Rete Laica Bologna

Ateofobia di Frattini. La posizione del Coordinamento Nazionale delle Consulte per la Laicità delle Istituzioni

J ottobre 2010
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In merito all’incredibile vicenda delle dichiarazioni rilasciate il 22 ottobre 2010 dal Ministro degli Esteri Franco Frattini all’Osservatore Romano (giornale ufficiale della Santa Sede nella sua consistenza statuale, ovvero dello Stato della Città del Vaticano, ovvero di uno stato “estero” con il quale il Ministro si è rapportato nella sua veste ufficiale di capo della diplomazia italiana, tanto da inserire la sua intervista nel sito del Ministero degli Affari Esteri), il Coordinamento Nazionale delle Consulte per la Laicità delle Istituzioni condivide e sostiene la richiesta di rettifica delle proprie dichiarazioni da parte del Ministro o, in alternativa, le sue dimissioni, per palese violazione della Carta Costituzionale nell’esercizio delle sue funzioni: infatti, l’art. 3, comma 1, della Costituzione della Repubblica Italiana dichiara che “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”. Sconcerta inoltre, per la propria gravità e per la profonda ignoranza concettuale che denota, la dichiarazione del Ministro secondo la quale “lo Stato laico tutela tutte le religioni”: per smentire tale affermazione, in quanto insufficiente, basterebbe conoscere, oltre alla Costituzione della Repubblica Italiana, un qualsiasi manuale di storia delle idee per ricavarne agevolmente il concetto che “lo Stato laico tutela tutte le religioni e tutte le concezioni del mondo, comprese quelle areligiose e quelle antireligiose”.

Tullio Monti
Portavoce del Coordinamento Nazionale
Consulte per la Laicità delle Istituzioni

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Consulta Torinese per la Laicità delle Istituzioni
Consulta Romana per la Laicità delle Istituzioni
Consulta Triestina per la Laicità delle Istituzioni
Consulta Milanese per la Laicità delle Istituzioni
Consulta della Provincia di Pesaro e Urbino per la Laicità delle Istituzioni
Consulta del Verbano-Cusio-Ossola per la Laicità delle Istituzioni
Consulta Valdostana per la Laicità delle Istituzioni
Consulta Napoletana per la Laicità delle Istituzioni

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Senza laicità non esiste scuola pubblica

J ottobre 2010
3 commenti

Di Maurizio Cecconi,
portavoce Rete Laica Bologna

Sono questi anni di attacchi feroci alla scuola pubblica. Da una parte la si demolisce ideologicamente, minando la funzione formativa dello studente/cittadino, d’altra parte la si depaupera progressivamente, in nome di pseudo riforme che si traducono in tagli spudorati ai capitoli di spesa.

Le decisioni assunte non hanno un unico responsabile politico; sono, come si suol dire, responsabilità bipartisan. Con qualche differenza di stile e di contenuto. Se il centrodestra ha privilegiato una politica di riduzione drastica degli investimenti nella scuola, tanto da inficiarne l’efficacia e l’interclassismo, il centrosinistra, con non meno impudicizia ha lottato, vincendo, contro la Costituzione repubblicana per riconoscere alle scuole private, che come sappiamo sono in stragrande maggioranza confessionali e cattoliche, l’accesso ai finanziamenti dello Stato.

Potremmo definirla una “morsa a tenaglia”: movimenti di ceti politici subalterni al Vaticano e alle gerarchie ecclesiastiche, che stringono d’assedio il fortino della scuola pubblica che, in quanto fondata sulla libertà d’insegnamento, non può che essere pluralista, laica, tesa a creare i cittadini di domani.

E’ da questo stato di cose che occorre ripartire per spezzare l’accerchiamento, con due proposte. Prima: diminuzione progressiva delle spese militari (nel 2010 il bilancio della Difesa sarà di 23.500 milioni di euro) e maggiori investimenti nella scuola pubblica (l’Italia investe solo il 4,5% del PIL nella scuola, a fronte di una media europea del 5,7%; il “Bel Paese” è all’ottavo posta della classifica mondiale per spese militari e al ventunesimo per investimenti nella scuola). Seconda: abrogare la legge che riconosce le scuole private come paritarie ed estinguere gli ulteriori finanziamenti alle scuole confessionali che vengono elargiti dalle istituzioni locali.

Come Rete Laica Bologna riteniamo nostro dovere far sì che nessun euro delle finanze pubbliche sia dirottato su chi forma credenti e non cittadini.

