Rete Laica Bologna

Di fatto e di diritto. Diritti delle coppie in Italia e in Europa

J giugno 2012
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DI FATTO E DI DIRITTO.
DIRITTI DELLE COPPIE
IN ITALIA E IN EUROPA

Festa dell’Unità di Castenaso
(Bologna) [vedi mappa]
Improbabile osteria, ore 21.00
Domenica 17 giugno 2012

[Evento Facebook]

Intervengono

Vincenzo Branà
(giornalista)
Maurizio Cecconi
(Rete Laica Bologna)
Avv. Giovanni Genova
(Avvocatura per i diritti LGBT – Rete Lenford)

 

[Scarica l’invito al dibattito]

[Scarica il programma della Festa dell’Unità di Castenaso]

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Incontri su religione e laicità all’Eremo di Ronzano

J settembre 2011
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Quindicesima edizione della Festa dei popoli, che si tiene all’Eremo di Ronzano. Il tema di quest’anno è: “Laicita vo’ cercando: nella Chiesa, nella società, nel mondo”.

Domenica 25 settembre, alle ore 15.00, interviene anche il portavoce della Rete Laica Bologna, Maurizio Cecconi, per coordinare la tavola rotonda su “Testamento biologico, coppie di fatto, unioni omosessuali”.

Scarica il programma della Festa dei Popoli


Pensionamento Monsignor Vecchi e insediamento Don Silvagni. Dimissioni accettate immediatamente

J febbraio 2011
3 commenti

Comunicato stampa, 08 febbraio 2011
(Scarica e diffondi)

PENSIONAMENTO MONSIGOR VECCHI
E INSEDIAMENTO DON SILVAGNI.
CECCONI: “DIMISSIONI ACCETTATE
DAL PAPA ALLA PRIMA PRESENTAZIONE.
AUGURI DI UN MANDATO
NON INTERVENTISTA A DON SILVAGNI”

Maurizio Cecconi, portavoce della Rete Laica Bologna,
in merito al pensionamento di Monsignor Vecchi
e all’insediamento del nuovo vicario, Don Silvagni.

“E’ significativo che Benedetto XVI abbia accettato le dimissioni presentate allo scoccare dei 75 anni da Monsignor Vecchi. E’ prassi della Chiesa Cattolica respingerle almeno la prima volta. Il fatto che siano state immediatamente accettate è segno di una chiara volontà di voltar pagina e protagonisti. E’ molto probabile che non sia stata estranea a questa decisione del Papa il ruolo svolto dalla Curia di Bologna e da Monsignor Vecchi nel rallentare e ostacolare i processi contro Don Andrea Agostini, il sacerdote condannato per abusi sessuali nei confronti di alcune bambine dell’asilo da lui diretto. In quell’occasione la Magistratura sottolineò che la Curia e in particolar modo Monsignor Vecchi “avevano ostacolato il corso della giustizia”, così Maurizio Cecconi, portavoce della Rete Laica Bologna, che continua: “Ricordiamo che l’11 Novembre 2004 le educatrici dell’asilo informarono i genitori di quanto purtroppo accadeva. Decisero di avvisare i superiori del prete e la direttrice, insieme a un rappresentante dei genitori, si recarono a Bologna per incontrare i responsabili della Curia. L’incontro avvenne il giorno 8 Gennaio 2005, alla presenza di Mons. Ernesto Vecchi, numero due della Chiesa bolognese”.

“Secondo quanto riportato dall’educatrice, Vecchi disse: “Quell’uomo è malato e questo incontro non è mai avvenuto”. Quando Mons. Vecchi seppe poi che era già scattata una denuncia, si arrabbiò moltissimo, urlò contro la maestra, sostenendo che era pagata da loro”.

“I giudici Caruso, Oliva e Bighetti, nella sentenza di condanna del prete pedofilo, hanno precisato infatti che “il silenzio dei vertici ecclesiastici e la loro ritrosia a mettere sul tappeto le notizie sulle accuse che già da tempo circolavano sul conto del parroco, e di cui i rappresentanti dei genitori e l’educatrice intendevano discutere, equivale a implicita ammissione di conoscenza di quei fatti da parte delle gerarchie e consente di leggere tutta la vicenda come un tentativo di evitare uno scandalo che si considerava inevitabile perché fondato su fatti inoppugnabili””.

