Rete Laica Bologna

La legge contro il biotestamento sta per tornare alla Camera dei Deputati

J luglio 2011
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Il 5 luglio prossimo riprenderà la discussione in merito al ddl Calabrò, la legge liberticida e crudele che vieterà il testamento biologico e toglierà valore giuridico alla volontà degli individui.

Per protestare, consigliamo di diffondere il seguente video

e di scrivere delle email di contestazione. Qui le info necessarie.

Prima che sia troppo tardi.

Testamento biologico. Liberi di scegliere

[Invita amici e amiche
grazie all’evento su Facebook
]

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Il rovescio dei diritti – Intervista

J giugno 2011
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Maurizio Cecconi, portavoce della Rete Laica Bologna, è stato ospite dell’Antipasto, trasmissione di approfondimento di Radio Città Fujiko.

S’è parlato di Europride Roma 2011, dell’omofobia e di come contrastarla, del referendum sui finanziamenti del Comune di Bologna alle scuole private cattoliche, del registro dei testamenti biologici.

Buon ascolto!

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Recensione di “Habemus Papam”, regia di Nanni Moretti

J aprile 2011
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L’inquadratura più riuscita è quella su una finestra vuota di San Pietro con i pesanti tendaggi rossi che sbattono lievemente al vento. La scena più geniale, quella della Guardia Svizzera mandata ad animare una stanza che altrimenti sarebbe vuota e a smuovere i drappeggi delle tende, dietro le finestre degli appartamenti papali, per simulare la presenza del Papa e, così, tenere viva l’attesa del popolo, il quale continua ad affollare Piazza San Pietro. L’attore più intenso fino a commuovere è Michel Piccoli, che interpreta il Papa appena eletto. Il personaggio più contento è lo psicoanalista, impersonato da Nanni Moretti, impegnato a organizzare un torneo di pallavolo con i Cardinali.

“Habemus Papam” è un film molto bello. Non è un film sulla religione, non esprime una contrapposizione fra ragione e fede; e non è un film sul potere della Chiesa, né qui troveranno conforto gli spiriti laici. Non so se sia il miglior film di Moretti, ma so che si può rimanere folgorati – io lo sono stata – di fronte alla risposta: “Non sono all’altezza”, che il neo eletto Papa, il cardinale Melville, dà alla domanda dello psicoanalista: “Lei lo vuole fare il Papa?”.
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Associazionismo laico, comunicato stampa sul crocifisso nelle aule scolastiche

J aprile 2011
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Comunicato sulla Sentenza
Lautsi contro Italia della Grande Chambre
della Corte Europea dei Diritti Umani

Il 18 marzo 2011 la Grande Chambre della Corte Europea dei Diritti Umani ha deciso definitivamente il caso Lautsi c. Italia.

Il ricorso della signora Lautsi chiedeva alla Corte di accertare che la decisione della scuola di non rimuovere il crocifisso dall’aula scolastica ove facevano lezione i propri figli violava l’obbligo per le autorità statali di rispettare il diritto dei genitori a garantire l’insegnamento e l’educazione dei propri figli in conformità con le proprie convinzioni religiose e filosofiche ed il diritto di libertà religiosa.

La Seconda Sezione della Corte, a novembre 2009, aveva ritenuto che la presenza del crocifisso violasse i diritti della ricorrente e la libertà di coscienza di coloro che sono i destinatari dell’attività di proselitismo. La Grande Chambre ha deciso in senso contrario.

La recente sentenza ha deciso di prendere le distanze da quella della sezione semplice su due punti: (a) l’impossibilità di ritenere ragionevolmente che un simbolo religioso alla parete della classe abbia o meno effetto sui giovani la cui convinzioni sono in via di formazione (b) che, nell’applicazione della Convenzione Europea sui Diritti Umani, vi è un margine di apprezzamento di ogni Stato contraente relativamente alla decisione di (b1) proseguire una tradizione, (b2) organizzare l’ambiente scolastico, (b3) dare preponderante visibilità ad una religione se non si configura un indottrinamento.

Tale margine di apprezzamento sarebbe confermato dal fatto che non vi è una normazione o una prassi comune ai diversi Stati europei circa l’esposizione (o meno) di simboli religiosi nelle scuole.

La sentenza ci pare argomentata in maniera meno completa e meno rigorosa di quella della seconda sezione e l’opinione dissenziente espressa dai giudici Malinverni e Kalaydjeva illustra bene i passaggi critici. Sicuramente il dibattito giuridico non è destinato a sopirsi.

