Rete Laica Bologna

Sospensione di don Andrea Agostini tardiva e insufficiente

J giugno 2010
4 commenti

Comunicato stampa, 13 Giugno 2010

SOSPENSIONE DON AGOSTINI.
CECCONI: “TARDIVA E INSUFFICIENTE.
MANCANO LE SCUSE DI CAFFARRA
E I RISARCIMENTI ALLE VITTIME E LA TRASPARENZA”.

Maurizio Cecconi, portavoce della Rete Laica Bologna,
in merito alla sospensione dallo stato clericale
di don Andrea Agostini e alla nota apparsa su Bologna Sette.

Apprendiamo dalla stampa che è stata finalmente disposta la sospensione dallo stato clericale di don Andrea Agostini, condannato in primo grado a 6 anni e 10 mesi per molestie sessuali su bambine. Questo testimonia che le segnalazioni compiute dalle educatrici e dai genitori delle bambine, sono state ritenute, persino dalla Curia, fondate. Alla buon ora e alla faccia della Magna carta sulla scuola dell’infanzia redatta dalla Curia bolognese, per pubblicizzare le “virtù educative” delle scuole cattoliche. Questa esperienza ha insegnato che tra queste virtù non c’è la trasparenza e il senso di responsabilità per la sicurezza delle centinaia di bambini e bambine affidati alle scuole private gestite dalla Chiesa bolognese. Trasparenza e senso di responsabilità che esigerebbero un’azione immediata, risolutiva e non volta a salvaguardare, in primis, la reputazione della Curia. Di questa assenza di trasparenza e di sicurezza le Istituzioni non potranno non tenere conto, al momento di valutare se e come rinnovare i finanziamenti alle scuole private cattoliche“, così Maurizio Cecconi, portavoce della Rete Laica Bologna, che continua: “La sospensione di don Andrea Agostini è dunque tardiva e insufficiente. Il cardinale Caffarra deve delle scuse alle famiglie delle bambine vittime delle molestie sessuali di don Andrea Agostini. Caffarra deve altresì delle spiegazioni alla città tutta: la pedofilia clericale non è un fenomeno saltuario e lo dimostrano le centinaia di casi in tutto il mondo. Come si comporterà la Curia qualora dovesse verificarsi un nuovo simile espisodio?. Purtroppo”, conclude Cecconi, “niente lascia sperare che si comporterà meglio, secondo i criteri di trasparenza e di sicurezza dei bambini, di come si sia comportata finora”.

Bologna, prete pedofilo. Curia lo ha promosso e trasferito a San Luca

J marzo 2010
18 commenti

Comunicato stampa, 18 Marzo 2010
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PRETE PEDOFILO. CECCONI: “CURIA LO HA PROMOSSO
E TRASFERITO A SAN LUCA, SANTUARIO DELLA MADONNA
E SIMBOLO DEL CATTOLICESIMO BOLOGNESE”

Maurizio Cecconi, portavoce della Rete Laica Bologna,
in merito alla vicenda del prete pedofilo condannato
a 6 anni e 10 mesi per molestie sessuali sulle bambine
dell’asilo da lui diretto e sulla complicità, omertà
e protezione offerta al sacerdote dalla Curia felsinea.

Don Andrea Agostini – il prete pedofilo condannato a 6 e 10 mesi per molestie sessuali sulle bambine dell’asilo da lui diretto e il cui nome è rivelato dal libro “Il peccato nascosto. Lo scandalo dei preti pedofili e i silenzi della Chiesa”è stato trasferito dalla Curia e promosso a un nuovo incarico presso il Santuario della Beata Vergine di San Luca, luogo simbolo del cattolicesimo bolognese”, così Maurizio Cecconi, portavoce della Rete Laica Bologna, che continua: “Grazie alle informazioni da noi raccolte e verificate diamo oggi questa notizia, che riteniamo importante e gravissima”.

“Secondo il diritto canonico, un sacerdote che si macchia del peccato d’infrangere la purezza dell’infanzia dovrebbe essere escluso dallo stato clericale, ovvero non essere più prete. Al contrario, don Andrea Agostini, dopo un processo-farsa interno al Curia che lo ha evidentemente assolto benché sia stato condannato dalla giustizia civile italiana, è stato promosso: continua ad essere un prete, continua a ricevere uno stipendio, continua ad essere a contatto con bambini e bambine, tutti quelli in visita al santuario tanto amato dai bolognesi”.