“Il mandato di Monsignor Vecchi è stato contraddistinto da omissioni e da un interventismo volto ad attaccare la laicità delle nostre Istituzioni locali. Dai finanziamenti alle scuole private all’ora di religione cattolica, dal testamento biologico alle coppie di fatto, non sono mai mancati pulpiti reboanti da cui esprimersi. Quando due ragazzi omosessuali furono picchiati perché si tenevano per mano, Vecchi dichiarò che “la violenza è cugina della trasgressione”. Come dire: se l’erano cercata…”

“Al neo vicario Don Silvagni dunque auguriamo di cuore un mandato più equilibrato e non giocato tutto all’attacco della laicità delle Istituzioni”.

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Regione, Silvia Noè (UDC) presidente Commissione Pari Opportunità. Allora mettiamo la Banda Bassotti al bilancio

J agosto 2010
3 commenti

07 Agosto 2010, Comunicato stampa
(Scarica e diffondi)

REGIONE, NOE’ CANDIDATA PRESIDENTE COMMISSIONE
PARI OPPORTUNITA’. CECCONI: “GIA’ CHE CI SIAMO,
LA BANDA BASSOTTI AL BILANCIO”

Maurizio Cecconi, portavoce della Rete Laica Bologna,
in merito alla candidatura di Silvia Noè (UDC)
alla presidenza della Commissione
Pari Opportunità della Regione Emilia-Romagna.

“Secondo Noè “i bambini nascono solo da un uomo e da una donna”, ignorando completamente il fenomeno crescente dell’omogenitorialità, che vede sempre più bambini e bambine crescere amorevolmente accuditi da due mamme e da due papà”.

“Secondo Noè una famiglia è formata solo da un uomo e da una donna, quando invece sono famiglie tutte le formazioni sociali in cui si realizza appieno la personalità dell’individuo, tutelate dall’articolo 2 della Costituzione, come ci ha autorevolmente ricordato la Corte Costituzionale con la recente sentenza 138/2010, nella quale s’impone il riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali“.

Noè è altresì contraria all’aborto e sulla somministrazione della pillola abortiva RU486 ha una posizione diametralmente opposta a quella della Regione Emilia-Romagna, che non prevede per le donne l’obbligo al ricovero ospedaliero. Ricovero che la Noè invece vorrebbe obbligatorio per tutte“.

“A proposito del Bologna Pride del 2008, Noè ha dichiarato che si trattava di una manifestazione “di depravazione e di degrado” e come tale era auspicabile che non si tenesse”.

“Dulcis in fundo, è contraria al testamento biologico e alla libertà di rifiutare le terapie mediche”.

“Se diventerà presidente della Commissione Pari Opportunità”, conclude Maurizio Cecconi, portavoce della Rete Laica Bologna: “tanto vale che la Banda Bassotti venga nominata al Bilancio. Con questa ipotesi di alleanza/desistenza con l’UDC, si prospettano tempi ancor più bui, nella nostra regione, per la laicità“.


Regione Emilia-Romagna. I matrimoni civili superano quelli religiosi e crescono le coppie di fatto

J giugno 2010
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La Regione Emilia-Romagna ha pubblicato i dati, a cura dell’ufficio statistico, relativi ai matrimoni nel 2008.

Dall’indagine emerge che i matrimoni civili superano quelli religiosi e crescono le coppie di fatto.

Famiglia e società
(dati dei matrimoni aggiornati al 2008)

Statistica Emilia-Romagna, 15.06.2010

Continua ad aumentare l’età media al 1° matrimonio: nel 2008 in Emilia-Romagna le nubili, mediamente, si sono sposate a 31,1 anni e i celibi a 34,6 anni, mentre nel 2000 convolavano a nozze rispettivamente a 29,4 e a 32 anni. L’età media al 1° matrimonio in Italia rimane in crescita dagli anni ’70 in cui si trova il minimo storico degli ultimi 50 anni: le nubili si sposavano in media a 24 anni e i celibi a 27 anni.