E’ grave e preoccupante che la Corte abbia evitato di esaminare, come sarebbe stato doveroso, la questione della violazione dell’art. 9 della Convenzione nella prospettiva del diritto degli scolari a credere o a non credere, ritenendo che non sussista alcuna distinzione rispetto alla violazione dell’articolo 2 del protocollo n. 1. Il diritto degli scolari a credere o non credere in una religione aveva assunto, invece, grande rilievo nella sentenza della seconda sezione della Corte di Strasburgo.

D’altra parte, la sentenza non approva la posizione del Governo, i cui argomenti difensivi sono stati in gran parte contestati dalla Corte, ma si limita a riportare, per ora, il dibattito giuridico e politico nei confini nazionali. Con alcune significative prese di posizione: (a) il crocifisso rappresenta indubbiamente e primariamente un simbolo religioso, (b) l’esposizione del crocifisso privilegia una religione sulle altre, (c) l’esistenza di una tradizione non esime lo Stato dal rispetto dei diritti (d) lo Stato si deve comunque far carico di garantire che gli atti e i comportamenti dell’istituzione scolastica siano pluralisti e inclusivi. Qui la Corte europea, dato atto del contrasto nella giurisprudenza nazionale, pare invitare con garbo i giudici italiani a rivedere alcune affermazioni pregiudizialmente favorevoli all’esposizione del Crocifisso e a valutare con attenzione i casi concreti alla luce della Costituzione e della legislazione nazionale.

Ringraziamo la famiglia Albertin-Lautsi per l’impegno profuso in questi anni per far valere un diritto ed un principio che appartengono a tutti noi.

Non muta la nostra preoccupazione che attraverso la presenza di un simbolo religioso nei locali scolastici si possa giustificare il privilegio di una religione “prevalente” e dunque favorire una predominanza della chiesa cattolica romana e delle sue gerarchie nella realtà sociale e politica italiana, come più volte in questi anni abbiamo dovuto constatare e denunciare. Si accentua la nostra preoccupazione per l’atteggiamento dei Governi e della c.d. opposizione politica, che rivela l’intento di conservare una sorta di gerarchia di fedi religiose con al vertice il cattolicesimo, ex religione di stato detronizzata di diritto, a seguito della revisione pattizia del 1984, ma di fatto sempre dominante, e via via le altre religioni o convinzioni personali.

Una visione lungimirante della nostra storia e della nostra società ci induce a continuare ad impegnarci con maggiore determinazione per ottenere un pluralismo inclusivo e un sistema di garanzie capace di assicurare la laicità e la neutralità delle istituzioni civili.

CGD – Coordinamento Genitori Democratici Onlus, Angela Nava
CIDI – Centro di Iniziativa Democratica degli Insegnanti, Sofia Toselli
Comitato bolognese Scuola e Costituzione, Bruno Moretto
Coordinamento Nazionale delle Consulte per la Laicità delle Istituzioni, Tullio Monti
Consulta Torinese per la Laicità delle Istituzioni, Tullio Monti
Consulta Romana per la Laicità delle Istutuzioni, Flavia Zucco
FNISM – Federazione Nazionale degli Insegnanti, Gigliola Corduas
MCE – Movimento di Cooperazione Educativa, Maria Cristina Martin
Scuola per la Repubblica, Antonia Sani
UAAR – Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti, Raffaele Carcano
Rete Laica Bologna, Maurizio Cecconi
Fondazione Critica Liberale, Enzo Marzo
Associazione Italialaica.it, Mirella Sartori
Associazione Nazionale del Libero Pensiero “Giordano Bruno”, Maria Mantello
C.I.E.I. – Comitato Insegnanti Evangelici Italiani, Lidia Goldoni
Movimento d’azione Giustizia e Libertà, Antonio Caputo
Associazione nazionale Liberacittadinanza, Maria Ricciardi Giannoni
Democrazia Laica, Enrico Modigliani
Associazione “31 ottobre per una scuola laica e pluralista, promossa dagli evangelici italiani”, Nicola Pantaleo
CRIDES – Centro Romano di Iniziativa per la Difesa dei Diritti nella Scuola, Antonia Sani
Comitato Torinese per la Laicità della Scuola, Cesare Pianciola

[Scarica il comunicato]

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Adesione alla manifestazione in difesa della scuola pubblica e della Costituzione

J marzo 2011
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Comunicato stampa, 09 Marzo 2011
(Scarica e diffondi)

MANIFESTAZIONE 12/03. CECCONI:
“SÌ ALLA SCUOLA PUBBLICA, NO AI FINANZIAMENTI
ALLE PRIVATE: SIAMO TUTTI RETROGUARDIE”.

