Rete Laica Bologna

Libero teatro in libero Stato

J febbraio 2012
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RETE LAICA
COMUNICATO STAMPA
17 FEBBRAIO 2012

Libero teatro in libero Stato

Rete Laica in merito alle dichiarazioni “Sul concetto di volto nel figlio di Dio”
spettacolo di Romeo Castellucci in scena a Casalecchio.

Ancora una volta assistiamo alle solite stantie espressioni di intolleranza senza valide motivazioni. Questa volta da parte del cardinale Caffarra che ha bollato, scomunicato, definito blasfemo lo spettacolo di Romeo Castellucci e della Societas Raffaello Sanzio in programma oggi a Casalecchio, forse senza nemmeno averlo visto. Stessa intolleranza senza costrutto nelle richieste della consigliera regionale Noè, che giunge ad esigere esplicitamente un inaccettabile intervento repressivo della libertà di espressione artistica.

Simili richieste sembrano fare appello a una visione autoritaria della società, caratterizzata da fondamentalismo religioso e oscurantismo culturale. Ma fortunatamente in uno stato democratico ognuno è libero di assistere a qualsiasi rappresentazione teatrale e di maturare autonomamente un proprio giudizio in proposito, ed è altrettanto libero di non parteciparvi, se presume che ciò che avviene in scena lo possa infastidire.

Nella coincidenza della triste ricorrenza dell’anniversario della condanna di Giordano Bruno, non possiamo che ribadire e sostenere la massima garanzia alla libertà di pensiero e di scelta, fondamento della laicità e base di una società democratica.

Esprimiamo al regista Romeo Castellucci, alla compagnia Societas Raffaello Sanzio e alle direzioni dei teatri, la nostra solidarietà per i violenti attacchi integralisti che da troppo tempo stanno subendo e auguriamo a loro ed a noi tutti che si possa continuare a praticare – e a fruire di – un libero teatro in un libero Stato.

Le donne e gli uomini della
Rete Laica di Bologna

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Minacce a Caffarra, anche Rete Laica condanna: “Cerchiamo il dialogo”

J gennaio 2011
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MINACCE A CAFFARRA
ANCHE LA RETE LAICA CONDANNA:
“CERCHIAMO IL DIALOGO”

Parla Maurizio Cecconi: “C’è un clima
di battaglia ideologica accesa
e la Chiesa ha le sue responsabilità”

Intervista di Pierpaolo Velonà
Corriere di Bologna, 15 Gennaio 2011

Maurizio Cecconi, portavoce della Rete Laica Bologna, lei si è scontrato più volte con la Curia sul testamento biologico, sul riconoscimento delle coppie di fatto e i finanziamenti alle scuole paritarie. Cosa pensa delle minacce a Caffarra?

“E’ un episodio che non va sottovalutato né ingigantito. Ma è sicuramente da condannare: sono minacce di morte, non insulti, e vanno prese con serietà. E’ una vicenda sgradevolissima, anche se fosse opera di un mitomane”.

Come si è arrivati a questo punto?

“Le minacce di Caffarra si inseriscono in un clima di battaglia ideologica molto accesa. Ma i responsabili di questa situazione sono anche le gerarchie ecclesiastiche che non risparmiano mai critiche, anche molto dure, ai movimenti per i diritti civili e alle Istituzioni che accolgono le loro istanze”.

Crede che anche il mondo laico debba fare autocritica?

“No. Noi non facciamo guerre di religione. Difendiamo solo le Istituzioni dalle ingerenze della Curia. I laici non hanno niente contro i cattolici. Nella nostra Rete ci sono cattolici di base, metodisti, atei. Crediamo che si possa convivere nel rispetto delle differenze. Ma solo a patto di riconoscersi tutti nel principio della laicità”.
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Minacce di morte a Caffarra. La condanna della Rete Laica Bologna

J gennaio 2011
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MINACCE DI MORTE A CAFFARRA.
CECCONI: “GESTO DA CONDANNARE.
L’OSCURANTISMO DEL CARDINALE E
DELLA CURIA VA SCONFITTO CON LA POLITICA”

Maurizio Cecconi, portavoce della Rete Laica Bologna,
in merito alle minacce di morte rivolte al cardinale Caffarra.

“Le minacce di morte ricevute dal cardinale Caffarra vanno condannate con sollecitudine”, così Maurizio Cecconi, portavoce, che continua: “Gli uomini e le donne, non credenti e credenti di diverse confessioni religiose, che ogni giorno si battono per la laicità delle Istituzioni – messa sotto scacco dalle ingerenze delle gerarchie ecclesiastiche nazionali e locali – hanno come obiettivo la sconfitta dell’oscurantismo del cardinale e della Curia. E questa vittoria la si otterrà con gli strumenti della politica, ovvero producendo e diffondendo una cultura laica priva di paternalismi morali, riportando l’Italia nell’alveo che le spetta: quello del grande umanesimo europeo”.


