Rete Laica Bologna

Quale futuro per la scuola della Repubblica a Bologna?

J dicembre 2010
2 commenti

Report dell’incontro coi candidati alle primarie del centrosinistra – Frascaroli, Zacchiroli e Merola -, organizzato da Scuola e Costituzione e dall’Assemblea dei genitori e degli insegnanti.

L’incontro è stato molto positivo per quanto concerne la partecipazione. Tutti gli interventi dal pubblico sono ritornati sulla questione del finanziamento alle private.

In sintesi sulle quattro questioni di fondo poste la posizione dei tre candidati è risultata identica.

  1. Tutti i fondi del Comune devono andare alle scuole pubbliche? Risposta: no.
  2. Volete aumentare, mantenere o ridurre i finanziamenti alle private: Risposta: mantenere.
  3. Siete favorevoli ad aprire nuove sezioni comunali per coprire la domanda? Risposta: no.
  4. Per recuperare risorse in seguito ai tagli pensate sia utile eliminare i finanziamenti alle private? Risposta: no.

Tutte e tre i candidati si sono detti contrari al pagamento di una retta nelle scuole comunali; Frascaroli e Zacchiroli contrari alla sua introduzione, Merola favorevole ad abolirla successivamente.

Apertura interessante da parte di Merola, che ritiene si possa valutare una tassa di scopo per aumentare i finanziamenti per le scuole comunali, per garantire la libertà di scelta verso le scuole pubbliche e ridurre la lista d’attesa.

La posizione dei tre candidati riflette l’imporsi di un pensiero unico, di carattere economicista, per cui senza il privato non si riesce a coprire la domanda. Di conseguenza s’accetta che centinaia di bambini siano costretti ad accedere a scuole private, che non hanno mai scelto.

Questa posizione tratta la scuola pubblica come un servizio (equiparato a quello privato), non come una Istituzione che deve garantire una formazione laica e plurale a tutti i cittadini. Viene a cadere la lettera e lo spirito dell’articolo 33 della Costituzione.

Articolo 33

L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento.

La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi.

Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.

La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali.

E’ prescritto un esame di Stato per l’ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi e per l’abilitazione all’esercizio professionale.

Le istituzioni di alta cultura, università ed accademie, hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato.

Il fatto che di fronte ai tagli tutti debbano fare sacrifici fuorché le scuole private (pure quelle per i ricchi), è totalmente incomprensibile e, per usare una parola antica dal significato attuale, contrario al principio di giustizia.

Conclusione: ovunque i candidati si presentano a discutere di scuola (con gli studenti, coi genitori, con gli insegnanti), tutti chiedono loro di rivedere la posizione ideologica favorevole ai finanziamenti alle scuole private paritarie.

Loro non ci sentono e, dunque, la parola non può che tornare ai cittadini e alle cittadine, unici sovrani in democrazia.


Scuola. Bilancio di rigore non sia occasione di livore sociale

J novembre 2010
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Comunicato stampa, 17 Novembre 2010

CECCONI: “SOLIDARIETA’ A MOVIMENTI
IN DIFESA DELLA SCUOLA DELLA REPUBBLICA.
RIGORE BILANCIO 2011 NON SIA
OCCASIONE DI LIVORE SOCIALE”

Maurizio Cecconi, portavoce della Rete Laica Bologna,
in merito alla mobilitazione in difesa
della scuola della Repubblica
e al bilancio 2011 del Comune di Bologna.

“Nella Giornata internazionale per il diritto al studio stanno avvenendo, in tutta Italia e a Bologna, numerose e molto partecipate manifestazioni a difesa della scuola della Repubblica, statale e comunale, minacciata dai drastici tagli imposti a livello nazionale quanto a livello locale. Come Rete Laica Bologna desideriamo esprimere la nostra solidarietà e vicinanza agli studenti, ai docenti, ai genitori in strada per chiedere più scuole pubbliche e di miglior qualità educativa“, così Maurizio Cecconi, portavoce, che continua: “La situazione, come sappiamo, è gravissima anche nel nostro Comune. Il bilancio 2011 prevederà circa 30 milioni di euro di tagli e molto si discute del necessario rigore dei conti dell’Amministrazione. A nostro avviso, il rigore non può e non deve trasformarsi in livore sociale: quando si deve fare economia, come sappiamo tutti, anche dalla semplice esperienza della gestione domestica delle finanze personali, si comincia a tagliare dalle spese superflue o, nel contesto del bilancio comunale, ideologiche. L’alternativa sono tagli orizzontali, che mantengono intatti i privilegi e uccidono i servizi essenziali. La politica, dunque, ha la responsabilità di rimettere in discussione scelte del passato, quali i finanziamenti alle scuole private paritarie e recuperare fin da subito alle finanze pubbliche 1 milione di euro all’anno, da destinare al miglioramento delle scuole della Repubblica presenti a Bologna”.


Rete Laica sostiene il ricorso al TAR del Lazio contro i decreti Gelmini

J luglio 2010
1 commento

Comunicato stampa, 13 Luglio 2010

SCUOLA, RICORSO AL TAR
CONTRO DECRETO GELMINI.
CECCONI: “SOSTENIAMO AZIONE
DI SCUOLA E COSTITUZIONE.
BENE ADESIONE PROVINCIA. E LA REGIONE?”

Maurizio Cecconi, portavoce della Rete Laica Bologna,
in merito al ricorso presentato al TAR del Lazio e all’appello
del Comitato Bolognese di Scuola e Costituzione ad Errani.

Rete Laica sostiene l’azione di chi, come il Comitato Bolognese di Scuola e Costituzione, in questi giorni si batte contro i decreti del ministro alla Distruzione Pubblica, Mariastella Gelmini. L’importante ricorso presentato al TAR del Lazio trova oggi il sostegno della Presidente della Provincia Beatrice Draghetti e dell’Assessore all’Istruzione Giuseppe De Biasi”, così Maurizio Cecconi, portavoce della Rete Laica Bologna, che continua: “Auspichiamo che l’appello al Presidente della Regione Emilia-Romagna, Vasco Errani, non resti inascoltato. Anche le Istituzioni regionali hanno il dovere d’esplicitare se stanno dalla parte di chi lotta per una scuola pubblica di qualità o dalla parte di chi la vuole, pezzo dopo, smantellare. Il tempo sta per scadere e non sono ammessi ulteriori tentennamenti. Questa è una partita che va vinta o ci rimetteranno tutte le famiglie e gli studenti”.


Noi studenti diciamo no all’ora di religione a scuola

J febbraio 2010
3 commenti

L’ORA DI RELIGIONE IN POCHISSIME PAROLE

La vera questione però è se sia la scuola pubblica di uno Stato laico il posto più indicato dove essere istruiti non su una disciplina ma su una fede.
Corrado Augias

***

Il 26 Febbraio scade il termine (per le scuole primarie; per le scuole superiori scade il 26 Marzo) per scegliere se avvalersi o no dell’ora di religione a scuola. Chiediamo ai nostri genitori di discuterne assieme e, se non siamo interessati a svolgerla, che non ci iscrivano.

Non è una scelta che si fa per “pigrizia” !

Abbiamo creato un evento su Facebook. Usatelo per invitare i vostri amici e le vostre amiche. Vogliamo essere almeno 1.000.000 di studenti che diranno no all’ora di religione cattolica a scuola.

***

Approfondimenti:

Wikipedia
UAAR


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La Rete Laica di Bologna è un tavolo informale d'incontro, di discussione, di proposta e di mobilitazione per difendere ed estendere la laicità delle istituzioni bolognesi e italiane. Vi partecipano associazioni e singoli/e.

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