Maurizio Cecconi, portavoce della Rete Laica Bologna,
in merito alla manifestazione prevista per sabato 12 marzo
a Bologna
, in difesa della scuola pubblica e della Costituzione.

“Il Comitato Articolo 33 – di cui la Rete Laica Bologna fa parte -promuove un referendum consultivo sui finanziamenti del Comune di Bologna alle scuole private paritarie. Crediamo infatti che la priorità dell’Amministrazione debba essere quella di garantire il diritto costituzionale alla scuola pubblica: ogni anno più di 200 bambini e bambine la chiedono ma non la ottengono, finiscono nelle liste d’attesa e vengono infine dirottati alle scuole private. Il Comune finanzia le scuole private, ogni anno, con 1.055.000 euro, che potrebbero invece essere spesi per migliorare la qualità delle nostre scuole dell’infanzia”, così Maurizio Cecconi, portavoce, che continua: “I fautori dei finanziamenti alle scuole private hanno definito la proposta di ridare la parola ai cittadini come “una battaglia di retroguardia””.

“Noi, che siamo persone serie, abbiamo riflettuto. Ci siamo chiesti: cosa pensavano di questo tema “gli antichi” e cosa pensano oggi “i moderni”? Ecco i risultati di una breve indagine”.

“I retroguardisti: Piero Calamandrei, discorso all’Associazione a difesa della scuola nazionale: “L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico””.

“Gli avanguardisti: Benedetto XVI, discorso al Centro studi per la scuola cattolica: “Nel contesto del rinnovamento a cui si vorrebbe tendere da chi ha a cuore il bene dei giovani e del Paese, occorre favorire quella effettiva uguaglianza tra scuole statali e scuole paritarie, che consenta ai genitori opportuna libertà di scelta circa la scuola da frequentare””.

“Abbiamo scoperto di essere inequivocabilmente dei retroguardisti. E ne siamo fieri!

“Aderiamo dunque alla manifestazione del 12 marzo in difesa della scuola pubblica e della Costituzione e porteremo in piazza le ragioni di chi difende la laicità delle Istituzioni, tanto dai tagli quanto dagli attacchi ideologici e clericali”.

Il volantino che Rete Laica Bologna distribuirà alla manifestazione del 12 marzo

[Scarica il volantino]

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Incontro col teologo spagnolo José Maria Castillo

J marzo 2011
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Martedì 15 Marzo, alle ore 21.00, presso la sede del Quartiere Savena, in Via Faenza 4 [vedi mappa], il Centro missionario frati Servi di Maria, l’Associazione Melograno e la Scuola di Pace – e con l’adesione dell’Associazione Centro Poggeschi, di Pax Christi, degli Amici di Ronzano, di Noi Siamo Chiesa Emilia-Romagna e di Rete Laica Bologna – organizzano un incontro col teologo spagnolo José Maria Castillo, dal titolo “Fuori dalle righe: ripensare l’idea che abbiamo di Dio”.

José Maria Castillo, già professore nella Facoltà di Teologia di Granada e dell’Università gregoriana di Roma e della Pontificia Università Comillas di Madrid, è docente all’Università del Centroamerica di El Salvador. In questi giorni è stato insignito della più alta onorificenza accademica dall’Università di Granada.

Molto dura e serrata la sua critica nei confronti delle gerarchie ecclesiastiche: “Sono d’accordo sul fatto che Benedetto XVI abbia preso un cammino sbagliato. Perché è un cammino di regresso, non di progresso. Il problema, però, non è nel papa, ma nel papato” [Fonte Adista].

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Quaresima. Le “Omelie fuori tempio” della Rete Laica Bologna

J febbraio 2011
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Comunicato stampa, 26 Febbraio 2011
(Scarica e diffondi)

CHIESA. PER LA TERZA E LA QUARTA DOMENICA
DI QUARESIMA SARANNO PUBBLICATE DA ADISTA
LE “OMELIE FUORI TEMPIO”, COMMENTI ALLE LETTURE
BIBLICHE DELLA RETE LAICA BOLOGNA.