Sono in crescita anche le percentuali dei matrimoni successivi al primo (per vedovanza, per divorzio o per annullamento), del 12,1% per i maschi e del 12,8% per le femmine. Si nota un cambio di tendenza rispetto agli anni scorsi: la percentuale di donne che si risposano è più alta rispetto a quella degli uomini.

Sono in forte calo invece i matrimoni religiosi, a fronte di un consistente aumento dei matrimoni civili che, nel 2008 sono in Emilia-Romagna il 52,4% dei matrimoni, mentre nel 2000 erano il 24,7%. In Emilia-Romagna la scelta del matrimonio religioso (con 7.087 celebrazioni) viene quindi, da quest’anno, superata da quella del matrimonio civile (7.805).

Analizzando più nel dettaglio le distribuzioni dei matrimoni emiliano-romagnoli per tipo di rito, osserviamo che il rito civile è leggermente più utilizzato dalle coppie più giovani (entrambi i coniugi con meno di 25 anni) e soprattutto da quelle più mature. Le spose oltre i 35 anni, infatti, scelgono matrimoni civili (che sono poco meno di 3 ogni 4 matrimoni) e così accade anche per gli sposi oltre i 40 anni, per i quali il rapporto diventa di quasi 4 matrimoni civili contro uno religioso. I matrimoni religiosi superano quelli civili solo nelle età tra i 25 e i 35 anni delle spose e tra i 25 e i 39 anni degli sposi (in cui, peraltro, si concentrano quasi la metà di tutte le cerimonie) con un rapporto di circa due matrimoni religiosi per uno civile.

In Emilia-Romagna inoltre un matrimonio su cinque (20,8%) c’è almeno uno straniero.

Dai dati riferibili all’Italia, possiamo notare che i matrimoni civili sono molto più frequenti (86,6%) quando la coppia è composta da almeno uno straniero, mentre quando entrambi gli sposi sono italiani solo il 28% dei matrimoni è civile. Tra i matrimoni civili poco più di 1 su 3 è con almeno uno straniero mentre per quanto riguarda le celebrazioni con rito religioso, solo il 3% interessa uno straniero. Nei matrimoni tra italiani, si predilige il rito religioso soprattutto alle prime nozze (80% dei casi), mentre nel caso di matrimoni successivi al primo prevale il rito civile (89,7%). I nati in Emilia-Romagna tendono a sposarsi per circa il 64% dei casi (se uomini) con altre persone nate nella stessa regione (per le donne si passa al 70%) e per circa il 24% con persone nate in altre regioni italiane. Il 5 % dei matrimoni di donne nate nella nostra regione sono invece con stranieri, mentre ben l’11,9 % degli uomini emiliano-romagnoli convolano a nozze con donne straniere.


Biotestamento, Governo Berlusconi esclude coppie di fatto. Bologna sia esempio di laicità

J aprile 2010
2 commenti

Comunicato stampa, 19 Aprile 2010
(Scarica e diffondi)

BIOTESTAMENTO. CECCONI: “IGNOBILE ESCLUSIONE
COPPIE DI FATTO, MAGGIORANZA DI CENTRODESTRA
SPECULA SULL’ESISTENZA DEI CITTADINI.
BOLOGNA SIA ESEMPIO DI LAICITA’”

Maurizio Cecconi, portavoce della Rete Laica,
in merito alla discussione della legge sul testamento
biologico, in esame alla Camera dei Deputati, dove
la maggioranza di destra ha escluso i conviventi delle
coppie di fatto come possibili fiduciari delle DAT
,
Dichiarazioni Anticipate di Trattamento, e sul registro
dei biotestamenti
approvato dal Consiglio Comunale di Bologna.

