Rete Laica Bologna

Biotestamento, Camera dei Deputati approva ddl Calabrò

J luglio 2011
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Martedì 12 luglio la Camera dei Deputati, coi voti di Pdl, Lega Nord, Udc e di qualche Pd, ha approvato il ddl Calabrò, che ora torna, per l’ultima e definitiva votazione, al Senato.

Il ddl Calabrò vieterà ai cittadini/pazienti di scegliere in autonomia se accettare o rifiutare l’idratazione e l’alimentazione artificiale.

Qui il comunicato stampa del Coordinamento Laico Nazionale.

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Il rovescio dei diritti – Intervista

J giugno 2011
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Maurizio Cecconi, portavoce della Rete Laica Bologna, è stato ospite dell’Antipasto, trasmissione di approfondimento di Radio Città Fujiko.

S’è parlato di Europride Roma 2011, dell’omofobia e di come contrastarla, del referendum sui finanziamenti del Comune di Bologna alle scuole private cattoliche, del registro dei testamenti biologici.

Buon ascolto!

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Biotestamento, sulla mia vita scelgo io – Intervento e foto

J maggio 2011
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Testamento biologico
SULLA MIA VITA SCELGO IO
NO alla crudeltà della legge Calabrò

Intervento di Maurizio Cecconi,
portavoce della Rete Laica Bologna
e del Coordinamento Laico Nazionale

Care amiche e cari amici,

prima di tutto grazie per essere qui, numerosi, in Piazza Nettuno: grazie per aver raccolto l’invito alla mobilitazione lanciato dal Coordinamento Laico Nazionale e ripreso nella nostra città dalla Rete Laica Bologna; grazie per aver indossato qualcosa di color arancione – una maglietta, una sciarpa, un fiocco -, colore che abbiamo scelto per testimoniare fisicamente che che la stragrande maggioranza dei cittadini italiani è contraria alla legge Calabrò.

Sì, è così e non si tratta d’una esagerazione gonfiata per darci un seguito che altrimenti non avremmo. Lo dicono tutte le statistiche e cito la più recente, pubblicata da Eurispes: il 74,7% della popolazione italiana è favorevole a una legge che permetta agli individui quali cure mediche accettare o rifiutare, una legge, in altre parole, che rispetti il diritto all’autodeterminazione terapeutica.

Ma non solo: sebbene testamento biologico ed eutanasia sia argomenti profondamente diversi, anche su quest’ultimo, che contiene caratteri di “radicalità” maggiori, l’opinione degli italiani è evoluta rapidamente. Nel 1987 solo il 24,5% era favorevole alla legalizzazione dell’eutanasia, oggi, a distanza di vent’anni, sono il 70%.

L’opinione dei cittadini è mutata, permane invece immutato il veto politico posto dal Vaticano e interiorizzato dalle forze politiche di tutti gli schieramenti.

Oggi Bologna non è sola a manifestare contro la legge Calabrò. La “rivolta arancione” ci ha preceduto a Rimini, a Torino, a Terni, a Trento e proseguirà a Varese, Verona, Venezia, Udine, Ravenna, Roma, Modena.

Altre città s’aggiungeranno: i cittadini, stufi dell’arroganza di un ceto politico clericale, chiederanno rispetto per la laicità delle Istituzioni e pretenderanno che non si legiferi sull’insindacabilità della nostra vita: della mia, della tua, delle nostre.
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Crocifisso, Lega Nord. Dal paganesimo celtico all’oscurantismo cattolico in meno di dieci anni

J aprile 2011
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Comunicato stampa, 09 aprile 2011
(Scarica e diffondi)

CROCIFISSO, LEGA NORD. CECCONI:
“DAL PAGANESIMO CELTICO ALL’OSCURANTISMO
CATTOLICO IN MENO DI DIECI ANNI”

Maurizio Cecconi, portavoce della Rete Laica Bologna,
in merito alla proposta di legge regionale di affiggere
un crocifisso in ogni stanza degli edefici pubblici.

“La Lega Nord andrebbe studiata dal punto di vista antropologico, perché rappresenta un caso più unico che raro di drastica involuzione culturale. In meno di dieci anni, ovvero da quando ha annusato il potere a Roma, è passata dal paganesimo celtico all’oscurantismo cattolico, dalle ampolle d’acqua santificate alle sorgenti del Po al crocifisso appeso in ogni stanza di ogni edificio pubblico”, così Maurizio Cecconi, portavoce, che continua: “Sbaglieremmo nel cercare la coerenza e un senso profondo nelle sue proposte; la loro continuità è nel carattere forcaiolo con cui le decora e presenta: dalla caccia ai migranti, alle ronde, alle multe salate per chi disobbedisce all’imposizione di esporre il crocifisso”.