Più volte abbiamo chiesto alla Curia e ai suoi vertici, al Cardinale Caffarra e a Monsignor Vecchi, di rispondere alle domande di trasparenza poste dalla cittadinanza e dalle famiglie delle vittime. Risultato: nessuna risposta. Non si può rimanere inermi di fronte al muro di silenzio, omertà e complicità della Chiesa bolognese; per queste ragioni oggi diffondiamo la notizia del luogo in cui è stato trasferito don Agostini. E così faremo ancora per ogni informazione che raccoglieremo e verificheremo”.
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Bologna, prete pedofilo. Nome svelato da inchieste giornalistiche

J marzo 2010
6 commenti

Comunicato stampa, 15 Marzo 2010
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PRETE PEDOFILO. CECCONI: “NOME SVELATO
DA INCHIESTE GIORNALISTICHE. CURIA DICA
DOVE E’ STATO TRASFERITO DON ANDREA AGOSTINI”

Maurizio Cecconi, portavoce della Rete Laica Bologna,
in merito al prete pedofilo protetto dalla Curia di Bologna
e condannato per molestie sessuali su bambine.

“Come Rete Laica abbiamo più volte chiesto alla Curia di rivelare il nome del prete pedofilo, condannato per molestie sessuali su bambine di un asilo. Non per morbosità, bensì per trasparenza e per tutela dei minori che in futuro potessero venirne in contatto; come avviene negli USA, come è avvenuto in Irlanda, in Austria e in Germania. Non abbiamo mai ricevuto risposta, né noi né, ancor peggio, le molte famiglie che affidano i loro figli alle scuole gestite da religiosi”, così Maurizio Cecconi, portavoce della Rete Laica Bologna, che continua: “Il nome è stato finalmente rivelato non dalla Curia, che continua a trincerarsi dietro un muro di bugie e di silenzi, bensì dalle inchieste giornalistiche condotte dal quotidiano “La Repubblica”, che ieri, a pagina 15 dell’edizione nazionale, riportava un elenco di vari casi di preti pedofili in tutta Italia, tra cui quello del prete sotto la responsabilità dell’Arcidiocesi di Bologna, indicandolo per nome e cognome”.

Questo il passo dell’articolo: “Altre storie riemergono, descritte in dettaglio nel libro “Il peccato nascosto” (Editore Nutrimenti, curato da Luigi Irdi) in uscita mercoledì. L’autore, che si firma come Anonimo — sigla che comprende il contributo di più mani fra cui quella di un sacerdote che ha preferito non comparire in prima persona — raccoglie le tante denunce arrivate di recente in varie Procure d’Italia. C’è la vicenda di un gruppo di bambine di un paese vicino a Cento, diocesi di Ferrara [in realtà, di responsabilità della Diocesi di Bologna, ndr], abusate da don Andrea Agostini, condannato nel 2008 a 6 anni e 10 mesi di reclusione, e al risarcimento di 28mila euro. Il loro avvocato, Claudia Colombo, aveva anche scritto al cardinale di Bologna, Carlo Caffarra, chiedendo una presa di responsabilità della curia locale. Nel dispositivo della sentenza i giudici di primo grado hanno denunciato “il silenzio dei vertici ecclesiastici e la loro ritrosia a mettere sul tappeto le notizie sulle accuse che già da tempo circolavano””.

Il libro citato uscirà nelle librerie Mercoledì 17 Marzo e Rete Laica lo presenterà in anteprima a Bologna Martedì 23 Marzo, alle ore 18.00, presso la Libreria Melbookstore. Insieme a Maurizio Cecconi, sarà presente Luigi Irdi, curatore del libro. Nel testo, un capitolo è dedicato alle molestie compiute da don Andrea Agostini.
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Campagna “Testamento biologico. Liberi di scegliere” – Rassegna stampa dal 21 al 23.11.2009

J novembre 2009
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Quotidiani

Web


Case alle coppie di fatto. Curia estranea alla società contemporanea

J novembre 2009
1 commento

Comunicato stampa, 02 Novembre 2009
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CASE ALLE COPPIE DI FATTO.
“CURIA ESTRANEA ALLA SOCIETA’ CONTEMPORANEA”

Maurizio Cecconi, portavoce della Rete Laica Bologna
e Flavia Madaschi, responsabile dell’Agedo,
Associazione Genitori di Omosessuali, in merito alle
posizioni di Paolo Cavana, espresse sul settimanale
BolognaSette della Curia, sulle case assegnate
anche alle coppie di fatto dello stesso sesso
dalla Regione Emilia-Romagna
.

Le affermazioni di Cavana testimoniano l’estraneità della Chiesa Cattolica dall’evoluzione della società, italiana e bolognese. La Chiesa chiude gli occhi, come un bambino impaurito, di fronte alla realtà, che registra nel Comune di Bologna una presenza del 34% di famiglie unipersonali, come s’evince dai dati del censimento del 2001. Ed è un numero in aumento” commenta Maurizio Cecconi, portavoce della Rete Laica, che continua: “Famiglia si declina al plurale: sono famiglie tutte le coppie, eterosessuali e omosessuali che, unite da un vincolo affettivo, scelgono di percorrere assieme parte della loro vita o tutta la loro vita. Sono famiglie le coppie lesbiche con figli, sono famiglie le coppie gay con figli”.

