Rete Laica Bologna

Testamento biologico. Diciamo no al sondino di Stato

J ottobre 2009
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A chi appartiene la vita? A Dio, rispondono i credenti. A ciascuno di noi, ribattono i laici come Paolo Flores D’Arcais. Quel che è certo è che non può appartenere a una maggioranza parlamentare, di destra o di sinistra. Ma l’Italia fa eccezione. Le grandi manovre che in questi giorni si stanno imbastendo nei palazzi romani, di qua e di là dal Tevere, intorno al progetto di legge sul testamento biologico, rischiano di passare sopra la testa dei cittadini, quale che sia il loro credo. Un tema che riguarda tutti noi e che dovrebbe essere affrontato e deliberato dal parlamento delle coscienze sta diventando materia di scambio tra le forze politiche, e tra queste e la curia pontificia. Detta in maniera un po’ grezza: io ti blindo la legge così come è stata approvata al Senato (con l’obbligatorietà di alimentazione e idratazione artificiali) e tu smetti di criticarmi per i respingimenti degli immigrati. Nello scenario peggiore, l’autodeterminazione del paziente – che un giorno potremmo essere noi – verrebbe così sacrificata sull’altare dei rapporti Stato-Chiesa: una sorta di respingimento etico, che ci abbandonerebbe alla deriva nella terra di nessuno tra vita e morte oltre ogni ragionevole limite e contro la nostra stessa volontà.
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La Rete Laica di Bologna è un tavolo informale d'incontro, di discussione, di proposta e di mobilitazione per difendere ed estendere la laicità delle istituzioni bolognesi e italiane. Vi partecipano associazioni e singoli/e.

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