Rete Laica Bologna

Il crocifisso di Stato

J aprile 2011
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Segnaliamo la recensione del libro “Il crocifisso di Stato” di Sergio Luzzatto. L’autrice della recensione è la nostra Anna Grattarola.

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Crocifisso, Lega Nord. Dal paganesimo celtico all’oscurantismo cattolico in meno di dieci anni

J aprile 2011
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Comunicato stampa, 09 aprile 2011
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CROCIFISSO, LEGA NORD. CECCONI:
“DAL PAGANESIMO CELTICO ALL’OSCURANTISMO
CATTOLICO IN MENO DI DIECI ANNI”

Maurizio Cecconi, portavoce della Rete Laica Bologna,
in merito alla proposta di legge regionale di affiggere
un crocifisso in ogni stanza degli edefici pubblici.

“La Lega Nord andrebbe studiata dal punto di vista antropologico, perché rappresenta un caso più unico che raro di drastica involuzione culturale. In meno di dieci anni, ovvero da quando ha annusato il potere a Roma, è passata dal paganesimo celtico all’oscurantismo cattolico, dalle ampolle d’acqua santificate alle sorgenti del Po al crocifisso appeso in ogni stanza di ogni edificio pubblico”, così Maurizio Cecconi, portavoce, che continua: “Sbaglieremmo nel cercare la coerenza e un senso profondo nelle sue proposte; la loro continuità è nel carattere forcaiolo con cui le decora e presenta: dalla caccia ai migranti, alle ronde, alle multe salate per chi disobbedisce all’imposizione di esporre il crocifisso”.

“Dal punto di vista della fede cristiana la riduzione del crocefisso a simbolo della “nostra” tradizione è una banalizzazione e uno snaturamento. Dal punto di vista sociale è una indebita intrusione confessionale nello spazio pubblico, che appartiene ugualmente a cristiani e non cristiani, credenti e non credenti”.

“L’imposizione del crocifisso negli uffici pubblici sarebbe l’ennesima prepotenza della politica nei confronti dei cittadini della nostra regione. Mentre non esiste alcuna legge che imponga l’esposizione del crocifisso negli uffici pubblici (Corte Cost., ordinanza 389 del 15 dicembre 2004), ricordiamo che esistono già simboli rappresentativi di tutti: il tricolore (art. 12 Cost.) e l’emblema della Repubblica. Quel tricolore e quell’emblema della Repubblica che i leghisti hanno insultato, uscendo dalla sala del Consiglio Regionale durante le commemorazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia”.

“Infine sarebbe utile che la Lega Nord si rileggesse la sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, piuttosto che citarla a vanvera. Strasburgo ha chiaramente ricordato che il crocifisso è un simbolo religioso, dunque parziale e non rappresentativo della totalità dei cittadini di uno Stato, e non come millantano i leghisti un simbolo culturale di unità nazionale”.

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Associazionismo laico, comunicato stampa sul crocifisso nelle aule scolastiche

J aprile 2011
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Comunicato sulla Sentenza
Lautsi contro Italia della Grande Chambre
della Corte Europea dei Diritti Umani

Il 18 marzo 2011 la Grande Chambre della Corte Europea dei Diritti Umani ha deciso definitivamente il caso Lautsi c. Italia.

Il ricorso della signora Lautsi chiedeva alla Corte di accertare che la decisione della scuola di non rimuovere il crocifisso dall’aula scolastica ove facevano lezione i propri figli violava l’obbligo per le autorità statali di rispettare il diritto dei genitori a garantire l’insegnamento e l’educazione dei propri figli in conformità con le proprie convinzioni religiose e filosofiche ed il diritto di libertà religiosa.

La Seconda Sezione della Corte, a novembre 2009, aveva ritenuto che la presenza del crocifisso violasse i diritti della ricorrente e la libertà di coscienza di coloro che sono i destinatari dell’attività di proselitismo. La Grande Chambre ha deciso in senso contrario.