Maurizio Cecconi, portavoce, in merito alle letture bibliche
previste per questa domenica 27 febbraio
e per domenica 6 marzo e commentate
dai partecipanti alla Rete Laica Bologna.

“Grazie alla collaborazione con Adista – acronimo di “Agenzia Di Informazioni STAmpa”, occhio attento “sul mondo cattolico e sulle realtà religiose”, con sede a Roma – i partecipanti alla Rete Laica Bologna hanno avuto la possibilità di commentare le letture bibliche della terza e quarta settimana di Quaresima”, così Maurizio Cecconi, portavoce, che continua: “L’iniziativa prende il nome significativo di “Omelie fuori tempio” e vede la partecipazione di esponenti della società civile, di religiosi e di personalità legate al cattolicesimo di base, tutti chiamati a dare un contributo non gerarchico attorni ai temi, filosofici, esistenziali e sociali sollevati dalla Bibbia. Per la Rete Laica Bologna, le “Omelie fuori tempio” sono state redatte da Guido Armellini, presidente della Chiesa Evangelica Metodista di Bologna e Modena e direttore del comitato scientifico dell’Università Primo Levi, da Elisabetta Cammelli, docente della scuola d’italiano per stranieri “By Piedi” e da Rino Tripodi, direttore della rivista telematica “Lucidamente””.

“L’agenzia Adista è nata nel 1967, come espressione di quella parte del mondo cattolico che, sulla spinta del rinnovamento conciliare, intendeva rompere con l’unità politica dei cattolici nella Democrazia Cristiana e aprire un dialogo tra cristiani e marxisti, in particolare col Partito Comunista Italiano. Dopo una prima fase, Adista ha iniziato ad allargare la sua informazione politico-religiosa verso tutte quelle realtà cristiane di base che si erano venute sviluppando in Italia come all’estero. Adista ha seguito con particolare attenzione la nascita e lo sviluppo delle comunità cristiane di base, dei “Cristiani per il Socialismo” e di tutto quel movimento di contestazione dell’establishment ecclesiastico che è stato definito del “dissenso” cattolico. Oggi Adista si occupa principalmente di fare controinformazione sulla Chiesa Cattolica istituzionale, di dare voce a tutte le realtà ecclesiali di base, del rapporto tra Chiesa e politica e tra fede e politica, di pace, di disarmo, di ecumenismo, di dialogo interreligioso, di America Latina, di teologia della liberazione, di teologie indigene, femministe, ecologiste e del pluralismo religioso”.

“A tutti gli amici e le amiche della redazione di Adista va il sentito ringraziamento della Rete Laica, per l’occasione che ci hanno concesso, di portare nel dibattito ecclesiastico la voce dei laici e della laiche di Bologna”.


In allegato: Letture bibliche terza settimana di Quaresima
e commento della Rete Laica Bologna
.

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A che punto siamo con la legge contro il testamento biologico

J febbraio 2011
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Oggi Radio Città Fujiko ha intervistato Maurizio Cecconi, portavoce della Rete Laica Bologna, per presentare l’iniziativa prevista per il 9 febbraio 2011, a due anni dalla morte di Eluana Englaro, e per fare il punto sulla legge contro il testamento biologico, tornata in discussione in Parlamento.

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Pensionamento Monsignor Vecchi e insediamento Don Silvagni. Dimissioni accettate immediatamente

J febbraio 2011
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Comunicato stampa, 08 febbraio 2011
(Scarica e diffondi)

PENSIONAMENTO MONSIGOR VECCHI
E INSEDIAMENTO DON SILVAGNI.
CECCONI: “DIMISSIONI ACCETTATE
DAL PAPA ALLA PRIMA PRESENTAZIONE.
AUGURI DI UN MANDATO
NON INTERVENTISTA A DON SILVAGNI”

Maurizio Cecconi, portavoce della Rete Laica Bologna,
in merito al pensionamento di Monsignor Vecchi
e all’insediamento del nuovo vicario, Don Silvagni.