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[Pubblicato sul n. 08/2010 di Non Credo
Estratto: Cos’è Non Credo | Scarica la rivista completa]


Ateofobia. Frattini come Tremaglia non rappresenta gli italiani: si dimetta

J ottobre 2010
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Comunicato stampa, 25 Ottobre 2010
(Scarica e diffondi)

ATEOFOBIA. CECCONI: “FRATTINI COME TREMAGLIA
NON RAPPRESENTA GLI ITALIANI. SI DIMETTA”

Maurizio Cecconi, portavoce della Rete Laica Bologna,
in merito alle dichiarazioni del Ministro degli Esteri Franco Frattini.

“Nel 2004 Mirko Tremaglia impugnò la penna e su carta intestata del Ministero per gli italiani nel mondo scrisse “Povera Europa, i culattoni sono in maggioranza”. Peggio di così è riuscito solo al Ministro degli Affari Esteri, Franco Frattini, che sul quotidiano Osservatore Romano, ha pubblicamente insultato e offeso milioni di suoi concittadini atei e agnostici, definendoli “perversi”.

Cosa fecero allora le associazioni gay, lesbiche e trans per scatenare l’ira di Tremaglia e cosa ha fatto oggi l’UAAR per scatenare la furia di Frattini? I gay impedirono l’elezione di Buttiglione come Commissario alla Giustizia dell’Unione Europea, dimostrando, dichiarazioni alla mano, la sua ostilità nei confronti dei diritti civili delle persone lgbt; la UAAR ha prestato assistenza legale alla signora Lautsi e, in nome della laicità delle Istituzioni, ha portato il suo caso di fronte alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, la quale, il 3 novembre 2009, ha deliberato che la presenza dei crocifissi nelle aule scolastiche italiane è “una violazione del diritto dei genitori a educare i figli secondo le loro convinzioni e del diritto degli alunni alla libertà di religione”.

In ossequio ai voleri della Chiesa Cattolica e in sfregio al vero diritto alla libertà religiosa, che va garantito, come prevede la nostra Costituzione, a tutte le confessioni religiose e a tutti gli orientamenti filosofici ed esistenziali, compresi dunque l’ateismo e l’agnosticismo, il Governo Berlusconi e il Ministro Frattini hanno presentato un ricorso contro la sentenza, concordato col Segretario dello stato pontificio Tarcisio Bertone.

Gli insulti di Frattini si inseriscono nel supporto della destra italiana alla crociata avviata da Benedetto XVI contro le conquiste dell’umanesimo, della scienza e del relativismo. In primis, contro la consapevolezza che uno stato di diritto deve legiferare, come enunciò perfettamente Grozio già nel Seicento, “etsi Deus non daretur”, ovvero “come se Dio non esistesse”.

A tutti gli atei e agli agnostici d’Italia e alla UAAR va la piena solidarietà della Rete Laica Bologna, ma la solidarietà non è sufficiente. Di fronte a queste offese, compiute da un Ministro che ha dimostrato di non rappresentare gli italiani bensì gli interessi di uno stato straniero, il Vaticano, l’unica soluzione possibile sono le dimissioni. Immediate”.


Scuole statali in crisi. Soldi alle scuole private. E le chiamano “paritarie”…

J ottobre 2010
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Di Gianni Gandola per Scuola Oggi

Il programma di Riccardo Iacona “La scuola fallita” (Presa diretta del 14 febbraio, Rai 3) ha messo bene in evidenza lo stato di sofferenza in cui versa la scuola pubblica (statale) italiana, riprendendo con grande obiettività e realismo temi che erano già stati affrontati qualche tempo fa in un servizio analogo da Milena Gabanelli. Sono stati toccati – in maniera chiara, semplice ed essenziale – alcuni punti critici del funzionamento delle scuole statali di ogni ordine e grado, oggi in grave difficoltà.

Scuole pubbliche sull’orlo di una crisi di nervi

Docenti precari, anche di non tenera età e dopo anni e anni di servizio saltuario, in cerca di un posto fisso che non arriva. Supplenti annuali che si spostano in continuazione da una scuola all’altra, da un capo all’altro del paese, senza alcuna continuità didattica per gli alunni.

