Rete Laica Bologna

Pd finanzierebbe restauro di S. Stefano, monaci rispondono “No, grazie”

J marzo 2011
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E’ una di quelle vicende che non si sa se piangere o ridere.

Il Pd vorrebbe organizzare una Festa dell’Unità in piazza Santo Stefano e devolvere i ricavi, affinché sia restaurata la basilica dei monaci benedettini. La festa coinciderebbe, guarda caso, con la campagna elettorale e avrebbe tutto il sapore di un messaggio all’elettorato cattolico e alla Curia. Curia che è esentata dal pagamento dell’ICI persino per gli immobili ad uso commerciale.

Curia che è il primo proprietario immobiliare della città, con oltre 3.000 tra appartamenti, edifici, palazzi di prestigio. Curia che in dieci anni dal Comune di Bologna ha ricevuto non meno di 5 milioni di euro, come contributo derivante dagli oneri di urbanizzazione secondaria.

I monaci hanno risposto: “No grazie, c’è rischio di strumentalizzazioni”.

Non si sa se piangere per l’assenza di un profilo laico in una forza politica così importante. Che garanzie di laicità può dare un partito che finanzia, seppur solo per una singola iniziativa, una confessione religiosa?

Infine non si sa se ridere per l’ironia della storia: i più laici sono stati monaci.

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Pensionamento Monsignor Vecchi e insediamento Don Silvagni. Dimissioni accettate immediatamente

J febbraio 2011
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Comunicato stampa, 08 febbraio 2011
(Scarica e diffondi)

PENSIONAMENTO MONSIGOR VECCHI
E INSEDIAMENTO DON SILVAGNI.
CECCONI: “DIMISSIONI ACCETTATE
DAL PAPA ALLA PRIMA PRESENTAZIONE.
AUGURI DI UN MANDATO
NON INTERVENTISTA A DON SILVAGNI”

Maurizio Cecconi, portavoce della Rete Laica Bologna,
in merito al pensionamento di Monsignor Vecchi
e all’insediamento del nuovo vicario, Don Silvagni.

“E’ significativo che Benedetto XVI abbia accettato le dimissioni presentate allo scoccare dei 75 anni da Monsignor Vecchi. E’ prassi della Chiesa Cattolica respingerle almeno la prima volta. Il fatto che siano state immediatamente accettate è segno di una chiara volontà di voltar pagina e protagonisti. E’ molto probabile che non sia stata estranea a questa decisione del Papa il ruolo svolto dalla Curia di Bologna e da Monsignor Vecchi nel rallentare e ostacolare i processi contro Don Andrea Agostini, il sacerdote condannato per abusi sessuali nei confronti di alcune bambine dell’asilo da lui diretto. In quell’occasione la Magistratura sottolineò che la Curia e in particolar modo Monsignor Vecchi “avevano ostacolato il corso della giustizia”, così Maurizio Cecconi, portavoce della Rete Laica Bologna, che continua: “Ricordiamo che l’11 Novembre 2004 le educatrici dell’asilo informarono i genitori di quanto purtroppo accadeva. Decisero di avvisare i superiori del prete e la direttrice, insieme a un rappresentante dei genitori, si recarono a Bologna per incontrare i responsabili della Curia. L’incontro avvenne il giorno 8 Gennaio 2005, alla presenza di Mons. Ernesto Vecchi, numero due della Chiesa bolognese”.

“Secondo quanto riportato dall’educatrice, Vecchi disse: “Quell’uomo è malato e questo incontro non è mai avvenuto”. Quando Mons. Vecchi seppe poi che era già scattata una denuncia, si arrabbiò moltissimo, urlò contro la maestra, sostenendo che era pagata da loro”.

“I giudici Caruso, Oliva e Bighetti, nella sentenza di condanna del prete pedofilo, hanno precisato infatti che “il silenzio dei vertici ecclesiastici e la loro ritrosia a mettere sul tappeto le notizie sulle accuse che già da tempo circolavano sul conto del parroco, e di cui i rappresentanti dei genitori e l’educatrice intendevano discutere, equivale a implicita ammissione di conoscenza di quei fatti da parte delle gerarchie e consente di leggere tutta la vicenda come un tentativo di evitare uno scandalo che si considerava inevitabile perché fondato su fatti inoppugnabili””.

“Il mandato di Monsignor Vecchi è stato contraddistinto da omissioni e da un interventismo volto ad attaccare la laicità delle nostre Istituzioni locali. Dai finanziamenti alle scuole private all’ora di religione cattolica, dal testamento biologico alle coppie di fatto, non sono mai mancati pulpiti reboanti da cui esprimersi. Quando due ragazzi omosessuali furono picchiati perché si tenevano per mano, Vecchi dichiarò che “la violenza è cugina della trasgressione”. Come dire: se l’erano cercata…”

“Al neo vicario Don Silvagni dunque auguriamo di cuore un mandato più equilibrato e non giocato tutto all’attacco della laicità delle Istituzioni”.

