Rete Laica Bologna

Biotestamento, sulla mia vita scelgo io – Intervento e foto

J maggio 2011
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Testamento biologico
SULLA MIA VITA SCELGO IO
NO alla crudeltà della legge Calabrò

Intervento di Maurizio Cecconi,
portavoce della Rete Laica Bologna
e del Coordinamento Laico Nazionale

Care amiche e cari amici,

prima di tutto grazie per essere qui, numerosi, in Piazza Nettuno: grazie per aver raccolto l’invito alla mobilitazione lanciato dal Coordinamento Laico Nazionale e ripreso nella nostra città dalla Rete Laica Bologna; grazie per aver indossato qualcosa di color arancione – una maglietta, una sciarpa, un fiocco -, colore che abbiamo scelto per testimoniare fisicamente che che la stragrande maggioranza dei cittadini italiani è contraria alla legge Calabrò.

Sì, è così e non si tratta d’una esagerazione gonfiata per darci un seguito che altrimenti non avremmo. Lo dicono tutte le statistiche e cito la più recente, pubblicata da Eurispes: il 74,7% della popolazione italiana è favorevole a una legge che permetta agli individui quali cure mediche accettare o rifiutare, una legge, in altre parole, che rispetti il diritto all’autodeterminazione terapeutica.

Ma non solo: sebbene testamento biologico ed eutanasia sia argomenti profondamente diversi, anche su quest’ultimo, che contiene caratteri di “radicalità” maggiori, l’opinione degli italiani è evoluta rapidamente. Nel 1987 solo il 24,5% era favorevole alla legalizzazione dell’eutanasia, oggi, a distanza di vent’anni, sono il 70%.

L’opinione dei cittadini è mutata, permane invece immutato il veto politico posto dal Vaticano e interiorizzato dalle forze politiche di tutti gli schieramenti.

Oggi Bologna non è sola a manifestare contro la legge Calabrò. La “rivolta arancione” ci ha preceduto a Rimini, a Torino, a Terni, a Trento e proseguirà a Varese, Verona, Venezia, Udine, Ravenna, Roma, Modena.

Altre città s’aggiungeranno: i cittadini, stufi dell’arroganza di un ceto politico clericale, chiederanno rispetto per la laicità delle Istituzioni e pretenderanno che non si legiferi sull’insindacabilità della nostra vita: della mia, della tua, delle nostre.
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A che punto siamo con la legge contro il testamento biologico

J febbraio 2011
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Oggi Radio Città Fujiko ha intervistato Maurizio Cecconi, portavoce della Rete Laica Bologna, per presentare l’iniziativa prevista per il 9 febbraio 2011, a due anni dalla morte di Eluana Englaro, e per fare il punto sulla legge contro il testamento biologico, tornata in discussione in Parlamento.

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Il biotestamento a due anni dalla morte di Eluana Englaro

J febbraio 2011
4 commenti

Comunicato stampa, 08 febbraio 2011
(Scarica e diffondi)

IL BIOTESTAMENTO A DUE ANNI
DALLA MORTE DI ELUANA ENGLARO
CECCONI: “COMBATTERE L’INDEGNO
SCAMBIO TRA GOVERNO E VATICANO”

Maurizio Cecconi, portavoce della Rete Laica Bologna,
in merito all’anniversario della morte di Eluana Englaro
e all’iniziativa che si terrà a Bologna in questa occasione.

“9 febbraio 2009 – 9 febbraio 2011. Due anni dalla morte di Eluana che, come ci ricorda Beppino, sono in realtà diciannove anni: un limbo senza vita, un’agonia protratta artificialmente per diciasette crudeli anni, perché le Istituzioni sanitarie non hanno voluto rispettare le volontà della stessa Eluana, fintanto che non sono state obbligate a farlo dalla Magistratura. Tutto ciò non deve più succedere. Il nostro Paese ha il dovere di rispettare il diritto all’autodeterminazione terapeutica, previsto dall’articolo 32 della Costituzione, anche nei casi di perdita irriversibile della coscienza del paziente. A questo servirebbe una buona legge sul testamento biologico”, così Maurizio Cecconi, portavoce della Rete Laica Bologna, che continua: “La maggioranza di centrodestra s’appresta invece ad approvare in Parlamento una legge liberticida e incostituzionale contro il testamento biologico. Temiamo, purtroppo, col sostegno di parti consistenti delle opposizioni”.