“Ancora nell’Ottocento la Chiesa sosteneva che portare gli occhiali da vista era peccato perché dovevamo vedere esclusivamente con gli occhi che “ci ha donato Dio”. Oggi sostiene che le coppie gay e lesbiche sono “necessariamente sterili”. In entrambi i casi è evidente che ha poca dimestichezza con la scienza e la biologia umana. Insomma non ci vede bene e avrebbe bisogno di un nuovo paio di occhiali” commenta Flavia Madaschi, responsabile dell’Agedo Bologna, che conclude: “In base a questo discutibile criterio basato sull’ “efficenza riproduttiva” dovrebbero essere espunte anche le giovani donne e i giovani uomini che soffrono di sterilità congenità. L’obiettivo è tramutare una condizione permanente o temporanea in una colpa punita con l’esclusione dalle politiche sociali”.


Lettera aperta a Stefano Andrini, editorialista del settimanale della Curia bolognese

J ottobre 2009
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Gentile Andrini,

il suo editoriale su BolognaSette del 25 ottobre ha coinciso col massimo impegno dei volontari della Rete Laica. Nonostante il successo che incontriamo, sbaglieremmo nell’ignorare il settimanale della Curia.

L’articolo asserisce che il Comune non è arbitro dell’etica. Siamo d’accordo: vogliamo essere gli unici arbitri della nostra vita e della nostra fine, nel momento in cui il bilancio tra dignità e sofferenza sarà inevitabile. Chiediamo infatti che il Comune sia il depositario delle nostre volontà in materia di trattamenti sanitari.

Incontriamo centinaia di persone desiderose d’avere l’ultima parola. Persone diverse: laici e signore che vanno a messa, madri e padri di famiglia, tanti giovani. Desiderano che nei momenti difficili della propria vita, quando la malattia è aggressiva, la società diventi più discreta e solidale.

Rigettiamo il parere della Segreteria Generale perché utilizza argomentazioni già proposte dalla Curia che, con un commento di Cavana, ha posto problemi di privacy. Infine Andrini, su BolognaSette, cita il parere della Segreteria Generale. Avete disegnato un cerchio perfetto ma non avete fatto passi in avanti.
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Campagna “Testamento biologico. Liberi di scegliere” – Rassegna stampa 29.10.2009

J ottobre 2009
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Dopo l’attacco di Stefano Andrini, editorialista del settimanale BolognaSette edito dalla Curia, al registro dei testamenti biologici, Rete Laica risponde con una lettera aperta pubblicata dal L’Unità Bologna, che ringraziamo. Segnaliamo anche un bell’articolo di Stefano Rodotà pubblicato su Repubblica. Ecco la rassegna stampa di Giovedì 29 Ottobre 2009.

Quotidiani

Web


Registro biotestamenti. Seconda rilevazione raccolta firme

J ottobre 2009
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Comunicato stampa, 25 Ottobre 2009
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BIOTESTAMENTO. CECCONI: “ALLE ORE 17
SECONDA RILEVAZIONE: 886 RACCOLTE OGGI,
TOTALE 1495, 75% FIRME NECESSARIE IN 31 ORE.
RISPOSTA AD ANDRINI E AL GIORNALE DELLA CURIA
LA STANNO DANDO I BOLOGNESI”

Maurizio Cecconi, portavoce della Rete Laica Bologna,
in merito ai dati della seconda rilevazione della raccolta
firme a sostegno della proposta di delibera popolare
per l’istituzione del registro dei testamenti biologici
e in merito all’editoriale di Stefano Andrini pubblicato oggi
da BolognaSette
, supplemento domenicale dell’Avvenire
a cura della Curia di Bologna.

“Alle 17.00 abbiamo effettuato la rilevazione odierna, durante la seconda giornata di raccolta firme a sostegno della proposta di delibera popolare per l’istituzione del registro dei testamenti biologici. Oggi abbiamo raccolto 886 firme, che si sommano alle 609 raccolte ieri, per un totale, in sole 31 ore, di 1495 firme, corrispondenti al 75% del necessario”.
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Campagna “Testamento biologico. Liberi di scegliere” – Rassegna stampa 25.10.2009

J ottobre 2009
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Dopo l’avvio della raccolta firme per l’istituzione del registro dei testamenti biologici al Comune di Bologna e la prima rilevazione di sabato, pubblichiamo la rassegna stampa di Domenica 25 Ottobre 2009.

Quotidiani

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Campagna “Testamento biologico. Liberi di scegliere” – Rassegna stampa 19.10.2009

J ottobre 2009
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Dopo la contrarietà espressa su BolognaSette, settimanale della Curia bolognese, e la risposta della Rete Laica Bologna e del Partito Democratico, pubblichiamo la rassegna stampa di Lunedì 19 Ottobre 2009.

Quotidiani

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La Rete Laica di Bologna è un tavolo informale d'incontro, di discussione, di proposta e di mobilitazione per difendere ed estendere la laicità delle istituzioni bolognesi e italiane. Vi partecipano associazioni e singoli/e.

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