Rete Laica Bologna

Manovra finanziaria: “lacrime e sangue”, ma non per tutti. Monti obblighi la chiesa a fare la sua parte.

J dicembre 2011
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[comunicato stampa del Coordinamento Laico Nazionale – vedi http://bit.ly/viCOeQ ]

COORDINAMENTO LAICO NAZIONALE

9 DICEMBRE 2011
COMUNICATO STAMPA

MANOVRA FINANZIARIA: “LACRIME E SANGUE”, MA NON PER TUTTI.
MONTI OBBLIGHI LA CHIESA A FARE LA SUA PARTE.

Sono tempi di ripetute manovre finanziarie, durissime per gli italiani. Provvedimenti che fanno commuovere persino lo stesso ministro del welfare, Elsa Fornero. Ma ancora di più gli italiani, la maggior parte dei quali costretti a subire tassazioni e limitazioni che renderanno sempre più precaria e difficile la loro esistenza.

Tuttavia, se gli italiani piangono, c’è un’organizzazione che non piange mai, i cui privilegi e le cui esenzioni non vengono sfiorati nemmeno in tempi così critici: la Chiesa cattolica.
Secondo la recente inchiesta dell’Uaar pubblicata nel sito icostidellachiesa.it, il denaro pubblico di cui annualmente gode la Chiesa cattolica nelle sue varie articolazioni (Santa Sede, Cei, ordini e movimenti religiosi, associazionismo, eccetera) ammonta a 6.086.565.703 euro. Sottratti alle tasche degli italiani, gli stessi a cui si chiedono “lacrime e sangue”. Anche la stessa Comunità Europea è contraria a questi trattamenti di favore, e lo ha dimostrato paventando una condanna all’Italia per indebiti “aiuti di Stato” alla Chiesa in
materia di Ici.
Per far rientrare nelle casse pubbliche parte di questi miliardi occorrono modifiche al Concordato. Il CLN, auspicando che il Parlamento inizi l’iter per la rimozione dei privilegi concordatari, chiede che da subito il Governo Monti elimini l’esenzione ICI per gli immobili dove la Chiesa cattolica svolge attività commerciali: il CLN non ritiene ammissibile che il più grande proprietario immobiliare italiano goda di esenzioni mentre al resto dei cittadini viene chiesto di pagare anche per la prima casa.
In un Paese civile, quando si tratta di stringere la cinghia e di compiere sacrifici, l’impegno deve essere unanime. Senza eccezioni. Pertanto il CLN sollecita il governo Monti a varare misure di equiparazione della Chiesa cattolica al resto dell’Italia. Il CLN si auspica di veder considerata la Chiesa alla stessa stregua di tutti i cittadini Italiani e quindi chiamata a fare la propria parte, contribuendo attivamente a rendere possibile la manovra “salva Italia”.

Coordinamento Laico Nazionale

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Pubblicato su Laicità

DAT, violazione esplicita della delibera approvata

J dicembre 2011
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RETE LAICA BOLOGNA
07 DICEMBRE 2011
COMUNICATO STAMPA

DAT, VIOLAZIONE ESPLICITA DELLA DELIBERA APPROVATA

La Rete Laica, pur apprezzando la possibilità ulteriore di avere la porta aperta in convenzione presso un notaio, deve però rilevare che viene a mancare l’ aternativa così come prevista dalla delibera Consigliare
ODG n. 11/2010 del 25 gennaio 2010 P.G. n. 308304/ 2009 :

in alternativa, il dichiarante può consegnare direttamente all’Ufficio comunale preposto la propria DAT, in busta chiusa, avendone redatta e conservata una copia per sé e una per il fiduciario;

nel regolamento approvato, senza la registrazione notarile, viene consentita solo l’ opportunità di indicare al Comune il nominativo del fiduciario o fiduciari, a cui si è affidato le proprie volontà, che lo iscriverà nel Registro.

Ravvisiamo, pertanto, una esplicita violazione della delibera approvata, con una nuova ed ulteriore mediazione al ribasso eliminando la possibilità dell’ alternativa prevista, venendo meno alla volontà espressa dalla cittadinanza, alla quale il Consiglio comunale aveva dato una risposta chiara.

Il Comune viene così a decadere da quella funzione richiesta e dallo stesso approvata, di essere esso stesso depositario.

Casalecchio di Reno e tanti altri comuni hanno approvato un registro vero e gratutito dove si puo’ depositare il proprio Testamento Biologico o Dichiarazione Anticipata di Trattamneto sanitario.

Ritieniamo, altresì, che i costi della DAT, previsti dalla convenzione fra Comune e notai, rischino di diventare dirimenti, in una situazione così drammatica e di pesante impoverimento delle persone, per l’ esercizio di una libera scelta e la sua reale diffusione e praticabilità.

Le donne e gli uomini della Rete Laica Bologna


VETO AD ASSOCIAZIONI OMOSESSUALI E’ ESPRESSIONE DI INTOLLERANZA E DISCRIMINAZIONE

J dicembre 2011
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RETE LAICA BOLOGNA
05 DICEMBRE 2011
COMUNICATO STAMPA


VETO AD ASSOCIAZIONI OMOSESSUALI E’ ESPRESSIONE DI INTOLLERANZA E DISCRIMINAZIONE

Democrazia è garanzia di rappresentatività e partecipazione

La Rete Laica ritiene preoccupante il veto, da parte di associazioni cattoliche, alla partecipazione alla Consulta della Famiglia di rappresentanti di associazioni omosessuali.

In una comunità democratica è fondamentale il rispetto per la dignità di tutti gli individui che la compongono e compito delle istituzioni garantirne la partecipazione, nella piena applicazione dell’ Art. 3 della Costituzione.

Nel nostro tempo i legami familiari sono cambiati, dove c’è assunzione di responsabilità fra persone, dove c’è cura, dove c’è affetto, c’è famiglia. Questa è la nostra concezione della famiglia, vecchie e nuove realtà che hanno di diritto titolo di essere rappresentate.

Con lungimiranza nell’ Art. 29 si parla di famiglia e coniugi senza specificarne generi e tipo, si dice fondata sul matrimonio, diritto negato agli omosessuali solo in Italia ma riconosciuto nella maggior parte del mondo civile.

Art. 29 che escluderebbe di fatto anche le famiglie monoparentali.

La Rete Laica non comprende il rifiuto di riconoscere realtà consolidate e arrogarsi il diritto dell’ esclusione di alcuni dalla partecipazione politica pare una pretesa non giustificata, espressione di intolleranza e discriminazione.

La Consulta della famiglia deve rappresentare tutte le istanze, tutte le realta’ della nostra citta’, non solo quelle che piacciono alla Curia.

Le donne e gli uomini della Rete Laica Bologna


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