“Parlamentari nominati dalle segreterie di partito, che nessun cittadino ha avuto la possibilità di scegliere, saranno lo strumento con cui si vieterà ai singoli di decidere come morire, ognuno secondo la propria insindacabile idea di dignità. Sulla pelle degli uomini e delle donne avverrà l’indegno scambio tra Trono e Altare, tra Governo e Vaticano”.

Occorre opporsi con fermezza a questo disegno di legge. Per individuare nuove tecniche di resistenza, per ricordare assieme Eluana e per sostenere Beppino e la sua battaglia, per ricordare alla città la nostra proposta di conferirgli la cittadinanza onoraria, abbiamo organizzato un importante incontro, significativamente intitolato Testamento biologico. Saldi di fine stagione, coi tanti amici che ci accompagnano in questa lotta per il rispetto della dignità dell’individuo”.

Mercoledì 9 febbraio alle ore 18.00, presso la Chiesa Evangelica Metodista, in Via Venezian 3, interverranno: Carlo Flamigni, componente del Comitato Nazionale per la Bioetica, Corrado Melega, ginecologo e già presidente della Commissione Regionale Nascite, On. Marco Cappato, segretario dell’Associazione radicale Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica, Katia Zanotti per la Rete Laica Bologna, Michel Charbonnier, pastore valdese. L’introduzione e la moderazione del dibattito è affidata a Paolo Soglia, direttore di Città del Capo – Radio Metropolitana”.


Io non costringo, curo

J febbraio 2011
3 commenti

Spot della campagna “Io non costringo, curo”, appello dei medici e degli operatori sanitari per la libertà di scelta sul testamento biologico e contro l’accanimento terapeutico.

Informazioni e adesioni:
http://www.fpcgil.it/iononcostringocuro


I medici e gli operatori sanitari lanciano un appello, promosso dalla Fp-Cgil e della Fp-Cgil Medici “contro l’accanimento terapeutico e per la liberta’ di scelta sul testamento biologico”. L’appello è sostenuto anche con uno spot su Internet con il messaggio Io non costringo, curo. Fra le prime 10 adesioni figura quella dell’oncologo Umberto Veronesi, del senatore Ignazio Marino e di Amato De Monte, il direttore del dipartimento di anestesia e rianimazione dell’ospedale di Udine e responsabile dell’equipe medica che interruppe l’alimentazione e l’idratazione di Eluna Englaro. “I medici – si legge nell’appello – non vogliono una legge che costringa a mantenere in vita con tecnologie straordinarie o sproporzionate chi ha deciso di rifiutarle in modo consapevole e non ha più una ragionevole speranza di recupero”. Sostengono anche che “non vogliono calpestare, per scelte legislative ideologiche, la deontologia professionale e la stessa Costituzione che garantiscono il rispetto della volontà dell’individuo sulle terapie da effettuare”. Non vogliono poi che l’idratazione e la nutrizione artificiale “siano strumentalmente considerate nella legge come “pane ed acqua”, in contrasto con la comunità scientifica internazionale e negando l’evidenza della necessità per la loro somministrazione di competenze mediche e sanitarie”. Nell’appello si chiede infine di “poter lavorare secondo scienza e coscienza in una alleanza terapeutica con la persona assistita, alla quale devono sempre essere garantite la dignità e la decisione finale”. | Fonte ADUC


Proposta di cittadinanza onoraria della città di Bologna a Beppino Englaro

J dicembre 2010
6 commenti

Bologna,
07 Dicembre 2010.

Nell’ultimo secolo e mezzo, la città di Bologna è stata attraversata e abitata da persone che, col loro impegno, con la loro tenacia e, per alcune, anche col loro sacrificio, hanno segnato l’approdo da un paese diviso e ancorato allo Stato Pontificio a un’Italia finalmente unita e, in seguito, repubblicana e costituzionalmente laica.

La storia di Bologna è, dunque, anche “storia di grandi laici e laiche”, grazie ai quali siamo oggi donne e uomini più liberi.

Ricordiamo Laura Bassi, che con le sue dissertazioni filosofiche, matematiche e fisiche contribuì ad affermare il diritto allo studio per le donne. Fu la prima in Europa, nell’epoca dei Lumi, a diventare docente universitario, sconfiggendo il maschilismo imperante nel mondo accademico.

Ricordiamo Alessandro Gavazzi, predicatore evangelico e cappellano di Garibaldi, incarcerato per ordine del Cardinal legato di Bologna, a causa della sua strenua difesa dell’Italia unita risorgimentale.

Ricordiamo Giuseppe Barilli detto Quirico Filopanti, matematico e filosofo, ma soprattutto padre costituente della Repubblica Romana, primo e breve tentativo di abbattere la feroce dittatura dello Stato Pontificio.

