Rete Laica Bologna

Pensionamento Monsignor Vecchi e insediamento Don Silvagni. Dimissioni accettate immediatamente

J febbraio 2011
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Comunicato stampa, 08 febbraio 2011
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PENSIONAMENTO MONSIGOR VECCHI
E INSEDIAMENTO DON SILVAGNI.
CECCONI: “DIMISSIONI ACCETTATE
DAL PAPA ALLA PRIMA PRESENTAZIONE.
AUGURI DI UN MANDATO
NON INTERVENTISTA A DON SILVAGNI”

Maurizio Cecconi, portavoce della Rete Laica Bologna,
in merito al pensionamento di Monsignor Vecchi
e all’insediamento del nuovo vicario, Don Silvagni.

“E’ significativo che Benedetto XVI abbia accettato le dimissioni presentate allo scoccare dei 75 anni da Monsignor Vecchi. E’ prassi della Chiesa Cattolica respingerle almeno la prima volta. Il fatto che siano state immediatamente accettate è segno di una chiara volontà di voltar pagina e protagonisti. E’ molto probabile che non sia stata estranea a questa decisione del Papa il ruolo svolto dalla Curia di Bologna e da Monsignor Vecchi nel rallentare e ostacolare i processi contro Don Andrea Agostini, il sacerdote condannato per abusi sessuali nei confronti di alcune bambine dell’asilo da lui diretto. In quell’occasione la Magistratura sottolineò che la Curia e in particolar modo Monsignor Vecchi “avevano ostacolato il corso della giustizia”, così Maurizio Cecconi, portavoce della Rete Laica Bologna, che continua: “Ricordiamo che l’11 Novembre 2004 le educatrici dell’asilo informarono i genitori di quanto purtroppo accadeva. Decisero di avvisare i superiori del prete e la direttrice, insieme a un rappresentante dei genitori, si recarono a Bologna per incontrare i responsabili della Curia. L’incontro avvenne il giorno 8 Gennaio 2005, alla presenza di Mons. Ernesto Vecchi, numero due della Chiesa bolognese”.

“Secondo quanto riportato dall’educatrice, Vecchi disse: “Quell’uomo è malato e questo incontro non è mai avvenuto”. Quando Mons. Vecchi seppe poi che era già scattata una denuncia, si arrabbiò moltissimo, urlò contro la maestra, sostenendo che era pagata da loro”.

“I giudici Caruso, Oliva e Bighetti, nella sentenza di condanna del prete pedofilo, hanno precisato infatti che “il silenzio dei vertici ecclesiastici e la loro ritrosia a mettere sul tappeto le notizie sulle accuse che già da tempo circolavano sul conto del parroco, e di cui i rappresentanti dei genitori e l’educatrice intendevano discutere, equivale a implicita ammissione di conoscenza di quei fatti da parte delle gerarchie e consente di leggere tutta la vicenda come un tentativo di evitare uno scandalo che si considerava inevitabile perché fondato su fatti inoppugnabili””.

“Il mandato di Monsignor Vecchi è stato contraddistinto da omissioni e da un interventismo volto ad attaccare la laicità delle nostre Istituzioni locali. Dai finanziamenti alle scuole private all’ora di religione cattolica, dal testamento biologico alle coppie di fatto, non sono mai mancati pulpiti reboanti da cui esprimersi. Quando due ragazzi omosessuali furono picchiati perché si tenevano per mano, Vecchi dichiarò che “la violenza è cugina della trasgressione”. Come dire: se l’erano cercata…”

“Al neo vicario Don Silvagni dunque auguriamo di cuore un mandato più equilibrato e non giocato tutto all’attacco della laicità delle Istituzioni”.

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(L’ex don) Andrea Agostini e le adozioni internazionali a distanza

J giugno 2010
6 commenti

Comunicato stampa, 16 Giugno 2010
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(L’EX DON) ANDREA AGOSTINI E LE
ADOZIONI INTERNAZIONALI A DISTANZA

Rete Laica Bologna presenta la testimonianza di una famiglia
che affidava una quota annuale a don Andrea Agostini
per l’adozione internazionale a distanza di un bambino.
A seguire, le domande che pone la Rete Laica.