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Minacce a Caffarra, anche Rete Laica condanna: “Cerchiamo il dialogo”

J gennaio 2011
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MINACCE A CAFFARRA
ANCHE LA RETE LAICA CONDANNA:
“CERCHIAMO IL DIALOGO”

Parla Maurizio Cecconi: “C’è un clima
di battaglia ideologica accesa
e la Chiesa ha le sue responsabilità”

Intervista di Pierpaolo Velonà
Corriere di Bologna, 15 Gennaio 2011

Maurizio Cecconi, portavoce della Rete Laica Bologna, lei si è scontrato più volte con la Curia sul testamento biologico, sul riconoscimento delle coppie di fatto e i finanziamenti alle scuole paritarie. Cosa pensa delle minacce a Caffarra?

“E’ un episodio che non va sottovalutato né ingigantito. Ma è sicuramente da condannare: sono minacce di morte, non insulti, e vanno prese con serietà. E’ una vicenda sgradevolissima, anche se fosse opera di un mitomane”.

Come si è arrivati a questo punto?

“Le minacce di Caffarra si inseriscono in un clima di battaglia ideologica molto accesa. Ma i responsabili di questa situazione sono anche le gerarchie ecclesiastiche che non risparmiano mai critiche, anche molto dure, ai movimenti per i diritti civili e alle Istituzioni che accolgono le loro istanze”.

Crede che anche il mondo laico debba fare autocritica?

“No. Noi non facciamo guerre di religione. Difendiamo solo le Istituzioni dalle ingerenze della Curia. I laici non hanno niente contro i cattolici. Nella nostra Rete ci sono cattolici di base, metodisti, atei. Crediamo che si possa convivere nel rispetto delle differenze. Ma solo a patto di riconoscersi tutti nel principio della laicità”.
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Minacce di morte a Caffarra. La condanna della Rete Laica Bologna

J gennaio 2011
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MINACCE DI MORTE A CAFFARRA.
CECCONI: “GESTO DA CONDANNARE.
L’OSCURANTISMO DEL CARDINALE E
DELLA CURIA VA SCONFITTO CON LA POLITICA”

Maurizio Cecconi, portavoce della Rete Laica Bologna,
in merito alle minacce di morte rivolte al cardinale Caffarra.

“Le minacce di morte ricevute dal cardinale Caffarra vanno condannate con sollecitudine”, così Maurizio Cecconi, portavoce, che continua: “Gli uomini e le donne, non credenti e credenti di diverse confessioni religiose, che ogni giorno si battono per la laicità delle Istituzioni – messa sotto scacco dalle ingerenze delle gerarchie ecclesiastiche nazionali e locali – hanno come obiettivo la sconfitta dell’oscurantismo del cardinale e della Curia. E questa vittoria la si otterrà con gli strumenti della politica, ovvero producendo e diffondendo una cultura laica priva di paternalismi morali, riportando l’Italia nell’alveo che le spetta: quello del grande umanesimo europeo”.


Inchiesta sulle regalie di denaro pubblico alla Curia di Bologna

J agosto 2010
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Il Circolo UAAR di Bologna ha denunciato pubblicamente le regalie alla Curia di Bologna approvate dalla Commissione Bilancio della Camera dei Deputati con la cosiddetta “legge mancia”. Nello specifico, Via Altabella riceverà 30.000 euro per la ristrutturazione della sede della Chiesa Cattolica bolognese e altri 300.000 euro li riceverà l’Istituto Veritatis Splendor, guidato da monsignor Vecchi.

Roberto Grendene, coordinatore della locale UAAR, è stato intervistato in proposito da Città del Capo – Radio Metropolitana.

La Curia di Bologna non ha rilasciato dichiarazioni per spiegare quali deputati e perché hanno proposto quei consistenti finanziamenti pubblici.


La richiesta di scuse della Rete Laica Bologna al Cardinal Caffarra sui giornali

J giugno 2010
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La nostra richiesta di scuse da parte del Cardinal Caffarra alle famiglie delle bambine vittime di abusi sessuali da parte di don Andrea Agostini è stata riportata da La Repubblica, da L’Unità e da Blitz Quotidiano.


(L’ex don) Andrea Agostini e le adozioni internazionali a distanza

J giugno 2010
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Comunicato stampa, 16 Giugno 2010
(Scarica e diffondi)

(L’EX DON) ANDREA AGOSTINI E LE
ADOZIONI INTERNAZIONALI A DISTANZA

Rete Laica Bologna presenta la testimonianza di una famiglia
che affidava una quota annuale a don Andrea Agostini
per l’adozione internazionale a distanza di un bambino.
A seguire, le domande che pone la Rete Laica.