Ricordiamo Amilcare Zamorani, giornalista ebreo, che comprò e trasformò il “Il Resto del Carlino” in quotidiano, collocato nell’area politica dei radicali, repubblicani e socialisti legalitari, e facendone la voce dell’informazione più importante della città.

Ricordiamo Augusto Murri, medico e innovatore, il cui sforzo allontanò la medicina, così importante per la salute degli esseri umani, dalle superstizioni anti-scientifiche. Fu deputato al Parlamento nel 1891, repubblicano convinto e dichiaratamente anticlericale.

Ricordiamo Olindo Guerrini, poeta, direttore della Biblioteca Universitaria e consigliere provinciale nel 1889. Querelato dal vescovo di Faenza per un articolo critico sul suo operato, fu prima condannato e poi assolto. Vivace anticlericale, credeva che la cultura fosse uno strumento di emancipazione e di liberazione.
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Biotestamento. 1, 10, 100, 8094 registri comunali

J novembre 2010
3 commenti

Comunicato stampa, 20 Novembre 2010
(Scarica e diffondi)

BIOTESTAMENTO. CECCONI: “1, 10, 100, 8.094
REGISTRI COMUNALI DEI TESTAMENTI BIOLOGICI”

Maurizio Cecconi, portavoce della Rete Laica Bologna, in
merito alla circolare ministeriale Fazio, Sacconi e Maroni.

“Secondo la circolare emanata dai Ministri Fazio, Sacconi e Maroni, i registri comunali dei testamenti biologici sarebbero illegittimi e inefficaci. Illegittimi in quanto “sulla materia del fine-vita l’unico a poter legiferare è lo Stato”. Illegittimi in quanto avrebbero il compito di “attribuire certezza giuridica a specifiche situazioni” e tale compito è “sempre stato riservato allo Stato”.

A questo proposito occorre sottolineare che i Comuni che hanno istituito un “registro delle Dichiarazioni Anticipate di Trattamento” non hanno in nessun modo legiferato, assumendosi prerogative proprie del Parlamento, bensì deliberato coerentemente col quadro giuridico attuale, in cui la Costituzione, all’art. 32, riconosce al paziente il diritto ad accettare o rifiutare una terapia medica, e con l’assenza di una legge ordinaria in materia. Qualora dovesse esserci una legge, questa non potrà che disciplinare il diritto costituzionale all’autodeterminazione.

Per quanto concerne invece l’attribuzione di “certezza giuridica”, i ministri usano le parole per depistare, ben coscienti che nessun comune s’è mai prefisso questo scopo. Quando nel 2009 presentammo, come Rete Laica Bologna, la proposta di delibera d’iniziativa popolare per l’istituzione del registro dei testamenti biologici, in seguito a richieste di chiarimenti, allegammo anche il parere giuridico del professor Vittorio Angiolini, legale di Beppino Englaro. Nel parere del professor Angiolini possiamo leggere che “un documento contenente direttive anticipate in materia non può che avere un valore meramente probatorio, circa un volere da prendere in considerazione secondo i principi elaborati dalla giurisprudenza in forza direttamente del disposto degli artt. 13 e 32 Cost.”.
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Testamento biologico. Incontro con Beppino Englaro

J novembre 2010
4 commenti

Giovedì 9 Dicembre 2010, H 18.00
Sala dello Zodiaco, sede della Provincia di Bologna
Via Zamboni 13 [vedi mappa]

TESTAMENTO BIOLOGICO
INCONTRO CON
BEPPINO ENGLARO

Ne discutono con lui

Maurizio Cecconi
portavoce Rete Laica Bologna

Francesco Galofaro
docente universitario

Marco Pondrelli
assessore provinciale

***

Una collaborazione
Rete Laica Bologna
Federazione della Sinistra

Testamento biologico. Incontro con Beppino Englaro

Incontro con Beppino Englaro

[Scarica il volantino]

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Presentazione di “I due dogmi”

