Rete Laica Bologna

Emilia-Romagna, ricorso Governo Berlusconi contro DiCo. Rete Laica: “Ipocriti”

J febbraio 2010
2 commenti

Comunicato stampa, 20 Febbraio 2010
(Scarica e diffondi)

DICO. CECCONI: “RICORSO GOVERNO E’ MORALISMO
IPOCRITA DI CHI S’ACCOMPAGNA A ESCORT E CORRUTTORI”

Maurizio Cecconi, portavoce della Rete Laica Bologna,
in merito al ricorso annunciato dal Governo Berlusconi
all’articolo della finanziaria 2010 della Regione Emilia-Romagna
che estende il welfare alle coppie di fatto, etero e omosessuali.

“Il ricorso del Governo Berlusconi contro i DiCo all’emiliana si configura come un atto moralistico e ipocrita, compiuto da chi regolarmente s’accompagna a escort e corruttori, come testimoniano le inchieste su Tarantini e Bertolaso che coinvolgono il Presidente del Consiglio e i suoi ministri”, così Maurizio Cecconi, portavoce della Rete Laica Bologna, che continua: “Invece di perder tempo a ricorrere contro le legittime decisioni dell’Assemblea Legislativa dell’Emilia-Romagna, con l’obiettivo di guadagnare qualche sparuto voto degli integralisti clericali alle prossime elezioni regionali, Berlusconi potrebbe dedicare le sue ore più proficuamente partecipando ai processi per corruzione in cui è direttamente coinvolto. Esprimiamo soddisfazione per la decisione di Errani di procedere ugualmente”, conclude Cecconi, “e riteniamo saggia la decisione del Partito Democratico di escludere dalla lista dei candidati quei consiglieri, come Bosi, che, emulando la protervia razzista della Binetti, hanno votato contro l’articolo che estende il welfare alle coppie di fatto, etero e omosessuali”.


Binetti: “Sul biotestamento voterò la legge approvata dal PDL al Senato”

J ottobre 2009
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Su Repubblica leggiamo che l’Onorevole Paola Binetti voterà insieme al PDL il mostro giuridico approvato al Senato.

Quel testo mi convince e lo voterò non perché lo abbia proposto il Pdl, ma perché in linea con quello che io ho presentato nella legislatura precedente. Il disegno di legge approvato al Senato sottolinea con grande chiarezza la “indisponibilità” della vita e la necessità che non si creino mai condizioni di abbandono terapeutico.


Rete Laica Bologna, intervista al portavoce Maurizio Cecconi su BolognaNotizie

J ottobre 2009
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RETE LAICA BOLOGNA, SI PARTE CON LA RACCOLTA FIRME SUL TESTAMENTO BIOLOGICO. L’INTERVISTA A MAURIZIO CECCONI

Da poche settimane è attiva la Rete Laica Bologna, che raccoglie numerosi soggetti del mondo dell’associazionismo e si pone l’obiettivo di svolgere una costante azione di osservatorio e di lobbing sui temi che riguardano la laicità. Ne abbiamo parlato con Maurizio Cecconi, portavoce di RLB.

C’è nei piani di RLB l’intenzione futura di diventare soggetto politico tout court capace di rappresentare quella fetta di elettorato sensibile ai temi della laicità, che al momento fatica a trovare referenti politici?

Ovviamente no. La forza della Rete Laica è data dal fatto che resti fuori dalla battaglia politica in senso partitico e che invece si inserisca nel merito delle questioni attinenti la laicità. Inoltre, RLB è un insieme di associazioni e non vi fanno parte partiti politici né abbiamo intenzione di diventare uno di essi, perché ci farebbe perdere di autorevolezza, nel senso che il nostro impegno è esclusivo sui temi della laicità e non su altri.

La vostra prima azione concreta è stata la proposta di delibera popolare per l’istituzione di un registro comunale per il testamento biologico. Oggi (ieri, ndr) il gruppo consiliare del PD ha approvato un odg in cui si impegna in questa direzione e chiede alla Giunta di proporre un suo testo di legge. Quanto della vostra proposta potrà entrare in questo testo?

L’odg concordato dal gruppo consiliare del PD dice sostanzialmente due cose, una positiva e l’altra no. La prima cosa è che dice sì al registro, il che è un passo in avanti visto che fino a sei mesi fa l’idea era di fare una cosa del genere solo in Provincia, e questo passo è merito di RLB.

Il secondo punto è che chiede alla Giunta di presentare lei stessa una proposta di delibera. Quindi non capiamo il motivo per cui la nostra proposta non vada bene, visto che è già stata approvata ed è entrata a regime in 20 comuni, mentre quella del PD ancora non esiste, e sarebbe quindi una cosa improvvisata, che verrebbe fatta solo per non perdere l’iniziativa politica su questo tema. In più, su questioni come il diritto di decidere della fine della propria vita – su cui l’Italia ha dimostrato di avere una sensibilità molto forte – è importante che la voce sia data ai cittadini e non che tutto si esaurisca in un gioco di palazzo, perché questo ucciderebbe la mobilitazione e l’opera di sensibilizzazione. Invece una proposta di delibera popolare – come la nostra – richiede, per essere presentata, 2000 firme, e quindi anche una previa opera di informazione.
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La Rete Laica di Bologna è un tavolo informale d'incontro, di discussione, di proposta e di mobilitazione per difendere ed estendere la laicità delle istituzioni bolognesi e italiane. Vi partecipano associazioni e singoli/e.

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