G.P. e sua moglie hanno conosciuto don Andrea Agostini nel 1992, a Monterenzio, dove era parroco, in occasione di una festa organizzata dalla Chiesa locale, nell’ambito della quale si raccoglievano fondi per i bambini brasiliani in difficoltà e si reclutavano famiglie interessate alle adozioni a distanza. Successivamente don Andrea Agostini è stato trasferito a Castel San Pietro e a Gallo Ferrarese, senza che questi trasferimenti comportassero l’interruzione dei suoi rapporti con le famiglie affidatarie.

Data la disponibilità di G.P. ad attivare un’adozione a distanza, don Andrea Agostini propose l’affidamento di bambini orfani e non, seguiti dal “Fundo Cristão para Crianças”, un’importante e autorevole istituzione brasiliana, dedita all’assistenza dei bambini bisognosi, con sedi a Belo Horizonte, Fortaleza, Rio de Janeiro e molte altre. Il “Fundo Cristão para Crianças” [link: 1 | 2] non ha sedi di rappresentanza diretta in Italia e si appoggia alla rete internazionale di “ChildFund”.

Don Andrea Agostini riscuoteva una quota dalla famiglia di G.P.; quota di 500.000 vecchie lire, poi diventate 240 euro, che G.P. ha sempre arrotondato a 250. Don Andrea Agostini organizzava attività per raccogliere fondi, per dare aiuto ad altri bambini 6/7, a nome dei residenti di Monterenzio; quindi l’equivalente di altre 6/7 quote. Inoltre altre 15/20 famiglie – che a conoscenza di G.P. in 2/3 anni hanno superato le 30 unità – hanno versato la quota annuale per ogni adozione a distanza.

Moltiplicando la quota annuale di ogni singola adozione per il numero delle famiglie che aderirono con spirito di solidarietà alla proposta di don Andrea Agostini e aggiungendo la somma raccolta dalle collette dei cittadini residenti a Monterenzio, s’ottiene la considerevole (e per difetto) cifra di 15.000.000 di lire o di 7.200 euro all’anno.

Don Agostini si faceva versare i soldi direttamente sul suo conto corrente e sosteneva di consegnarli personalmente al “Fundo Cristão para Crianças”. Per versarli, spiegò allo stesso G.P. che li consegnava di persona, approffitando del suo viaggio in Brasile che abitualmente compiva ogni anno, dopo le festività natalizie, soggiornando in Sudamerica per circa un mese.

Da un’indagine della Rete Laica Bologna è emerso che solo un’altra piccola associazione in Italia ha versato dei soldi al “Fundo Cristão para Crianças”. Si chiama “Trentino Insieme” ed è una’associazione senza scopo di lucro che, nel 2005, ha organizzato un’operazione meritoria di assistenza medica in Brasile. “Trentino Insieme” ha diffuso i dati relativi alla quota da versare al “Fundo Cristão para Crianças” per un’adozione internazionale a distanza. La quota era di 185 euro all’anno, più 4 euro per il bonifico bancario. Con quella somma si garantisce al bambino l’alimentazione, il servizio medico di base, l’oculista (occhiali compresi), il servizio ginecologico per le adolescenti, il pediatra, lo psicologo, il nutrizionista, l’istruzione (alfabetizzazione prima della scuola d’obbligo), l’assistenza sanitaria (filtri per l’acqua e costruzione del bagno) e l’edificazione di pozzi per l’acqua potabile.

La differenza tra quanto dichiarato da “Trentino Insieme” e quanto riscosso da ogni famiglia da don Andrea Agostini è significativa. Se sottraiamo da 240 euro (somma riscossa da ogni famiglia da don Agostini) i 185 euro della quota dichiarata da “Trentino Insieme”, otteniamo un surplus di 55 euro a quota, che moltiplicato per le 30 famiglie (numero che assumiamo ragionando per difetto) raggiunte dall’ex parroco dà il risultato di 1.650 euro in eccedenza. Più o meno quanto costava il viaggio in Brasile che don Agostini effettuava ogni anno “per consegnare il denaro” al “Fundo Cristão para Crianças”.
(altro…)


Sospensione di don Andrea Agostini tardiva e insufficiente

J giugno 2010
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Comunicato stampa, 13 Giugno 2010

SOSPENSIONE DON AGOSTINI.
CECCONI: “TARDIVA E INSUFFICIENTE.
MANCANO LE SCUSE DI CAFFARRA
E I RISARCIMENTI ALLE VITTIME E LA TRASPARENZA”.