Il fiduciario della persona che redige il proprio testamento biologico non potrà essere il suo convivente: la maggioranza di destra ha infatti bocciato un emendamento del Partito Democratico che prevedeva questa possibilità e ne ha votato uno che esclude esplicitamente questa ipotesi”.

“Il testo base in discussione in Parlamento non prevedeva nulla in caso di mancata nomina del fiduciario, lacuna che s’è tentato di colmare con l’emendamento poi bocciato. L’emendamento affermava che, in caso di mancata nomina del fiduciario, di rinuncia o di morte dello stesso, il ruolo veniva affidato “nell’ordine: al coniuge non separato legalmente o di fatto, al convivente more uxorio, ai figli maggiorenni, ai genitori, ai parenti entro il quarto grado””, spiega Maurizio Cecconi, portavoce della Rete Laica Bologna, che continua: “Questa destra clericale si accanisce immotivatamente sull’esistenza dei cittadini, imponendo loro un modello di vita e di relazione che non si sono scelti autonomamente. Il Governo Berlusconi, sempre più avvinghiato al Vaticano, ha espresso parere negativo all’emendamento tramite il sottosegretario Eugenia Roccella. Vogliono umiliare la dignità delle persone anche nelle loro scelte più personali e intime. Hanno in mente uno Stato che disciplina e norma e sanziona ogni comportamento, invadendo la sfera delle libertà dell’individuo e il suo diritto all’autodeterminazione, garantito dalla Costituzione”.

“A Bologna da anni le convivenze sono riconosciute tramite la famiglia anagrafica, così come la Regione Emilia-Romagna ha appena esteso l’accesso ai servizi sociali alle coppie di fatto”.

“La delibera sul registro dei testamenti biologici, approvata dal Consiglio Comunale, permetterebbe, se resa finalmente operativa, ai conviventi di una coppia di nominarsi reciprocamente quali fiduciari, attribuendo quindi una responsabilità e un diritto al proprio patner in caso di necessità e di malattia. Diritto oggi negato dalla totale assenza di riconoscimento giuridico delle coppie di fatto”.

“Anche negli Stati Uniti, Barack Obama è intervenuto in questi giorni per garantire anche alle coppie non sposate, come quelle formate da persone omosessuali, il diritto ad assistere il proprio compagno quando questi si trovasse in ospedale”.

“Bologna è pronta, dunque, a dare un segnale di concreta laicità a tutto il Paese, come hanno già fatto altri comuni in Italia, anche nella nostra provincia. Il Commissario Cancellieri ha preso pubblicamente l’impegno a rendere operativo il registro delle DAT e attendiamo che rispetti quanto promesso, partendo dalla consapevolezza che se non sarà attuato a breve, una volta approvata la legge liberticida e incostituzionale della destra sul testamento biologico sarà vietato farlo. E questo vanificherebbe mesi di discussione in città e renderebbe nulla la volontà espressa dalla grande maggioranza dei cittadini bolognesi. Bisogna agire ora”.


Elezioni regionali Emilia-Romagna. Il forum di alcune famiglie si monta la testa

J marzo 2010
1 commento

Comunicato stampa, 04 Marzo 2010
(Scarica e diffondi)

ELEZIONI REGIONALI. CECCONI:
“IL FORUM DI ALCUNE FAMIGLIE SI MONTA LA TESTA”

Maurizio Cecconi, portavoce della Rete Laica Bologna,
in merito al programma del Forum delle Famiglie
in vista delle elezioni regionali dell’Emilia-Romagna.

“In una società plurale, è segno di buona salute psicologica avere la consapevolezza di rappresentare alcuni e non tutti. Nel leggere il programma del “Forum delle Famiglie”, sottosposto ai candidati alle elezioni regionali dell’Emilia-Romagna, si arriva alla conclusione che siamo di fronte a dei megalomani che si sono montati la testa. Da un forum di alcune famiglie, sono convinti di essere diventati il forum di tutte le famiglie”, così Maurizio Cecconi, portavoce della Rete Laica Bologna, che continua: “Il programma che presentano è poi degno della P2 in salsa “Family Day”. Questi, in sintesi, i loro punti-chiave: a) le famiglie (secondo una minoranze di famiglie) sono solo quelle fondate sul matrimonio eterosessuale; b) non sono ammesse coppie di fatto (etero e omo); c) il welfare per tutti (single e famiglie) va sostituito con sussidi alle sole famiglie (l’autodeterminazione dell’individuo è diabolica); d) no all’aborto; e) no al testamento biologico; f) sì alle scuole private e diamogli tanti soldi dei contribuenti. Siamo convinti”, conclude Cecconi, “che a parte l’applauso di Licio Gelli e della Curia, troveranno ben pochi sostenitori. E questo ci riempe di gioia“.