La recente sentenza ha deciso di prendere le distanze da quella della sezione semplice su due punti: (a) l’impossibilità di ritenere ragionevolmente che un simbolo religioso alla parete della classe abbia o meno effetto sui giovani la cui convinzioni sono in via di formazione (b) che, nell’applicazione della Convenzione Europea sui Diritti Umani, vi è un margine di apprezzamento di ogni Stato contraente relativamente alla decisione di (b1) proseguire una tradizione, (b2) organizzare l’ambiente scolastico, (b3) dare preponderante visibilità ad una religione se non si configura un indottrinamento.

Tale margine di apprezzamento sarebbe confermato dal fatto che non vi è una normazione o una prassi comune ai diversi Stati europei circa l’esposizione (o meno) di simboli religiosi nelle scuole.

La sentenza ci pare argomentata in maniera meno completa e meno rigorosa di quella della seconda sezione e l’opinione dissenziente espressa dai giudici Malinverni e Kalaydjeva illustra bene i passaggi critici. Sicuramente il dibattito giuridico non è destinato a sopirsi.

E’ grave e preoccupante che la Corte abbia evitato di esaminare, come sarebbe stato doveroso, la questione della violazione dell’art. 9 della Convenzione nella prospettiva del diritto degli scolari a credere o a non credere, ritenendo che non sussista alcuna distinzione rispetto alla violazione dell’articolo 2 del protocollo n. 1. Il diritto degli scolari a credere o non credere in una religione aveva assunto, invece, grande rilievo nella sentenza della seconda sezione della Corte di Strasburgo.

D’altra parte, la sentenza non approva la posizione del Governo, i cui argomenti difensivi sono stati in gran parte contestati dalla Corte, ma si limita a riportare, per ora, il dibattito giuridico e politico nei confini nazionali. Con alcune significative prese di posizione: (a) il crocifisso rappresenta indubbiamente e primariamente un simbolo religioso, (b) l’esposizione del crocifisso privilegia una religione sulle altre, (c) l’esistenza di una tradizione non esime lo Stato dal rispetto dei diritti (d) lo Stato si deve comunque far carico di garantire che gli atti e i comportamenti dell’istituzione scolastica siano pluralisti e inclusivi. Qui la Corte europea, dato atto del contrasto nella giurisprudenza nazionale, pare invitare con garbo i giudici italiani a rivedere alcune affermazioni pregiudizialmente favorevoli all’esposizione del Crocifisso e a valutare con attenzione i casi concreti alla luce della Costituzione e della legislazione nazionale.

Ringraziamo la famiglia Albertin-Lautsi per l’impegno profuso in questi anni per far valere un diritto ed un principio che appartengono a tutti noi.

Non muta la nostra preoccupazione che attraverso la presenza di un simbolo religioso nei locali scolastici si possa giustificare il privilegio di una religione “prevalente” e dunque favorire una predominanza della chiesa cattolica romana e delle sue gerarchie nella realtà sociale e politica italiana, come più volte in questi anni abbiamo dovuto constatare e denunciare. Si accentua la nostra preoccupazione per l’atteggiamento dei Governi e della c.d. opposizione politica, che rivela l’intento di conservare una sorta di gerarchia di fedi religiose con al vertice il cattolicesimo, ex religione di stato detronizzata di diritto, a seguito della revisione pattizia del 1984, ma di fatto sempre dominante, e via via le altre religioni o convinzioni personali.

Una visione lungimirante della nostra storia e della nostra società ci induce a continuare ad impegnarci con maggiore determinazione per ottenere un pluralismo inclusivo e un sistema di garanzie capace di assicurare la laicità e la neutralità delle istituzioni civili.