Sospensione di don Andrea Agostini tardiva e insufficiente

J giugno 2010
4 commenti

Comunicato stampa, 13 Giugno 2010

SOSPENSIONE DON AGOSTINI.
CECCONI: “TARDIVA E INSUFFICIENTE.
MANCANO LE SCUSE DI CAFFARRA
E I RISARCIMENTI ALLE VITTIME E LA TRASPARENZA”.

Maurizio Cecconi, portavoce della Rete Laica Bologna,
in merito alla sospensione dallo stato clericale
di don Andrea Agostini e alla nota apparsa su Bologna Sette.

Apprendiamo dalla stampa che è stata finalmente disposta la sospensione dallo stato clericale di don Andrea Agostini, condannato in primo grado a 6 anni e 10 mesi per molestie sessuali su bambine. Questo testimonia che le segnalazioni compiute dalle educatrici e dai genitori delle bambine, sono state ritenute, persino dalla Curia, fondate. Alla buon ora e alla faccia della Magna carta sulla scuola dell’infanzia redatta dalla Curia bolognese, per pubblicizzare le “virtù educative” delle scuole cattoliche. Questa esperienza ha insegnato che tra queste virtù non c’è la trasparenza e il senso di responsabilità per la sicurezza delle centinaia di bambini e bambine affidati alle scuole private gestite dalla Chiesa bolognese. Trasparenza e senso di responsabilità che esigerebbero un’azione immediata, risolutiva e non volta a salvaguardare, in primis, la reputazione della Curia. Di questa assenza di trasparenza e di sicurezza le Istituzioni non potranno non tenere conto, al momento di valutare se e come rinnovare i finanziamenti alle scuole private cattoliche“, così Maurizio Cecconi, portavoce della Rete Laica Bologna, che continua: “La sospensione di don Andrea Agostini è dunque tardiva e insufficiente. Il cardinale Caffarra deve delle scuse alle famiglie delle bambine vittime delle molestie sessuali di don Andrea Agostini. Caffarra deve altresì delle spiegazioni alla città tutta: la pedofilia clericale non è un fenomeno saltuario e lo dimostrano le centinaia di casi in tutto il mondo. Come si comporterà la Curia qualora dovesse verificarsi un nuovo simile espisodio?. Purtroppo”, conclude Cecconi, “niente lascia sperare che si comporterà meglio, secondo i criteri di trasparenza e di sicurezza dei bambini, di come si sia comportata finora”.

Scuola. Un Caffarra di lotta e di governo

J maggio 2010
3 commenti

Comunicato stampa, 04 Maggio 2010
(Scarica e diffondi)

SCUOLA. CECCONI: “UN CAFFARRA
DI LOTTA E DI GOVERNO PRETENDE CHE STATO
SCOMPAIA MA FINANZI SCUOLE PRIVATE”

Maurizio Cecconi, portavoce della Rete Laica Bologna,
in merito alle dichiarazioni del cardinale
Caffarra sulla scuola pubblica e privata
.

“Educare non significa avere un modello (religioso, morale, politico) da trasmettere unilateralmente, per plasmare i giovani secondo un repertorio di dogmi e valori precostituiti. Significa, al contrario, sperimentare la bellezza di crescere e ricercare insieme tra diversi, riconoscendo che la verità non è qualcosa che qualcuno possiede e passa a un altro, come se fosse un pacco postale, ma un orizzonte verso il quale si cammina e che si costruisce cooperativamente. Significa curare le tante sconosciute e misteriose possibilità delle persone che hai di fronte. E più si è diversi e ci si rispetta e si riconosce la bellezza della posizione dell’altro, più ci si avvicina a una verità che in ogni caso non sarà mai una proprietà acquisita. E’ vero che, per educare, ci vuole autorevolezza, ma questa è una qualità della relazione che si conquista sul campo, quando le ragazze e i ragazzi capiscono che avere a che fare con l’educatore li aiuta a “diventare ciò che sono”, non una copia conforme del professore di turno”, così Maurizio Cecconi, portavoce della Rete Laica Bologna, che continua: “A questo pensavano i costituenti della Repubblica Italiana quando, all’art. 34 della nostra Carta, hanno voluto scrivere “La scuola è aperta a tutti”, garantendo che l’struzione pubblica non fosse condizionata da dogmi religiosi”. Laddove la funzione educatica è espropriata allo Stato e affidata alle confessioni religiose, non abbiamo più una repubblica, bensì una teocrazia: questa è la dittatura delle coscienze, non quella erroneamente stigmatizzata da Caffarra”.

“L’art. 33 della Costituzione sancisce che “l’arte e le scienze sono libere e libero ne è l’insegnamento”. La scuola della Repubblica si basa, pertanto, sulla libertà di insegnamento: “L’esercizio di tale libertà è diretto a promuovere, attraverso un confronto aperto di posizioni culturali, la piena formazione della personalità degli alunni” (Decreto legislativo 297/94). Il principio di laicità dello Stato garantisce dunque a tutti i cittadini la libertà di sviluppare la propria visione del mondo. Se la Chiesa Cattolica vuole educare invece ad un’unica visione, per di più autoritaria, ne ha piena libertà, ma ciò non può essere imposto ad alcun cittadino e avvenire con il sostegno finanziario della Repubblica”.
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Il Vaticano protesse i preti pedofili. Le inchieste del New York Times e de L’Espresso

J marzo 2010
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Il New York Times ha pubblicato una serie di articoli e di documenti su preti pedofili americani e tedeschi, che vedono coinvolti nell’insabbiamento il Vaticano e Ratzinger. Ve ne consigliamo la lettura (in inglese):

Vatican Declined to Defrock U.S. Priest Who Abused Boys

Memo to Pope Described Transfer of Pedophile Priest

The Document Trail: The Predator Priest Who Got Away.

