Rete Laica Bologna

Le vittime italiane della pedofilia clericale si riuniranno in associazione

J marzo 2010
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Le vittime italiane degli abusi dei preti hanno intenzione di formare una associazione che si riunirà per la prima volta il 25 settembre a Verona. Nella città veneta sono stati denunciati casi di abusi sui minori da parte di preti in un istituto religioso per bambini sordomuti. Casi simili sono emersi a Bologna, Firenze, Roma e Ferrara. [L’articolo del Times].


Bologna, entro l’anno registro comunale dei testamenti biologici

J ottobre 2009
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Adnkronos, Bologna, 16 ottobre – Sarà istituito entro l’anno 2009 il registro del Comune di Bologna che conserverà le Dichiarazioni anticipate di trattamento (DAT), vale a dire i testamenti biologici dei residenti sotto le due torri. Questi i tempi che il capogruppo del PD a Palazzo d’Accursio, Sergio Lo Giudice, stima per l’applicazione da parte della giunta della delibera consiliare che l’intero gruppo dei Democratici, con volontà unanime, chiede di varare in un odg che sarà discusso in commissione e poi votato in aula. Il provvedimento, che sulla carta è già approvato (il PD ha infatti da solo la maggioranza in consiglio), prevede dunque la possibilità di depositare la DAT presso un notaio, fornendo al Comune per la registrazione, il nome del notaio rogante e quello del fiduciario (la persona che si dovrà fare carico dell’applicazione della volontà espressa nella DAT), o in alternativa di consegnare direttamente all’ufficio comunale preposto la propria dichiarazione, in busta chiusa, avendone redatto una copia per sé e una per il fiduciario. Il Comune registrerà i dati del deposito (luogo, data, fiduciario e eventuale notaio) senza entrare minimamente nel merito della dichiarazione. Il Registro è riservato ai residenti, ma in caso di cambio di residenza, la registrazione non viene cancellata. In qualsiasi momento, invece, l’iscrizione al registro potrà essere revocata dal dichiarante. (altro…)


Biotestamento. Registri comunali sono alternativa locale alla politica nazionale

J ottobre 2009
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Firenze, Pisa, alcuni municipi di Roma, ma anche Cerveteri, Gradisca d’Isonzo, la provincia di Cagliari, Polistena e altri ancora: in attesa che il Parlamento decida sul testamento biologico, c’è chi ha scelto di fare da sé. Sono varie decine, infatti, i comuni grandi e piccoli nei quali si cerca di percorrere una strada locale più rapida o alternativa a quella della politica nazionale: i registri dei testamenti biologici. Ma sulla loro efficacia si discute.

Da decenni la Consulta di bioetica, associazione milanese, raccoglie dichiarazioni anticipate di trattamento (DAT) di singoli cittadini, ma oggi questo movimento dal basso si fa capillare, grazie a iniziative di singoli consiglieri comunali e di associazioni (soprattutto la Luca Coscioni e “A buon diritto” di Luigi Manconi, ma anche tanti comitati locali). Ma sul loro utilizzo i rianimatori sono scettici. “Per ora non potremmo farci quasi niente. Ci dobbiamo attenere a quanto dice la legge”, dice Vito Angelo Peduto, professore all’università di Perugia e presidente della SIAARTI (Società Italiana di Anestesia, Analgesia, Rianimazione e Terapia Intensiva).

La pensa diversamente José De Falco, giurista e membro della giunta dell’Associazione Luca Coscioni. Non solo, afferma, avrebbero valore giuridico, sulla base della sentenza sul caso di Eluana Englaro, ma se si raggiungesse un numero alto di comuni che istituiscono i registri, i testamenti biologici affidati alle amministrazioni locali “potrebbero affossare la legge”. E spiega: “A legislazione invariata, in assenza dunque di una legge, facciamo riferimento ai casi giudiziari: quello di Eluana Englaro ha dimostrato che la volontà precedentemente espressa ha valore”.
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Paolo Vegetti, iscritto al PD, scrive al segretario Andrea De Maria

J ottobre 2009
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Rete Laica Bologna invita tutti gli iscritti e le iscritte del PD a fare altrettanto. La mail del segretario provinciale del Partito Democratico Andrea De Maria è segretario@pdbologna.org – inviatene copia anche a rete.laica.bologna@gmail.com.