Maurizio Cecconi, portavoce della Rete Laica Bologna,
in merito alla sospensione dallo stato clericale
di don Andrea Agostini e alla nota apparsa su Bologna Sette.

Apprendiamo dalla stampa che è stata finalmente disposta la sospensione dallo stato clericale di don Andrea Agostini, condannato in primo grado a 6 anni e 10 mesi per molestie sessuali su bambine. Questo testimonia che le segnalazioni compiute dalle educatrici e dai genitori delle bambine, sono state ritenute, persino dalla Curia, fondate. Alla buon ora e alla faccia della Magna carta sulla scuola dell’infanzia redatta dalla Curia bolognese, per pubblicizzare le “virtù educative” delle scuole cattoliche. Questa esperienza ha insegnato che tra queste virtù non c’è la trasparenza e il senso di responsabilità per la sicurezza delle centinaia di bambini e bambine affidati alle scuole private gestite dalla Chiesa bolognese. Trasparenza e senso di responsabilità che esigerebbero un’azione immediata, risolutiva e non volta a salvaguardare, in primis, la reputazione della Curia. Di questa assenza di trasparenza e di sicurezza le Istituzioni non potranno non tenere conto, al momento di valutare se e come rinnovare i finanziamenti alle scuole private cattoliche“, così Maurizio Cecconi, portavoce della Rete Laica Bologna, che continua: “La sospensione di don Andrea Agostini è dunque tardiva e insufficiente. Il cardinale Caffarra deve delle scuse alle famiglie delle bambine vittime delle molestie sessuali di don Andrea Agostini. Caffarra deve altresì delle spiegazioni alla città tutta: la pedofilia clericale non è un fenomeno saltuario e lo dimostrano le centinaia di casi in tutto il mondo. Come si comporterà la Curia qualora dovesse verificarsi un nuovo simile espisodio?. Purtroppo”, conclude Cecconi, “niente lascia sperare che si comporterà meglio, secondo i criteri di trasparenza e di sicurezza dei bambini, di come si sia comportata finora”.

Bologna, processione laica verso Piazza San Domenico contro la pedofilia

J aprile 2010
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Sono una cinquantina i cittadini che hanno partecipato al corteo che stamattina alle 11:30 è partito dal Nettuno, per protestare contro le posizioni della Chiesa nei confronti deli scandali degli ultimi mesi.

La manifestazione è stata organizzata da Arcigay, Arcilesbica, Mit (Movimento Identità Transessuale) e Rete Laica, in concomitanza con la processione programmata per oggi a Roma. Il piccolo corteo ha percorso la strada che da Piazza Maggiore porta alla piazza di San Domenico, scelta per il forte valore simbolico: durante il Medioevo, infatti, San Domenico era la piazza dell’Inquisizione, dove venivano eseguite le condanne per gli eretici ed i dissidenti. Inoltre, la piazza è sede del tribunale, simbolo della giustizia “cui i rappresentati della Chiesa cercano di sottrarsi”.

Una manifestazione per rompere il silenzio che da troppo tempo cala sui fatti che circondano l’ambiente ecclesiastico, “ma soprattutto in sostegno delle decine di vittime innocenti di violenze inaudite compiute talvolta da persone che hanno responsabilità educative o spirituali, che chiedono giustizia di fronte alle istituzioni dei loro paesi”, come ricordano gli organizzatori.

Tanti striscioni e ombrelli colorati sotto il cielo grigio della mattina bolognese: “Anche a Bologna la Chiesa cerca di insabbiare gli scandali”, così il portavoce di Rete Laica Maurizio Cecconi, riferendosi a tutti i tristi fatti che scuotono gli ambienti ecclesiastici italiani ed europei. A guidare il corteo, il presidente onorario dell’Arcigay e neo eletto consigliere regionale per l’IDV in Emilia Romagna Franco Grillini, munito di ombrello e striscione con scritto “Bertone Vergognati!”: i manifestanti esprimono infatti tutta la rabbia e lo sdegno che le dichiarazioni del Cardinale Segretario di Stato Tarcisio Bertone, che individuava un legame tra pedofilia ed omosessualità, che definisce indecorosamente come “patologia”. | Di Diletta Sarzanini | Fonte Bologna TG24

Guarda le gallerie fotografiche:
Repubblica Bologna | Facebook: 1, 2


Recensione “Il peccato nascosto”

J aprile 2010
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Segnaliamo la recensione del libro “Il peccato nascosto. Lo scandalo dei preti pedofili e i silenzi della Chiesa”, presentato a Bologna dalla Rete Laica.


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La Rete Laica di Bologna è un tavolo informale d'incontro, di discussione, di proposta e di mobilitazione per difendere ed estendere la laicità delle istituzioni bolognesi e italiane. Vi partecipano associazioni e singoli/e.

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