“E’ significativo che Benedetto XVI abbia accettato le dimissioni presentate allo scoccare dei 75 anni da Monsignor Vecchi. E’ prassi della Chiesa Cattolica respingerle almeno la prima volta. Il fatto che siano state immediatamente accettate è segno di una chiara volontà di voltar pagina e protagonisti. E’ molto probabile che non sia stata estranea a questa decisione del Papa il ruolo svolto dalla Curia di Bologna e da Monsignor Vecchi nel rallentare e ostacolare i processi contro Don Andrea Agostini, il sacerdote condannato per abusi sessuali nei confronti di alcune bambine dell’asilo da lui diretto. In quell’occasione la Magistratura sottolineò che la Curia e in particolar modo Monsignor Vecchi “avevano ostacolato il corso della giustizia”, così Maurizio Cecconi, portavoce della Rete Laica Bologna, che continua: “Ricordiamo che l’11 Novembre 2004 le educatrici dell’asilo informarono i genitori di quanto purtroppo accadeva. Decisero di avvisare i superiori del prete e la direttrice, insieme a un rappresentante dei genitori, si recarono a Bologna per incontrare i responsabili della Curia. L’incontro avvenne il giorno 8 Gennaio 2005, alla presenza di Mons. Ernesto Vecchi, numero due della Chiesa bolognese”.

“Secondo quanto riportato dall’educatrice, Vecchi disse: “Quell’uomo è malato e questo incontro non è mai avvenuto”. Quando Mons. Vecchi seppe poi che era già scattata una denuncia, si arrabbiò moltissimo, urlò contro la maestra, sostenendo che era pagata da loro”.

“I giudici Caruso, Oliva e Bighetti, nella sentenza di condanna del prete pedofilo, hanno precisato infatti che “il silenzio dei vertici ecclesiastici e la loro ritrosia a mettere sul tappeto le notizie sulle accuse che già da tempo circolavano sul conto del parroco, e di cui i rappresentanti dei genitori e l’educatrice intendevano discutere, equivale a implicita ammissione di conoscenza di quei fatti da parte delle gerarchie e consente di leggere tutta la vicenda come un tentativo di evitare uno scandalo che si considerava inevitabile perché fondato su fatti inoppugnabili””.

“Il mandato di Monsignor Vecchi è stato contraddistinto da omissioni e da un interventismo volto ad attaccare la laicità delle nostre Istituzioni locali. Dai finanziamenti alle scuole private all’ora di religione cattolica, dal testamento biologico alle coppie di fatto, non sono mai mancati pulpiti reboanti da cui esprimersi. Quando due ragazzi omosessuali furono picchiati perché si tenevano per mano, Vecchi dichiarò che “la violenza è cugina della trasgressione”. Come dire: se l’erano cercata…”

“Al neo vicario Don Silvagni dunque auguriamo di cuore un mandato più equilibrato e non giocato tutto all’attacco della laicità delle Istituzioni”.

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Minacce a Caffarra, anche Rete Laica condanna: “Cerchiamo il dialogo”

J gennaio 2011
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MINACCE A CAFFARRA
ANCHE LA RETE LAICA CONDANNA:
“CERCHIAMO IL DIALOGO”

Parla Maurizio Cecconi: “C’è un clima
di battaglia ideologica accesa
e la Chiesa ha le sue responsabilità”

Intervista di Pierpaolo Velonà
Corriere di Bologna, 15 Gennaio 2011

Maurizio Cecconi, portavoce della Rete Laica Bologna, lei si è scontrato più volte con la Curia sul testamento biologico, sul riconoscimento delle coppie di fatto e i finanziamenti alle scuole paritarie. Cosa pensa delle minacce a Caffarra?

“E’ un episodio che non va sottovalutato né ingigantito. Ma è sicuramente da condannare: sono minacce di morte, non insulti, e vanno prese con serietà. E’ una vicenda sgradevolissima, anche se fosse opera di un mitomane”.

Come si è arrivati a questo punto?

“Le minacce di Caffarra si inseriscono in un clima di battaglia ideologica molto accesa. Ma i responsabili di questa situazione sono anche le gerarchie ecclesiastiche che non risparmiano mai critiche, anche molto dure, ai movimenti per i diritti civili e alle Istituzioni che accolgono le loro istanze”.

Crede che anche il mondo laico debba fare autocritica?

“No. Noi non facciamo guerre di religione. Difendiamo solo le Istituzioni dalle ingerenze della Curia. I laici non hanno niente contro i cattolici. Nella nostra Rete ci sono cattolici di base, metodisti, atei. Crediamo che si possa convivere nel rispetto delle differenze. Ma solo a patto di riconoscersi tutti nel principio della laicità”.
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La Rete Laica di Bologna è un tavolo informale d'incontro, di discussione, di proposta e di mobilitazione per difendere ed estendere la laicità delle istituzioni bolognesi e italiane. Vi partecipano associazioni e singoli/e.

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