Rete Laica Bologna

Biotestamento. 1, 10, 100, 8094 registri comunali

J novembre 2010
3 commenti

Comunicato stampa, 20 Novembre 2010
(Scarica e diffondi)

BIOTESTAMENTO. CECCONI: “1, 10, 100, 8.094
REGISTRI COMUNALI DEI TESTAMENTI BIOLOGICI”

Maurizio Cecconi, portavoce della Rete Laica Bologna, in
merito alla circolare ministeriale Fazio, Sacconi e Maroni.

“Secondo la circolare emanata dai Ministri Fazio, Sacconi e Maroni, i registri comunali dei testamenti biologici sarebbero illegittimi e inefficaci. Illegittimi in quanto “sulla materia del fine-vita l’unico a poter legiferare è lo Stato”. Illegittimi in quanto avrebbero il compito di “attribuire certezza giuridica a specifiche situazioni” e tale compito è “sempre stato riservato allo Stato”.

A questo proposito occorre sottolineare che i Comuni che hanno istituito un “registro delle Dichiarazioni Anticipate di Trattamento” non hanno in nessun modo legiferato, assumendosi prerogative proprie del Parlamento, bensì deliberato coerentemente col quadro giuridico attuale, in cui la Costituzione, all’art. 32, riconosce al paziente il diritto ad accettare o rifiutare una terapia medica, e con l’assenza di una legge ordinaria in materia. Qualora dovesse esserci una legge, questa non potrà che disciplinare il diritto costituzionale all’autodeterminazione.

Per quanto concerne invece l’attribuzione di “certezza giuridica”, i ministri usano le parole per depistare, ben coscienti che nessun comune s’è mai prefisso questo scopo. Quando nel 2009 presentammo, come Rete Laica Bologna, la proposta di delibera d’iniziativa popolare per l’istituzione del registro dei testamenti biologici, in seguito a richieste di chiarimenti, allegammo anche il parere giuridico del professor Vittorio Angiolini, legale di Beppino Englaro. Nel parere del professor Angiolini possiamo leggere che “un documento contenente direttive anticipate in materia non può che avere un valore meramente probatorio, circa un volere da prendere in considerazione secondo i principi elaborati dalla giurisprudenza in forza direttamente del disposto degli artt. 13 e 32 Cost.”.
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Governo contro i registri comunali dei biotestamenti. La risposta del senatore Marino

J novembre 2010
3 commenti

I ministri Fazio (Sanità), Sacconi (Affari sociali) e Maroni (Interni) del Governo Berlusconi hanno emanato un’assurda e filoclericale circolare, in cui leggiamo che “i registri per la raccolta dei testamenti biologici istituiti da diversi Comuni italiani non hanno alcun valore giuridico e sono illegittimi (in quanto sulla materia unico a poter legiferare è lo Stato)”.

Il Vaticano applaude.

Mina Welby contesta la circolare: “Si tratta di attestazioni scritte in forma autografa e, dunque, attestazioni che devono valere anche se non c’è una legge in materia”. In altri termini, afferma Welby, “fa fede la firma autografa del soggetto”.

Per i Radicali ad essere “senza valore” è “la circolare”.

Di seguito la risposta video del senatore Ignazio Marino, in cui ribadisce la necessità dei registri comunali.


Biotestamento. Registri comunali sono alternativa locale alla politica nazionale

J ottobre 2009
2 commenti

Firenze, Pisa, alcuni municipi di Roma, ma anche Cerveteri, Gradisca d’Isonzo, la provincia di Cagliari, Polistena e altri ancora: in attesa che il Parlamento decida sul testamento biologico, c’è chi ha scelto di fare da sé. Sono varie decine, infatti, i comuni grandi e piccoli nei quali si cerca di percorrere una strada locale più rapida o alternativa a quella della politica nazionale: i registri dei testamenti biologici. Ma sulla loro efficacia si discute.

Da decenni la Consulta di bioetica, associazione milanese, raccoglie dichiarazioni anticipate di trattamento (DAT) di singoli cittadini, ma oggi questo movimento dal basso si fa capillare, grazie a iniziative di singoli consiglieri comunali e di associazioni (soprattutto la Luca Coscioni e “A buon diritto” di Luigi Manconi, ma anche tanti comitati locali). Ma sul loro utilizzo i rianimatori sono scettici. “Per ora non potremmo farci quasi niente. Ci dobbiamo attenere a quanto dice la legge”, dice Vito Angelo Peduto, professore all’università di Perugia e presidente della SIAARTI (Società Italiana di Anestesia, Analgesia, Rianimazione e Terapia Intensiva).

La pensa diversamente José De Falco, giurista e membro della giunta dell’Associazione Luca Coscioni. Non solo, afferma, avrebbero valore giuridico, sulla base della sentenza sul caso di Eluana Englaro, ma se si raggiungesse un numero alto di comuni che istituiscono i registri, i testamenti biologici affidati alle amministrazioni locali “potrebbero affossare la legge”. E spiega: “A legislazione invariata, in assenza dunque di una legge, facciamo riferimento ai casi giudiziari: quello di Eluana Englaro ha dimostrato che la volontà precedentemente espressa ha valore”.
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La Rete Laica di Bologna è un tavolo informale d'incontro, di discussione, di proposta e di mobilitazione per difendere ed estendere la laicità delle istituzioni bolognesi e italiane. Vi partecipano associazioni e singoli/e.

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