Chiesa ed elezioni regionali. Cattolici attenti, Dio vi vede!

J febbraio 2010
2 commenti

Comunicato stampa, 28 Febbraio 2010
(Scarica e diffondi)

CHIESA ED ELEZIONI REGIONALI. CECCONI:
“CATTOLICI ATTENTI: DIO VI VEDE E VI PUNISCE!”

Maurizio Cecconi, portavoce della Rete Laica Bologna,
in merito alle indicazioni di voto sui “valori non negoziabili”
pubblicate dai vescovi dell’Emilia-Romagna
.

“Con queste parole, nel 1945, i vescovi italiani davano le loro prime indicazioni di voto ai cittadini della neonata Repubblica Italiana: “I cattolici possono dare il voto soltanto a quei candidati o a quelle liste di cui si ha la certezza che rispetteranno e difenderanno l’osservanza della legge divina e i diritti e della religione e della Chiesa nella vita privata e pubblica”. Questa istruzione è considerata dagli storici come il primo passo ufficiale verso l’interventismo delle gerarchie ecclesiastiche nella vita politica italiana”.

“Papa Pio XII ritorna sullo stesso concetto nel 1946, esplicitandolo ulteriormente: “Con la vostra scheda voi avete in mano i superiori interessi della vostra patria: si tratta di tutelare e conservare al vostro popolo la sua civiltà cristiana”. Alla vigilia delle elezioni politiche del 1948 i toni si fanno ancor più duri e la scomunica verso gli elettori ribelli è dietro l’angolo. Queste le parole dell’arcivescovo di Genova Siri: “Commette peccato mortale chi vota per le liste o per i candidati che non danno sufficiente affidamento di rispettare sufficientemente i diritti di Dio, della Chiesa e degli uomini””.

Nel 1958 la CEI, la Conferenza Episcopale Italiana, compie un altro passo verso la dittatura clericale e la fine del libero arbitrio: “La piena sufficienza della dottrina cattolica per la soluzione dei problemi sociali, escludendo ogni invocata o riconosciuta necessità di integrazione da parte di dottrine marxiste o comunque estranee al pensiero cristiano”. Come dire: al di fuori di ciò che professiamo noi del Vaticano, nulla è vero”.

“Così come, solo un secolo fa, la Chiesa Cattolica invitava i credenti a non usare gli occhiali da vista perché “opera del demonio” – in quanto miglioravano i “doni” ricevuti da Dio – ancor oggi invita i fedeli a non usare la loro testa per scegliere liberamente chi e come votare. Il messaggio è sempre lo stesso: “Dio vi vede e vi punisce!”. Incuranti dei cambiamenti della società italiana, della secolarizzazione e della democrazia, i vescovi emilia-romagnoli, non potendo più controllare la vita sessuale dei fedeli e le diverse tipologie di famiglie da loro costituite, fanno loro il linguaggio bellico della Chiesa del secondo dopoguerra e parlano di “valori non negoziabili”, scagliandosi contro le conquiste civili dei nostri tempi: il diritto delle donne all’autodeterminazione del loro corpo, l’accesso al welfare per le coppie di fatto, la possibilità di scegliere come vivere e come morire rispettando l’idea di dignità di ogni individuo. Delle due, una: o entrano direttamente in politica e rinunciano alla montagna di privilegi concessi loro dal Concordato, o accettano il Concordato e si occupano esclusivamente della cura delle anime”.