G.P. e sua moglie hanno conosciuto don Andrea Agostini nel 1992, a Monterenzio, dove era parroco, in occasione di una festa organizzata dalla Chiesa locale, nell’ambito della quale si raccoglievano fondi per i bambini brasiliani in difficoltà e si reclutavano famiglie interessate alle adozioni a distanza. Successivamente don Andrea Agostini è stato trasferito a Castel San Pietro e a Gallo Ferrarese, senza che questi trasferimenti comportassero l’interruzione dei suoi rapporti con le famiglie affidatarie.

Data la disponibilità di G.P. ad attivare un’adozione a distanza, don Andrea Agostini propose l’affidamento di bambini orfani e non, seguiti dal “Fundo Cristão para Crianças”, un’importante e autorevole istituzione brasiliana, dedita all’assistenza dei bambini bisognosi, con sedi a Belo Horizonte, Fortaleza, Rio de Janeiro e molte altre. Il “Fundo Cristão para Crianças” [link: 1 | 2] non ha sedi di rappresentanza diretta in Italia e si appoggia alla rete internazionale di “ChildFund”.

Don Andrea Agostini riscuoteva una quota dalla famiglia di G.P.; quota di 500.000 vecchie lire, poi diventate 240 euro, che G.P. ha sempre arrotondato a 250. Don Andrea Agostini organizzava attività per raccogliere fondi, per dare aiuto ad altri bambini 6/7, a nome dei residenti di Monterenzio; quindi l’equivalente di altre 6/7 quote. Inoltre altre 15/20 famiglie – che a conoscenza di G.P. in 2/3 anni hanno superato le 30 unità – hanno versato la quota annuale per ogni adozione a distanza.

Moltiplicando la quota annuale di ogni singola adozione per il numero delle famiglie che aderirono con spirito di solidarietà alla proposta di don Andrea Agostini e aggiungendo la somma raccolta dalle collette dei cittadini residenti a Monterenzio, s’ottiene la considerevole (e per difetto) cifra di 15.000.000 di lire o di 7.200 euro all’anno.

Don Agostini si faceva versare i soldi direttamente sul suo conto corrente e sosteneva di consegnarli personalmente al “Fundo Cristão para Crianças”. Per versarli, spiegò allo stesso G.P. che li consegnava di persona, approffitando del suo viaggio in Brasile che abitualmente compiva ogni anno, dopo le festività natalizie, soggiornando in Sudamerica per circa un mese.

Da un’indagine della Rete Laica Bologna è emerso che solo un’altra piccola associazione in Italia ha versato dei soldi al “Fundo Cristão para Crianças”. Si chiama “Trentino Insieme” ed è una’associazione senza scopo di lucro che, nel 2005, ha organizzato un’operazione meritoria di assistenza medica in Brasile. “Trentino Insieme” ha diffuso i dati relativi alla quota da versare al “Fundo Cristão para Crianças” per un’adozione internazionale a distanza. La quota era di 185 euro all’anno, più 4 euro per il bonifico bancario. Con quella somma si garantisce al bambino l’alimentazione, il servizio medico di base, l’oculista (occhiali compresi), il servizio ginecologico per le adolescenti, il pediatra, lo psicologo, il nutrizionista, l’istruzione (alfabetizzazione prima della scuola d’obbligo), l’assistenza sanitaria (filtri per l’acqua e costruzione del bagno) e l’edificazione di pozzi per l’acqua potabile.

La differenza tra quanto dichiarato da “Trentino Insieme” e quanto riscosso da ogni famiglia da don Andrea Agostini è significativa. Se sottraiamo da 240 euro (somma riscossa da ogni famiglia da don Agostini) i 185 euro della quota dichiarata da “Trentino Insieme”, otteniamo un surplus di 55 euro a quota, che moltiplicato per le 30 famiglie (numero che assumiamo ragionando per difetto) raggiunte dall’ex parroco dà il risultato di 1.650 euro in eccedenza. Più o meno quanto costava il viaggio in Brasile che don Agostini effettuava ogni anno “per consegnare il denaro” al “Fundo Cristão para Crianças”.
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Sospensione di don Andrea Agostini tardiva e insufficiente

J giugno 2010
4 commenti

Comunicato stampa, 13 Giugno 2010

SOSPENSIONE DON AGOSTINI.
CECCONI: “TARDIVA E INSUFFICIENTE.
MANCANO LE SCUSE DI CAFFARRA
E I RISARCIMENTI ALLE VITTIME E LA TRASPARENZA”.