CGD – Coordinamento Genitori Democratici Onlus, Angela Nava
CIDI – Centro di Iniziativa Democratica degli Insegnanti, Sofia Toselli
Comitato bolognese Scuola e Costituzione, Bruno Moretto
Coordinamento Nazionale delle Consulte per la Laicità delle Istituzioni, Tullio Monti
Consulta Torinese per la Laicità delle Istituzioni, Tullio Monti
Consulta Romana per la Laicità delle Istutuzioni, Flavia Zucco
FNISM – Federazione Nazionale degli Insegnanti, Gigliola Corduas
MCE – Movimento di Cooperazione Educativa, Maria Cristina Martin
Scuola per la Repubblica, Antonia Sani
UAAR – Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti, Raffaele Carcano
Rete Laica Bologna, Maurizio Cecconi
Fondazione Critica Liberale, Enzo Marzo
Associazione Italialaica.it, Mirella Sartori
Associazione Nazionale del Libero Pensiero “Giordano Bruno”, Maria Mantello
C.I.E.I. – Comitato Insegnanti Evangelici Italiani, Lidia Goldoni
Movimento d’azione Giustizia e Libertà, Antonio Caputo
Associazione nazionale Liberacittadinanza, Maria Ricciardi Giannoni
Democrazia Laica, Enrico Modigliani
Associazione “31 ottobre per una scuola laica e pluralista, promossa dagli evangelici italiani”, Nicola Pantaleo
CRIDES – Centro Romano di Iniziativa per la Difesa dei Diritti nella Scuola, Antonia Sani
Comitato Torinese per la Laicità della Scuola, Cesare Pianciola

[Scarica il comunicato]

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Ateofobia. Frattini come Tremaglia non rappresenta gli italiani: si dimetta

J ottobre 2010
3 commenti

Comunicato stampa, 25 Ottobre 2010
(Scarica e diffondi)

ATEOFOBIA. CECCONI: “FRATTINI COME TREMAGLIA
NON RAPPRESENTA GLI ITALIANI. SI DIMETTA”

Maurizio Cecconi, portavoce della Rete Laica Bologna,
in merito alle dichiarazioni del Ministro degli Esteri Franco Frattini.

“Nel 2004 Mirko Tremaglia impugnò la penna e su carta intestata del Ministero per gli italiani nel mondo scrisse “Povera Europa, i culattoni sono in maggioranza”. Peggio di così è riuscito solo al Ministro degli Affari Esteri, Franco Frattini, che sul quotidiano Osservatore Romano, ha pubblicamente insultato e offeso milioni di suoi concittadini atei e agnostici, definendoli “perversi”.

Cosa fecero allora le associazioni gay, lesbiche e trans per scatenare l’ira di Tremaglia e cosa ha fatto oggi l’UAAR per scatenare la furia di Frattini? I gay impedirono l’elezione di Buttiglione come Commissario alla Giustizia dell’Unione Europea, dimostrando, dichiarazioni alla mano, la sua ostilità nei confronti dei diritti civili delle persone lgbt; la UAAR ha prestato assistenza legale alla signora Lautsi e, in nome della laicità delle Istituzioni, ha portato il suo caso di fronte alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, la quale, il 3 novembre 2009, ha deliberato che la presenza dei crocifissi nelle aule scolastiche italiane è “una violazione del diritto dei genitori a educare i figli secondo le loro convinzioni e del diritto degli alunni alla libertà di religione”.

In ossequio ai voleri della Chiesa Cattolica e in sfregio al vero diritto alla libertà religiosa, che va garantito, come prevede la nostra Costituzione, a tutte le confessioni religiose e a tutti gli orientamenti filosofici ed esistenziali, compresi dunque l’ateismo e l’agnosticismo, il Governo Berlusconi e il Ministro Frattini hanno presentato un ricorso contro la sentenza, concordato col Segretario dello stato pontificio Tarcisio Bertone.

Gli insulti di Frattini si inseriscono nel supporto della destra italiana alla crociata avviata da Benedetto XVI contro le conquiste dell’umanesimo, della scienza e del relativismo. In primis, contro la consapevolezza che uno stato di diritto deve legiferare, come enunciò perfettamente Grozio già nel Seicento, “etsi Deus non daretur”, ovvero “come se Dio non esistesse”.

A tutti gli atei e agli agnostici d’Italia e alla UAAR va la piena solidarietà della Rete Laica Bologna, ma la solidarietà non è sufficiente. Di fronte a queste offese, compiute da un Ministro che ha dimostrato di non rappresentare gli italiani bensì gli interessi di uno stato straniero, il Vaticano, l’unica soluzione possibile sono le dimissioni. Immediate”.