Sono Paolo Vegetti, candidato all’ Assemblea Regionale del PD per la mozione Marino.

Apprendo dalla stampa (Repubblica del 14/10, pag. VI della cronaca locale di Bologna) che i costituzionalisti di area PD bocciano l’iniziativa di Rete Laica, che riunisce alcune associazioni laiche della città, di promuovere una raccolta di firme (2.000 secondo il regolamento comunale) per ottenere che il Consiglio Comunale discuta una proposta di delibera popolare per introdurre presso l’Anagrafe un registro informatico per il testamento biologico, come già fanno alcuni Comuni italiani (Roma, Firenze…).

Desidero ricordarLe

– che altri comuni italiani tengono già un registro dei testamenti biologici, che consistono nell’autenticazione e conservazione di dichiarazioni anticipate rilasciate dai cittadini nel rispetto della legislazione vigente;

– che dette dichiarazioni sono già accettate da numerosi notai italiani;

– che in ogni caso nessuna contraddizione esiste tra questo servizio amministrativo e le leggi dello stato, come invece affermano detti costituzionalisti di area PD, perché una legge dello stato al momento non c’è.
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Comuni che hanno approvato il registro dei testamenti biologici

J ottobre 2009
3 commenti

Ecco l’elenco dei che hanno approvato il registro dei testamenti biologici, aggiornato al 07 Ottobre 2009 grazie all’Associazione radicale Luca Coscioni:

  • Roma (X e XI Municipio)
  • Pisa
  • Vicenza
  • Barile (PZ)
  • Calenzano (FI)
  • Firenze
  • Pavullo nel Frignano (MO)
  • Terre Orsaia (SA)
  • Conza della Campania (AV)
  • Quarto di Napoli (NA)
  • Cerveteri (RM)
  • Genova
  • Curti (CE)
  • Olgiate Molgora (LC)
  • Lecco
  • Calolziocorte (LC)
  • Osnago (LC)
  • Gradisca d’Isonzo (GO)
  • Cagliari (Provincia)
  • Polistena (RC)
  • Giffoni Valle Piana (SA)
  • Cernusco Lombardone (LC)
  • Cazzago San Martino (BS)

Firenze dice sì al testamento biologico. La Curia: “Atto illegittimo”

J ottobre 2009
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Firenze, via al registro, il PD si divide e il sindaco lascia l’aula.

Il consiglio co­munale approva una delibera (presentata dal PD, partito di maggioranza) che istituisce il registro dei testamenti biologi­ci ancor prima di una legge na­zionale e a Palazzo Vecchio scoppia la polemica. Tre consi­glieri del PD votano contro e di fatto si schierano con l’opposizione di centrodestra e il sinda­co, Matteo Renzi, decide di non partecipare ai lavori del­l’assemblea e di non rilasciare dichiarazioni. A rendere ancora più esplo­siva la vicenda arriva in serata una nota durissima dall’Arci­diocesi, dunque espressione di­retta dell’arcivescovo Giusep­pe Betori, nella quale non solo si boccia il provvedimento, ma si esprimono “rammarico e preoccupazione per la decisio­ne”. E’ la seconda volta che la Cu­ria fiorentina interviene su de­cisioni del Consiglio comuna­le. Un analogo documento di dissenso fu presentato all’indo­mani della concessione della cittadinanza onoraria a Beppi­no Englaro, il papà di Eluana.
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La Rete Laica di Bologna è un tavolo informale d'incontro, di discussione, di proposta e di mobilitazione per difendere ed estendere la laicità delle istituzioni bolognesi e italiane. Vi partecipano associazioni e singoli/e.

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