Maurizio Cecconi, portavoce della Rete Laica Bologna,
in merito alla sospensione dallo stato clericale
di don Andrea Agostini e alla nota apparsa su Bologna Sette.

Apprendiamo dalla stampa che è stata finalmente disposta la sospensione dallo stato clericale di don Andrea Agostini, condannato in primo grado a 6 anni e 10 mesi per molestie sessuali su bambine. Questo testimonia che le segnalazioni compiute dalle educatrici e dai genitori delle bambine, sono state ritenute, persino dalla Curia, fondate. Alla buon ora e alla faccia della Magna carta sulla scuola dell’infanzia redatta dalla Curia bolognese, per pubblicizzare le “virtù educative” delle scuole cattoliche. Questa esperienza ha insegnato che tra queste virtù non c’è la trasparenza e il senso di responsabilità per la sicurezza delle centinaia di bambini e bambine affidati alle scuole private gestite dalla Chiesa bolognese. Trasparenza e senso di responsabilità che esigerebbero un’azione immediata, risolutiva e non volta a salvaguardare, in primis, la reputazione della Curia. Di questa assenza di trasparenza e di sicurezza le Istituzioni non potranno non tenere conto, al momento di valutare se e come rinnovare i finanziamenti alle scuole private cattoliche“, così Maurizio Cecconi, portavoce della Rete Laica Bologna, che continua: “La sospensione di don Andrea Agostini è dunque tardiva e insufficiente. Il cardinale Caffarra deve delle scuse alle famiglie delle bambine vittime delle molestie sessuali di don Andrea Agostini. Caffarra deve altresì delle spiegazioni alla città tutta: la pedofilia clericale non è un fenomeno saltuario e lo dimostrano le centinaia di casi in tutto il mondo. Come si comporterà la Curia qualora dovesse verificarsi un nuovo simile espisodio?. Purtroppo”, conclude Cecconi, “niente lascia sperare che si comporterà meglio, secondo i criteri di trasparenza e di sicurezza dei bambini, di come si sia comportata finora”.

Recensione “Il peccato nascosto”

J aprile 2010
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Segnaliamo la recensione del libro “Il peccato nascosto. Lo scandalo dei preti pedofili e i silenzi della Chiesa”, presentato a Bologna dalla Rete Laica.


Il Vaticano protesse i preti pedofili. Le inchieste del New York Times e de L’Espresso

J marzo 2010
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Il New York Times ha pubblicato una serie di articoli e di documenti su preti pedofili americani e tedeschi, che vedono coinvolti nell’insabbiamento il Vaticano e Ratzinger. Ve ne consigliamo la lettura (in inglese):

Vatican Declined to Defrock U.S. Priest Who Abused Boys

Memo to Pope Described Transfer of Pedophile Priest

The Document Trail: The Predator Priest Who Got Away.

In Italia, ad occuparsi della pedofilia clericale e degli insabbiamenti c’è invece L’Espresso che, nel numero in edicola questa settimana, dedica un lungo servizio sui casi italiani, compreso quello di don Andrea Agostini, e alle complicità ed omertà della Chiesa Cattolica.


Bologna, prete pedofilo. Scuola finanziata dalla Regione

J marzo 2010
3 commenti

Comunicato stampa, 26 Marzo 2010
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PRETE PEDOFILO. RETE LAICA:
“SCUOLA FINANZIATA DA REGIONE”

Maurizio Cecconi, portavoce della Rete Laica Bologna, Bruno Moretto, segretario del Comitato bolognese di Scuola e Costituzione e Roberto Grendene, coordinatore del circolo UAAR di Bologna, in merito ai finanziamenti pubblici ricevuti dalla scuola di cui era direttore didattico don Andrea Agostini, il prete condannato a 6 anni e 10 mesi in primo grado per molestie sessuali su bambine.