Simboli religiosi nei luoghi pubblici?

J aprile 2010
2 commenti

SIMBOLI RELIGIOSI NEI LUOGHI PUBBLICI?
Conferenza/dibattito

Giovedì 22 Aprile 2010, ore 20,30

[Invita i tuoi amici e le tue amiche
all’evento su Facebook
]

Presso la Sinagoga della Comunita ebraica
Via Gombruti, 9
Bologna [vedi mappa]

Saluto di

Guido Ottolenghi
presidente della Comunità ebraica di Bologna

Interventi di

Alberto Sermoneta
rabbino capo Comunità ebraica di Bologna

Don Stefano Ottani
biblista

Sergio Ribet
pastore valdese

Roberto Grendene
Rete Laica Bologna

***

Incontro promosso e organizzato da

Comunità ebraica di Bologna
Chiesa evangelica metodista di Bologna e Modena

[Scarica il volantino]


Elezioni regionali. Cittidini vigili urbani della laicità, fate rimuovere i crocifissi dai seggi

J marzo 2010
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Comunicato stampa, 27 Marzo 2010
(Scarica e diffondi)

REGIONALI. CECCONI: “CITTADINI
VIGILI URBANI DELLA LAICITA’, CHIEDETE
DI RIMUOVERE I CROCIFISSI DAI SEGGI ELETTORALI”

Maurizio Cecconi, portavoce della Rete Laica Bologna,
lancia un appello a tutti i cittadini emiliano-romagnoli
affinché vigilino che i seggi elettorali siano spazi neutri.

“Dopo le indicazioni elettorali emanate da monsignor Vecchi durante la commemorazione di Aldo Moro e a quelle dispensate “urbi et orbi” dal cardinal Bagnasco durante il Consiglio permanente della Conferenza Episcopale Italiana, non è più possibile considerare il crocifisso una presenza “neutra” che non influenza gli elettori e le elettrici al momento del voto”, così Maurizio Cecconi, portavoce della Rete Laica Bologna, che continua: “Ricordiamo infatti che la sentenza della Corte d’Appello di Perugia del 10 Aprile 2006 ribadisce “l’opportunità che la sala destinata alle elezioni sia uno spazio assolutamente neutrale, privo quindi di simboli che possano, in qualsiasi modo, anche indirettamente e/o involontariamente, creare suggestioni o influenzare l’elettore”. Il crocifisso, pertanto, è una presenza illegittima in un seggio elettorale”.

“In occasione delle elezioni regionali dell’Emilia-Romagna lanciamo un appello a tutti i cittadini e a tutte le cittadine, affinché si facciano vigili urbani della laicità e richiedano la rimozione dei crocifissi dai seggi elettorali, laddove presenti”.

“Ispirandoci alla procedura adottata dalla UAAR – Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti, presentiamo un decalogo di semplici passi: come comportarsi al seggio, cosa chiedere al Presidente del seggio, come e cosa far verbalizzare in caso di rifiuto di rimozione del crocifisso da parte del Presidente del seggio”.

Invitiamo altresì i cittadini a segnalare alla nostra e-mailrete.laica.bologna@gmail.comle violazioni del supremo principio della laicità dello Stato che riscontreranno durante le operazioni di voto. Sarà nostra cura raccoglierle in un rapporto da presentare all’Ufficio Elettorale”.

Allegati

Decalogo per i vigili urbani della laicità
Dichiarazione da far mettere a verbale
Sentenza della Corte d’Appello di Perugia
Sentenza della Corte di Cassazione


Crocifisso. Fiduciosi in sentenza Corte Strasburgo, Europa non confonderà l’Italia col Vaticano

J marzo 2010
3 commenti

Comunicato stampa, 02 Marzo 2010
(Scarica e diffondi)

CROCIFISSO. CECCONI: “FIDUCIOSI
IN SENTENZA CORTE STRASBURGO. EUROPA
NON CONFONDERA’ L’ITALIA COL VATICANO”

Maurizio Cecconi, portavoce della Rete Laica Bologna,
in merito all’accoglimento del ricorso del Governo italiano
contro la sentenza della Corte di Giustizia di Strasburgo.