“Dal punto di vista della fede cristiana la riduzione del crocefisso a simbolo della “nostra” tradizione è una banalizzazione e uno snaturamento. Dal punto di vista sociale è una indebita intrusione confessionale nello spazio pubblico, che appartiene ugualmente a cristiani e non cristiani, credenti e non credenti”.

“L’imposizione del crocifisso negli uffici pubblici sarebbe l’ennesima prepotenza della politica nei confronti dei cittadini della nostra regione. Mentre non esiste alcuna legge che imponga l’esposizione del crocifisso negli uffici pubblici (Corte Cost., ordinanza 389 del 15 dicembre 2004), ricordiamo che esistono già simboli rappresentativi di tutti: il tricolore (art. 12 Cost.) e l’emblema della Repubblica. Quel tricolore e quell’emblema della Repubblica che i leghisti hanno insultato, uscendo dalla sala del Consiglio Regionale durante le commemorazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia”.

“Infine sarebbe utile che la Lega Nord si rileggesse la sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, piuttosto che citarla a vanvera. Strasburgo ha chiaramente ricordato che il crocifisso è un simbolo religioso, dunque parziale e non rappresentativo della totalità dei cittadini di uno Stato, e non come millantano i leghisti un simbolo culturale di unità nazionale”.

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Pd finanzierebbe restauro di S. Stefano, monaci rispondono “No, grazie”

J marzo 2011
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E’ una di quelle vicende che non si sa se piangere o ridere.

Il Pd vorrebbe organizzare una Festa dell’Unità in piazza Santo Stefano e devolvere i ricavi, affinché sia restaurata la basilica dei monaci benedettini. La festa coinciderebbe, guarda caso, con la campagna elettorale e avrebbe tutto il sapore di un messaggio all’elettorato cattolico e alla Curia. Curia che è esentata dal pagamento dell’ICI persino per gli immobili ad uso commerciale.

Curia che è il primo proprietario immobiliare della città, con oltre 3.000 tra appartamenti, edifici, palazzi di prestigio. Curia che in dieci anni dal Comune di Bologna ha ricevuto non meno di 5 milioni di euro, come contributo derivante dagli oneri di urbanizzazione secondaria.

I monaci hanno risposto: “No grazie, c’è rischio di strumentalizzazioni”.

Non si sa se piangere per l’assenza di un profilo laico in una forza politica così importante. Che garanzie di laicità può dare un partito che finanzia, seppur solo per una singola iniziativa, una confessione religiosa?

Infine non si sa se ridere per l’ironia della storia: i più laici sono stati monaci.

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Essere amici ai tempi della “Facebook Generation”

J febbraio 2011
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Segnaliamo l’intervento, nello spazio “Opinioni” del sito della UAAR, del portavoce della Rete Laica Bologna, Maurizio Cecconi.

Una riflessione nata sul social network e a causa del social network. Ne è uscito un articolo “leggero”, sulla destra e sulla sinistra, sulla laicità e sul clericalismo.

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Quaresima. Le “Omelie fuori tempio” della Rete Laica Bologna

J febbraio 2011
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Comunicato stampa, 26 Febbraio 2011
(Scarica e diffondi)

CHIESA. PER LA TERZA E LA QUARTA DOMENICA
DI QUARESIMA SARANNO PUBBLICATE DA ADISTA
LE “OMELIE FUORI TEMPIO”, COMMENTI ALLE LETTURE
BIBLICHE DELLA RETE LAICA BOLOGNA.

Maurizio Cecconi, portavoce, in merito alle letture bibliche
previste per questa domenica 27 febbraio
e per domenica 6 marzo e commentate
dai partecipanti alla Rete Laica Bologna.

“Grazie alla collaborazione con Adista – acronimo di “Agenzia Di Informazioni STAmpa”, occhio attento “sul mondo cattolico e sulle realtà religiose”, con sede a Roma – i partecipanti alla Rete Laica Bologna hanno avuto la possibilità di commentare le letture bibliche della terza e quarta settimana di Quaresima”, così Maurizio Cecconi, portavoce, che continua: “L’iniziativa prende il nome significativo di “Omelie fuori tempio” e vede la partecipazione di esponenti della società civile, di religiosi e di personalità legate al cattolicesimo di base, tutti chiamati a dare un contributo non gerarchico attorni ai temi, filosofici, esistenziali e sociali sollevati dalla Bibbia. Per la Rete Laica Bologna, le “Omelie fuori tempio” sono state redatte da Guido Armellini, presidente della Chiesa Evangelica Metodista di Bologna e Modena e direttore del comitato scientifico dell’Università Primo Levi, da Elisabetta Cammelli, docente della scuola d’italiano per stranieri “By Piedi” e da Rino Tripodi, direttore della rivista telematica “Lucidamente””.