J marzo 2010
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“L’incredibile, a mio giudizio, artificiosa contrapposizione tra Scienza e Dio. E’ un conflitto, questo, di crescente estensione e intensità. A volte anch’io, nella mia veste di scienziato credente, impegnato nelle istituzioni, mi sono trovato coinvolto in aspre discussioni (penso soprattutto al tema del testamento biologico e alla drammatica vicenda di Eluana Englaro). Il mio “triplo” profilo, di medico, uomo credente, e uomo politico, nella tradizionale banalizzazione e semplificazione delle definizioni, offerte soprattutto dalla televisione, è stato “metabolizzato” rapidamente dal sistema dei media. Eppure, nei fatti, continua a essere faticoso riuscire a rappresentare categorie del pensiero, presentate costantemente come avverse e avversarie. Uno dei principali problemi nei confronti pubblici, fuori e dentro le aule parlamentari, resta – come ben sottolineano Vineis e Satolli – l’uso di linguaggi, di codici diversi: lo scienziato ha il suo vocabolario, il filosofo ha la sua terminologia, il religioso i suoi riferimenti, il politico il suo gergo. Mediamente vi è scarso interesse di comprensione reciproca, quando non manca del tutto la mera capacità di ascolto”. | Dalla prefazione di Ignazio Marino

Presentazione del libro
I DUE DOGMI
Di Roberto Satolli e Paolo Vineis

Sabato 13 Marzo 2010, H 10.30

Sala caduti sul lavoro, Palazzo Malvezzi
Via Zamboni 13, Bologna [vedi mappa]

Ne discuteranno insieme agli autori

Roberto Sconciaforni
Federazione della Sinistra

Guido Armellini
Rete Laica Bologna

Francesco Galofaro
Docente di semiotica – IED

Siete tutti invitati a partecipare!
[Invita i tuoi amici e amiche su Facebook]

I due dogmi - Invito

[Scarica l’invito]

Iniziativa della Federazione della Sinistra di Bologna


Vittorio Angiolini, legale di Englaro, risponde alle obiezioni della Segreteria Generale

J novembre 2009
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Durante la presentazione della delibera popolare per l’istituzione del registro dei testamenti biologici in Commissione Consiliare abbiamo avuto modo di presentare il contro-parere giuridico redatto per noi da Vittorio Angiolini, legale della famiglia Englaro, in risposta alle obiezioni sollevate dalla Segreteria Generale del Comune di Bologna.

Scarica il parere giuridico di Vittorio Angiolini


Bologna fa testamento

J ottobre 2009
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BOLOGNA FA TESTAMENTO
Di Giusi Marcante
Il Manifesto, Venerdì 30 Ottobre 2009

(Scarica l’articolo)

L’obiettivo delle duemila firme era già a portata di mano dopo il secondo giorno di banchetti. La Rete Laica di Bologna in un solo fine settimana ha già raccolto 1495 firme, praticamente i due terzi di quelle necessarie, a sostegno della proposta di delibera popolare per istituire il registro dei testamenti biologici al Comune di Bologna.

Un’iniziativa completamente dal basso con un obiettivo preciso: chiedere che il Comune sia il notaio biologico dei cittadini che potranno indicare quali trattamenti sanitari vorranno ricevere quando non saranno più in grado di farlo di persona. Anche mercoledì sera la raccolta è proseguita davanti alla sala dove si è tenuta l’assemblea dei medici bolognesi, mentre altri banchetti si terranno nel fine settimana per superare quota 2000, convinti che “come Rete Laica Bologna abbiamo deciso di non accontentarci: puntiamo a un numero politicamente significativo, che sia in grado di spazzare via i dubbi, le incertezze e le ambiguità amministrative seminate in questi giorni”, ha detto Maurizio Cecconi, giovane portavoce della rete. Il riferimento è ad un parere giuridico che la segreteria generale del Comune ha allegato al via libera per la raccolta di firme, in cui si scrive che le leggi vigenti non permettono la creazione di un registro presso l’Anagrafe, che l’unico registro che si può creare (ma non all’Anagrafe) conterrà i nomi dei notai che hanno depositati presso i loro studi i testamenti biologici, che il Comune potrebbe ritirare i testamenti biologici solo dopo formale autorizzazione da parte del Garante della Privacy, in quanto i testamenti conterrebbero indicazioni “sensibili” quali le convinzioni religiose. Tutti argomenti che hanno sorpreso la Rete Laica, visto che sembrano destinati ad affossare l’iniziativa.

In realtà esistono altri comuni in cui sono nati registri simili e come osserva la docente di diritto pubblico dell’università di Bologna Francesca Rescigno “la strada dei diritti si costruisce anche per vie traverse, quindi l’unione di più città forti in cui si adottano i registri dei testamenti biologici può portare ad un cambiamento del quadro normativo più generale”.

Ai banchetti i cittadini si sono presentati convinti della proposta che stavano sostenendo; lo conferma Michela, una delle volontarie della Rete che ha raccolto le firme nell’ultimo fine settimana: “Quello che accomuna tutte le persone che hanno firmato è che il Comune si faccia carico di questa volontà dei cittadini in modo gratuito”.
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