fede; e non è un film sul potere della Chiesa, né qui troveranno conforto gli spiriti laici. Non so se sia il miglior film di Moretti, ma so che si può rimanere folgorati – io lo sono stata – di fronte alla risposta: “Non sono all’altezza”, che il neo eletto Papa, il cardinale Melville, dà alla domanda dello psicoanalista: “Lei lo vuole fare il Papa?”.

Attorno al senso di inadeguatezza che alla fine il neo Papa esprimerà in mondovisione, si muove il film: un viaggio in incognito del Cardinale Melville per le strade e sugli autobus di Roma, un percorso nel mondo vero, fra le persone in carne ed ossa, un percorso del corpo di un anziano e della mente di un uomo, alla ricerca di quel “se stesso” perduto o solo dimenticato, che nella vita avrebbe voluto recitare Cecov; di un neo eletto dal Conclave al soglio di Pietro che non si lascia accecare dallo sfavillio del potere più assoluto, assoluto perché racchiude l’umano e il divino assieme.

Gli unici momenti di leggerezza del film sono quelli in cui lo psicoanalista, chiamato a curare l’attacco di panico del Papa, è al centro della scena. La platea ride, e questa leggerezza potrebbe apparire un’interruzione discutibile: personalmente l’ho molto apprezzata, perché costituisce un momento di sollievo, la temporanea interruzione di un percorso per certi versi angosciante.

In effetti il film sospende per un certo tempo un congegno secolare fatto di regole rigidissime, distoglie lo sguardo dalla gravità del momento, per concedere ai protagonisti di quel congegno la leggerezza di una svolta ludica sotto la regia di un Moretti-psicoanalista entusiasta ed entusiasmante.

Il percorso umano del cardinale Melville è reso maggiormente inquietante, intenso, commovente dalla meravigliosa recitazione di Michel Piccoli: una recitazione fatta di sospensioni, di sguardi persi, di fughe della mente e il film insegue il Papa appena eletto nella sua fuga dal peso di una responsabilità sentita e vissuta come insopportabilmente eccesiva.

Qui, il “non sum dignus” si trasforma “in bonus non sum”, nel senso di “non mi sento capace di affrontare ciò a cui sono chiamato” che è poi, in sintesi, quanto Melville/Piccoli dice parlando ai fedeli in piazza San Pietro.

Ma si tratta del potere che arretra di fronte alle sfide che il mondo così crudele pone oppure del rifiuto tout court di mischiarsi con un certo potere? Questo il film non lo spiega e, probabilmente, la risposta compete allo spettatore.

Di Katia Zanotti
[Sito ufficiale del film]

Un fotogramma tratto da "Habemus Papam"

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4 commenti »

  1. Bella recensione.
    Anche a me il film e’ piaciuto molto, ci ho ritrovato la verve di vecchi film come “Bianca” o “La messa e’ finita” e l’ho preferito di gran lunga agli ultimi lavori dopo “Caro Diario”.

    E’ vero, non e’ anticlericale/laicista o di denuncia e va benissimo cosi’ per l’equilibrio e la struttura del film.
    Pero’ almeno un paio di messaggi “forti” (indiretti) io li ho trovati:
    * l’inadeguatezza del papa a guidare la chiesa e’ anche l’inadeguatezza della chiesa a “guidare” il mondo moderno – il discorso finale del papa sembra proprio una “resa”, non solo personale
    * il papa e’ un attore, il papato e le alte gerarchie sono una grande “messa in scena”

    E il torneo di pallavolo fra cardinali non sara’ anticlericale… ma ci fa ridere molto! 🙂

    Commento di Stefano — J aprile 2011 @ 2:11 pm

  2. L´ho appena visto il film e il primo impulso é di comunicare le sensazioni che mi ha dato. Nanni Moretti é l´ impressionista del cinema: luci, colore, ombre, chiaro oscuro, finissimi tratti psicologici per ottenere un´impressione perfetta e allo stesso tempo ricca di sfumature sconvolgenti. Il finale combina lo sgomento della folla delusa dalla mancata guida spirituale, simbolo, indirizzo per le preghiere e dall´altra parte lo sgomento dei cardinali nel capire che tra loro c´era un essere umano deboole ma forte abbastanza per riconoscere umilmente la propria debolezza. Che dire: Gesú era uomo e super uomo allo stesso tempo. Quindi si compie il primo mistero. Ma il messaggio di Moretti non ha intenzioni mistiche, bensí di realismo e luciditá puri. Almeno questa é una delle mie interpretazioni ed emozioni vissute con il film. Breve momento ironico e umoristico l´interpretazione del testo della bibbia.

    Bellissimo film, oserei dire il migliore di Moretti, ma solo perché é l´ultimo. Moretti ha ancora molto da dare.

    Commento di Nicoletta — J maggio 2011 @ 10:59 pm

  3. L’ho trovato un film normale ravvivato dall’originalità della storia fantastica e da alcune battute che strappano la risata.. Il papa ed i cardinali ( i principi della CHIESA) vengono presentati come esseri umani gravati da tutte le fatiche della vita. Bene che il papa si mescoli tra la gente in maniera anonima. Di solito non avviene. Scontato il finale.

    Commento di carlo lesi — J maggio 2011 @ 1:27 am

  4. “Uno dei segni della maturità del mondo è che nessuno accetterà il peso della corona. La corona rimarrà senza che nessuno ne voglia portare da solo il peso. Quello sarà il giorno in cui la saggezza sarà palese fra gli uomini”.
    Baha’u’llah(1817-92) http://www.bahaimilano.it/bibliotecadigitale/Kitab-i-Aqdas.pdf
    La suddetta Dichiarazione di Baha’u’llah è il tema e la novità principale del film del M° Nanni Moretti. A dimostrazione che “l’individuo” non è più capace, in nessun ambito, di gestire ed assumersi la responsabilità degli affari di un mondo così complesso e articolato. Egli esorta l’Umanità di istituire Consigli (Locali, Nazionali, Regionali e Mondiale) a suffragio universale.

    Commento di makhanian — J maggio 2011 @ 5:49 pm


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