“L’agenzia Adista è nata nel 1967, come espressione di quella parte del mondo cattolico che, sulla spinta del rinnovamento conciliare, intendeva rompere con l’unità politica dei cattolici nella Democrazia Cristiana e aprire un dialogo tra cristiani e marxisti, in particolare col Partito Comunista Italiano. Dopo una prima fase, Adista ha iniziato ad allargare la sua informazione politico-religiosa verso tutte quelle realtà cristiane di base che si erano venute sviluppando in Italia come all’estero. Adista ha seguito con particolare attenzione la nascita e lo sviluppo delle comunità cristiane di base, dei “Cristiani per il Socialismo” e di tutto quel movimento di contestazione dell’establishment ecclesiastico che è stato definito del “dissenso” cattolico. Oggi Adista si occupa principalmente di fare controinformazione sulla Chiesa Cattolica istituzionale, di dare voce a tutte le realtà ecclesiali di base, del rapporto tra Chiesa e politica e tra fede e politica, di pace, di disarmo, di ecumenismo, di dialogo interreligioso, di America Latina, di teologia della liberazione, di teologie indigene, femministe, ecologiste e del pluralismo religioso”.

“A tutti gli amici e le amiche della redazione di Adista va il sentito ringraziamento della Rete Laica, per l’occasione che ci hanno concesso, di portare nel dibattito ecclesiastico la voce dei laici e della laiche di Bologna”.


In allegato: Letture bibliche terza settimana di Quaresima
e commento della Rete Laica Bologna
.

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Com’è andato il sit-in davanti a Montecitorio contro il ddl Calabrò sul biotestamento?

J febbraio 2011
3 commenti

Molto bene. 200 persone, tutti attivisti delle associazioni aderenti al Coordinamento Laico Nazionale e alla Luca Coscioni, hanno animato una manifestazioni di due ore, spiegando le ragioni per cui il disegno di legge proposto dalla maggioranza di centrodestra è liberticida e incostituzionale.

E’ possibile, grazie a Radio Radicale, vedere il video completo degli interventi delle associazioni.

Molto buona anche la presenza raccolta, grazie al sit-in, sui mass-media: sono uscite tante agenzie di stampa e buoni articoli.

Maurizio Cecconi, portavoce della Rete Laica Bologna e del Coordinamento Laico Nazionale, è stato intervistato da Radio Montecarlo e da Radio Città Fujiko. E’ disponibile l’audio di quest’ultima.

Infine, come non segnalare le foto scattate durante la trasferta romana!

***

Questa iniziativa è stata solo la prima di quelle che il Coordinamento Laico Nazionale ha in programma di organizzare per contrastare il ddl Calabrò.

Vi terremo aggiornati e la Rete Laica Bologna non mancherà di dare il suo contributo.

Coordinamento Laico Nazionale - Foto di gruppo

Coordinamento Laico Nazionale - Foto di gruppo

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Legge 194, il PDL contro i consultori. La nostra risposta

J febbraio 2011
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Un progetto di legge per riformare i consultori. L’ha presentata il gruppo del Pdl in Regione e nelle intenzioni del vice capogruppo vicario Galeazzo Bignami la riforma fermerebbe lo “sterminio” che ha provocato “negli ultimi dieci anni 100 mila bambini”. Il progetto di legge è composto da 39 articoli ma il cuore della riforma pidiellina si rintraccia all’articolo 13 sull’interruzione volontaria di gravidanza. Prima di avviare la pratica per l’ivg, secondo il Pdl, alla donna che accede al consultorio dovrebbe essere spiegato “il riconoscimento primario della vita, della maternità e della tutela del figlio concepito”. Poi, se la donna intende andare avanti, si procederebbe secondo la legge 194. I consiglieri regionali pidiellini sono convinti che il fatto che la donna decida in 24 ore di dire sì all’aborto sia il risultato di una scelta affrettata e superficiale. | Fonte Città del Capo – Radio Metropolitana

La risposta del portavoce della Rete Laica Bologna, Maurizio Cecconi, ai microfoni di Radio Città Fujiko.

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Chi decide sul fine-vita? I video del convegno organizzato da Micromega

J febbraio 2011
1 commento

Micromega ha pubblicato i video del convegno “Libera scelta in libero stato”, sul tema del fine-vita.


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La Rete Laica di Bologna è un tavolo informale d'incontro, di discussione, di proposta e di mobilitazione per difendere ed estendere la laicità delle istituzioni bolognesi e italiane. Vi partecipano associazioni e singoli/e.

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