“In base alle nostre informazioni, possiamo rivelare che la scuola materna di cui era direttore didattico don Andrea Agostini – il prete condannato in primo grado a 6 e 10 mesi per molestie sessuali su bambine – era finanziata dalla Regione Emilia-Romagna“, così Maurizio Cecconi, portavoce della Rete Laica Bologna, che continua: “Secondo i documenti in nostro possesso, è stata finanziata dalla Regione almeno fino al 2005“.

“Come abbiamo potuto leggere sui quotidiani locali, verificatesi le molestie sessuali, nella scuola non sono mai arrivati degli ispettori né si sono attuati controlli da parte della Curia di Bologna, sotto la cui responsabilità rientra la materna in oggetto. Controlli e verifiche tanto più necessari quanto volti a garantire l’incolumità dei bambini e delle bambine“.

Chiediamo pertanto alla Regione se la scuola è ancora finanziata col danaro dei contribuenti e quali sono i parametri di assegnazione di questi finanziamenti. Chiediamo alla Regione se effettua dei controlli e se ritiene che, in presenza di gravissimi pericoli per i bambini a cui i privati non hanno saputo fornire le risposte adeguate, sia corretto proseguire nel finanziamento delle scuole che hanno dimostrato di non essere all’altezza dell’offerta formativa dichiarata“.

“Ci chiediamo infine”, conclude Cecconi, “Se anche gli enti locali della Provincia di Ferrara e il Comune di pertinenza hanno finanziato e finanziano questa scuola“.
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Le vittime italiane della pedofilia clericale si riuniranno in associazione

J marzo 2010
1 commento

Le vittime italiane degli abusi dei preti hanno intenzione di formare una associazione che si riunirà per la prima volta il 25 settembre a Verona. Nella città veneta sono stati denunciati casi di abusi sui minori da parte di preti in un istituto religioso per bambini sordomuti. Casi simili sono emersi a Bologna, Firenze, Roma e Ferrara. [L’articolo del Times].


Bologna, prete pedofilo. Una maestra scrive a Repubblica

J marzo 2010
2 commenti

La Repubblica Bologna pubblica oggi la lettera di una maestra dell’asilo diretto da don Andrea Agostini, il prete pedofilo condannato a 6 anni e 10 mesi per molestie sessuali su alcune bambine.

La Curia come ente ecclesiastico ne era a perfetta conoscenza da circa sei mesi prima della denuncia penale.

Segnaliamo altresì un articolo di Don Gallo, pubblicato su Altracittà, contro la posizione ipocrita del Vaticano, che non si assume le sue responsabilità


Il peccato nascosto. Lo scandalo dei preti pedofili e i silenzi della Chiesa

J marzo 2010
2 commenti

Nota stampa, 23 Marzo 2010
(Scarica e diffondi)

IL PECCATO NASCOSTO
LO SCANDALO DEI PRETI PEDOFILI
E I SILENZI DELLA CHIESA

Mercoledì 24 Marzo, ore 17.00
Libreria Melbookstore
Via Rizzoli 18 – Bologna [vedi mappa]

[Invita i tuoi amici e amiche su Facebook]

Presentano il libro

Maurizio Cecconi, portavoce della Rete Laica Bologna

Luigi Irdi, curatore del libro e giornalista

Fra’ Benito M. Fusco, frate dei Servi di Maria

[Scarica la scheda del libro]

***

IL LIBRO

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Bologna, prete pedofilo. La richiesta di scuse a Caffarra finisce su Repubblica nazionale

J marzo 2010
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La richiesta di scuse alle bambine vittime degli abusi sessuali di don Andrea Agostini e di spiegazioni per il comportamento della Curia, indirizzata dalla Rete Laica Bologna al Cardinale Caffarra, è stata citata ieri in un articolo su Repubblica nazionale.


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La Rete Laica di Bologna è un tavolo informale d'incontro, di discussione, di proposta e di mobilitazione per difendere ed estendere la laicità delle istituzioni bolognesi e italiane. Vi partecipano associazioni e singoli/e.

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