Sconfitti dalla Storia e condannati all’irrilevanza politica in tutti i paesi del mondo fuorché in Italia – che per la Chiesa di Roma rappresenta oramai ciò che il ridotto della Valtellina rappresentò per Mussolini – ”, conclude Maurizio Cecconi, portavoce della Rete Laica Bologna: “Non resta che sconfiggerli nelle urne votando laicissimamente”.


Emilia-Romagna, ricorso Governo Berlusconi contro DiCo. Rete Laica: “Ipocriti”

J febbraio 2010
2 commenti

Comunicato stampa, 20 Febbraio 2010
(Scarica e diffondi)

DICO. CECCONI: “RICORSO GOVERNO E’ MORALISMO
IPOCRITA DI CHI S’ACCOMPAGNA A ESCORT E CORRUTTORI”

Maurizio Cecconi, portavoce della Rete Laica Bologna,
in merito al ricorso annunciato dal Governo Berlusconi
all’articolo della finanziaria 2010 della Regione Emilia-Romagna
che estende il welfare alle coppie di fatto, etero e omosessuali.

“Il ricorso del Governo Berlusconi contro i DiCo all’emiliana si configura come un atto moralistico e ipocrita, compiuto da chi regolarmente s’accompagna a escort e corruttori, come testimoniano le inchieste su Tarantini e Bertolaso che coinvolgono il Presidente del Consiglio e i suoi ministri”, così Maurizio Cecconi, portavoce della Rete Laica Bologna, che continua: “Invece di perder tempo a ricorrere contro le legittime decisioni dell’Assemblea Legislativa dell’Emilia-Romagna, con l’obiettivo di guadagnare qualche sparuto voto degli integralisti clericali alle prossime elezioni regionali, Berlusconi potrebbe dedicare le sue ore più proficuamente partecipando ai processi per corruzione in cui è direttamente coinvolto. Esprimiamo soddisfazione per la decisione di Errani di procedere ugualmente”, conclude Cecconi, “e riteniamo saggia la decisione del Partito Democratico di escludere dalla lista dei candidati quei consiglieri, come Bosi, che, emulando la protervia razzista della Binetti, hanno votato contro l’articolo che estende il welfare alle coppie di fatto, etero e omosessuali”.


EMILIA-ROMAGNA, ELEZIONI 2010: VOTA GARANTITO, VOTA LAICO

J febbraio 2010
5 commenti

VOTA GARANTITO, VOTA LAICO
ELEZIONI 2010. L’EMILIA-ROMAGNA
ALLA PROVA DEI DIRITTI CIVILI

Rete Laica Bologna Vi invita

all’incontro/dibattito smaccatamente pre-elettorale
per interrogare i candidati alle prossime elezioni regionali
sui temi del testamento biologico,
dei finanziamenti alle scuole private,
dei simboli religiosi nei luoghi pubblici, delle coppie di fatto

Sala Consiliare del Quartiere Porto
Via dello scalo 21

Bologna [vedi mappa]

Lunedì 15 Marzo 2009, H 21.00

[Invita gli amici e le amiche su Facebook]

INTERVENGONO
(in ordine alfabetico)

ANDREA DEFRANCESCHI
Candidato al Consiglio Regionale
(Lista civica BeppeGrillo.it)

FRANCO GRILLINI
Candidato al Consiglio Regionale
(Italia dei Valori)

MONICA MISCHIATTI
(Radicali Italiani)

ANTONIO MUMOLO
Candidato al Consiglio Regionale
(Partito Democratico)

GIAN GUIDO NALDI
Candidato al Consiglio Regionale
(Sinistra Ecologia Libertà)

ROBERTO SCONCIAFORNI
Candidato al Consiglio Regionale
(PRC – Federazione della Sinistra)

MODERA

MAURIZIO CECCONI
portavoce Rete Laica Bologna

***

ELETTORE SODDISFATTO
O RIMBORSATO
(DAL CANDIDATO)

EMILIA-ROMAGNA, ELEZIONI 2010: VOTA GARANTITO, VOTA LAICO

[Scarica la locandina]


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