In Italia, ad occuparsi della pedofilia clericale e degli insabbiamenti c’è invece L’Espresso che, nel numero in edicola questa settimana, dedica un lungo servizio sui casi italiani, compreso quello di don Andrea Agostini, e alle complicità ed omertà della Chiesa Cattolica.


Bologna, prete pedofilo. Scuola finanziata dalla Regione

J marzo 2010
3 commenti

Comunicato stampa, 26 Marzo 2010
(Scarica e diffondi)

PRETE PEDOFILO. RETE LAICA:
“SCUOLA FINANZIATA DA REGIONE”

Maurizio Cecconi, portavoce della Rete Laica Bologna, Bruno Moretto, segretario del Comitato bolognese di Scuola e Costituzione e Roberto Grendene, coordinatore del circolo UAAR di Bologna, in merito ai finanziamenti pubblici ricevuti dalla scuola di cui era direttore didattico don Andrea Agostini, il prete condannato a 6 anni e 10 mesi in primo grado per molestie sessuali su bambine.

“In base alle nostre informazioni, possiamo rivelare che la scuola materna di cui era direttore didattico don Andrea Agostini – il prete condannato in primo grado a 6 e 10 mesi per molestie sessuali su bambine – era finanziata dalla Regione Emilia-Romagna“, così Maurizio Cecconi, portavoce della Rete Laica Bologna, che continua: “Secondo i documenti in nostro possesso, è stata finanziata dalla Regione almeno fino al 2005“.

“Come abbiamo potuto leggere sui quotidiani locali, verificatesi le molestie sessuali, nella scuola non sono mai arrivati degli ispettori né si sono attuati controlli da parte della Curia di Bologna, sotto la cui responsabilità rientra la materna in oggetto. Controlli e verifiche tanto più necessari quanto volti a garantire l’incolumità dei bambini e delle bambine“.

Chiediamo pertanto alla Regione se la scuola è ancora finanziata col danaro dei contribuenti e quali sono i parametri di assegnazione di questi finanziamenti. Chiediamo alla Regione se effettua dei controlli e se ritiene che, in presenza di gravissimi pericoli per i bambini a cui i privati non hanno saputo fornire le risposte adeguate, sia corretto proseguire nel finanziamento delle scuole che hanno dimostrato di non essere all’altezza dell’offerta formativa dichiarata“.

“Ci chiediamo infine”, conclude Cecconi, “Se anche gli enti locali della Provincia di Ferrara e il Comune di pertinenza hanno finanziato e finanziano questa scuola“.
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Bologna, prete pedofilo. Una maestra scrive a Repubblica

J marzo 2010
2 commenti

La Repubblica Bologna pubblica oggi la lettera di una maestra dell’asilo diretto da don Andrea Agostini, il prete pedofilo condannato a 6 anni e 10 mesi per molestie sessuali su alcune bambine.

La Curia come ente ecclesiastico ne era a perfetta conoscenza da circa sei mesi prima della denuncia penale.

Segnaliamo altresì un articolo di Don Gallo, pubblicato su Altracittà, contro la posizione ipocrita del Vaticano, che non si assume le sue responsabilità


Il peccato nascosto. Lo scandalo dei preti pedofili e i silenzi della Chiesa

J marzo 2010
2 commenti

Nota stampa, 23 Marzo 2010
(Scarica e diffondi)

IL PECCATO NASCOSTO
LO SCANDALO DEI PRETI PEDOFILI
E I SILENZI DELLA CHIESA

Mercoledì 24 Marzo, ore 17.00
Libreria Melbookstore
Via Rizzoli 18 – Bologna [vedi mappa]

[Invita i tuoi amici e amiche su Facebook]

Presentano il libro

Maurizio Cecconi, portavoce della Rete Laica Bologna

Luigi Irdi, curatore del libro e giornalista

Fra’ Benito M. Fusco, frate dei Servi di Maria

[Scarica la scheda del libro]

***

IL LIBRO

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Bologna, prete pedofilo. La richiesta di scuse a Caffarra finisce su Repubblica nazionale

J marzo 2010
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La richiesta di scuse alle bambine vittime degli abusi sessuali di don Andrea Agostini e di spiegazioni per il comportamento della Curia, indirizzata dalla Rete Laica Bologna al Cardinale Caffarra, è stata citata ieri in un articolo su Repubblica nazionale.


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La Rete Laica di Bologna è un tavolo informale d'incontro, di discussione, di proposta e di mobilitazione per difendere ed estendere la laicità delle istituzioni bolognesi e italiane. Vi partecipano associazioni e singoli/e.

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