“L’accoglimento, a Strasburgo, del ricorso presentato dal Governo Berlusconi contro la sentenza della Corte di Giustizia – espressasi, nel caso Lautsi, contro la presenza di simboli religiosi nelle aule scolastiche italiane – è solo un passo formale, affinché la questione possa essere affrontata dalla Grande Camera. Siamo fiduciosi che anch’essa boccerà la presenza del crocifisso nelle scuole della penisola“, così Maurizio Cecconi, portavoce della Rete Laica Bologna, che continua: “Il ricorso presentato dal Governo Berlusconi sotto dettatura del Vaticano, non confonderà l’Europa. Invitiamo tutte le forze politiche che si dicono “laiche” a fare la loro parte, sostenendo quanti domandano a gran voce maggior rispetto della laicità, quale fondamento della Repubblica Italiana. In particolar modo, ci auguriamo di non dover registrare, come la volta scorsa, gravi cedimenti da parte del Partito Democratico, che in Senato ha presentato una proposta di legge volta a istituzionalizzare la presenza del crocifisso nei luoghi pubblici e in Emilia-Romagna ha votato, in Consiglio Regionale, una richiesta di permanenza dei crocifissi“.


EMILIA-ROMAGNA, ELEZIONI 2010: VOTA GARANTITO, VOTA LAICO

J febbraio 2010
5 commenti

VOTA GARANTITO, VOTA LAICO
ELEZIONI 2010. L’EMILIA-ROMAGNA
ALLA PROVA DEI DIRITTI CIVILI

Rete Laica Bologna Vi invita

all’incontro/dibattito smaccatamente pre-elettorale
per interrogare i candidati alle prossime elezioni regionali
sui temi del testamento biologico,
dei finanziamenti alle scuole private,
dei simboli religiosi nei luoghi pubblici, delle coppie di fatto

Sala Consiliare del Quartiere Porto
Via dello scalo 21

Bologna [vedi mappa]

Lunedì 15 Marzo 2009, H 21.00

[Invita gli amici e le amiche su Facebook]

INTERVENGONO
(in ordine alfabetico)

ANDREA DEFRANCESCHI
Candidato al Consiglio Regionale
(Lista civica BeppeGrillo.it)

FRANCO GRILLINI
Candidato al Consiglio Regionale
(Italia dei Valori)

MONICA MISCHIATTI
(Radicali Italiani)

ANTONIO MUMOLO
Candidato al Consiglio Regionale
(Partito Democratico)

GIAN GUIDO NALDI
Candidato al Consiglio Regionale
(Sinistra Ecologia Libertà)

ROBERTO SCONCIAFORNI
Candidato al Consiglio Regionale
(PRC – Federazione della Sinistra)

MODERA

MAURIZIO CECCONI
portavoce Rete Laica Bologna

***

ELETTORE SODDISFATTO
O RIMBORSATO
(DAL CANDIDATO)

EMILIA-ROMAGNA, ELEZIONI 2010: VOTA GARANTITO, VOTA LAICO

[Scarica la locandina]


Rete Laica Bologna sul disegno di legge in merito all’esposizione pubblica del crocifisso

J febbraio 2010
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A proposito del disegno di legge in merito all’esposizione pubblica del crocefisso N. 1947 del 18 Dicembre 2009 d’iniziativa dei senatori Ceccanti, Chiti, Chiaromonte, Del Vecchio, Di Giovanni Paolo, Giaretta, Lumia, Maritati, Pinotti, Tonini e Treu dal Titolo “Norme generali sulla affissione di crocifissi nelle aule scolastiche sulla base del principio di autonomia delle istituzioni scolastiche, in analogia alla legislazione bavarese e alla giurisprudenza castigliana”

la Rete Laica Bologna rileva:

La rilettura negazionista della storia d’Europa

La relazione posta in premessa al disegno di legge tenta una rilettura della storia, cercando di accreditare l’esistenza in Italia della tradizione dell’affissione del crocefisso negli uffici pubblici e nelle scuole. Niente di più falso. Essa venne imposta mediate circolare dal regime fascista, in contrasto con la tradizione risorgimentale che non la prevedeva e come gesto funzionale all’alleanza tra Chiesa cattolica e regime fascista.

Il tentativo di mistificazione ad opera dei proponenti prosegue a livello europeo, citando il caso della Baviera, della quale si rivendicano le origini “cristiane e occidentali”, oscurando totalmente il fatto che lo sviluppo sociale e civile dell’Europa è frutto sotto il profilo della libertà di coscienza del contributo dato dal cristianesimo, nelle sue diverse componenti (cattolici, protestanti delle varie confessioni, anglicani, ortodossi), nonché dell’ebraismo, dell’islamismo (in Spagna come ad oriente), dal pensiero illuminista e laico diffusosi in tutta la civiltà occidentale.
(altro…)


Crocifissi, rimozione giudice Tosti e ricorso a Strasburgo. Rara coincidenza d’intenti fra Governo e Magistratura

J gennaio 2010
1 commento

Comunicato stampa, 27 Gennaio 2010
(Scarica e diffondi)

CROCIFISSI, RIMOZIONE GIUDICE TOSTI
E RICORSO A STRASBURGO. RARA COINCIDENZA
D’INTENTI TRA IL GOVERNO E LA MAGISTRATURA.

Rete Laica Bologna in merito alla rimozione del giudice
Tosti e al ricorso del Governo Burlusconi
contro la sentenza della di Giustizia Europea.

Il Governo Berlusconi ha annunciato che presenterà ricorso a Strasburgo contro la decisione della Corte di Giustizia Europea di chiedere agli stati membri di rimuovere i simboli religiosi dagli spazi pubblici.

La sezione disciplinare del Consiglio Superiore della Magistratura ha invece espulso il giudice Tosti dall’ordine, in quanto si rifiutava di tenere le udienze in aule di tribunale dove fosse presente un crocefisso.

Per una volta, dobbiamo registrare che sull’attacco alla laicità dello stato italiano, Governo e Magistratura trovano una rara coincidenza d’intenti. Ciò che non è mai riuscito a fare Berlusconi – unire la politica alla magistratura – riesce alla teocrazia. Questa, in sintesi, la formula del “nuovo miracolo italiano”.

Già assolto in Cassazione, il CSM ha voluto infliggere una punizione “esemplare” al giudice che difendeva la laicità delle istituzioni repubblicane. Al giudice Tosti va la solidarietà della Rete Laica Bologna, per essersi battuto con coraggio e onestà contro il patto scellerato tra potere politico e potere spirituale.

Di fronte all’avanzare del potere delle gerarchie cattoliche sulla vita dei cittadini italiani, non è più tempo di ragionamenti strategici e di alleanze elettorali, tanto a destra quanto a sinistra. Per questo, Rete Laica Bologna aderisce alla campagna Una nuova alleanza fra Trono e Altare? Non in mio nome! – promossa da una pluralità di singoli e associazioni – .

Nel manifesto politico della campagna si può leggere la seguente dichiarazione che sottoscriviamo: “Noi salutiamo la sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo sull’esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche come una vittoria del principio di laicità dello Stato e della parità di stima delle minoranze e un passo avanti sulla via pluralista, l’unica che consente di costruire uno spazio sociale e politico europeo fondato sulla libertà e sul rispetto reciproco, dove le diversità possano convivere. La lotta per la laicità non è circoscrivibile al solo contesto italiano, e ci auguriamo che la sentenza costituisca un precedente e un punto di riferimento importante per tutti i paesi del Consiglio d’Europa”.

Non lasceremo che solo il Governo Berlusconi si faccia sentire a Strasburgo.

I laici di tutta Europa sono pronti a far sentire la loro voce.


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La Rete Laica di Bologna è un tavolo informale d'incontro, di discussione, di proposta e di mobilitazione per difendere ed estendere la laicità delle istituzioni bolognesi e italiane. Vi partecipano associazioni e singoli/e.

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