Dirigenti scolastici che non possono chiamare i supplenti per mancanza di fondi. Classi senza insegnante che vengono quotidianamente divise e gruppi di alunni parcheggiati in altre classi, con evidente disagio per tutti e disturbo per la didattica.
Riduzione degli insegnanti in organico, tagli alle cattedre e diminuzione delle ore di attività didattica. Impossibilità di svolgere attività per gruppi di alunni grazie al taglio delle compresenze nella primaria. Meno insegnanti e meno ore di sostegno per gli alunni disabili.
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Vademecum sulle scuole private paritarie – Rassegna stampa 22 Ottobre 2010

J ottobre 2010
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Dopo la pubblicazione del “Vademecum sulle scuole private paritarie” di Bologna, ecco la rassegna stampa di Venerdì 22 Ottobre 2010.

Quotidiani

Radio


Vademecum sulle scuole private paritarie (versione html)

J ottobre 2010
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UN PO’ DI STORIA

LA DELIBERA COMUNALE N. 452/1994

L’introduzione di un “sistema pubblico integrato di scuola dell’infanzia a gestione mista comunale, statale, autonoma” basato su “un’apposita convenzione fra l’amministrazione comunale e le scuole dell’infanzia autonome” risale alla delibera n. 452 del 14 dicembre 1994. Tale modello, introdotto in via sperimentale, è stato progressivamente consolidato. Lo scopo dichiarato fu quello del contenimento dei costi comunali, visto che i contributi erano di entità molto più ridotta rispetto agli stanziamenti necessari per garantire a tutti l’offerta pubblica. L’entità del finanziamento fu dal 1994 proporzionale al “costo medio annuo di funzionamento per sezione delle scuole comunali”.

Il modello di convenzione stipulato fra il gestore di scuola dell’infanzia privata e il Quartiere prevede:

  • la collaborazione per l’integrazione dell’offerta;
  • l’accoglienza di tutti bambini in età secondo quanto previsto dalla Legge 62/2000;
  • il mantenimento di livelli di qualità;
  • la vigilanza igienico sanitaria;
  • la partecipazione delle famiglie alla vita delle scuole;
  • l’adozione degli Orientamenti educativi della scuola dell’infanzia statale;
  • l’adeguamento alla normativa statale vigente per quanto riguarda il rapporto tra numero degli insegnanti e numero delle sezioni, tenuto conto dei contratti nazionali di settore.

Fin dall’inizio si erano presentati tre problemi relativi all’applicazione delle convenzioni:

  • l’amministrazione comunale non ha alcuna competenza relativa al controllo dell’offerta scolastica delle scuole private, alle quali l’art. 33 comma 4 garantisce “piena libertà” educativa;
  • l’amministrazione non è dotata di personale ispettivo adeguato al controllo della qualità dell’offerta scolastica, che è di piena competenza statale;
  • l’amministrazione ha stipulato un accordo con la F.I.S.M., alla quale afferiscono oggi 73 classi, che garantisce a tutte le scuole convenzionate lo stesso contributo, indipendentemente dall’offerta e dalle spese sostenute dalle famiglie per accedervi: i costi vanno da 200 euro a 800 al mese a famiglia.

E’ un dato di fatto che molti genitori, che chiedono l’iscrizione alla scuola pubblica comunale o alla scuola statale, laiche, democratiche e pluraliste e gratuite, non la ottengono per carenza di posti. Pertanto, a fronte della gratuità della scuola statale e comunale, sono costretti ad iscrivere i propri figli a scuole private a pagamento la cui impostazione culturale e religiosa non condividono.

A conferma di ciò si rileva che, mentre gli alunni della scuola primaria privata sono 2169 su un totale di 13.784 (15,7%), quelli della scuola materna privata sono 1622 convenzionati e 231 no su un totale di 8202 (22,6%). Esiste quindi il problema di garantire a tutti i bambini le stesse percentuali di accesso alla scuola pubblica fin dai 3 anni.

La presenza di liste d’attesa ormai croniche per l’accesso alle scuole dell’infanzia comunali (anche questo anno tali liste sono in crescita a causa dell’incremento demografico) conferma che la richiesta di scuola pubblica non viene soddisfatta e siamo pertanto di fronte alla lesione di un fondamentale diritto costituzionale.
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Vademecum sulle scuole private paritarie (versione pdf)

J ottobre 2010
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Giovedì 21 Ottobre 2010, Rete Laica Bologna ha presentato in conferenza stampa il “Vademecum sulle scuole private paritarie”: una fotografia accurata e in profondità della storia dei finanziamenti pubblici – nazionali, regionali e comunali – alle scuole private paritarie di Bologna.

Non esitiamo a definirlo un documento prezioso, che oltre che a fornire un quadro d’insieme esaustivo, mostra chiaramente come i finanziamenti alle scuole private vadano di pari passo con lo smantellamento della scuola pubblica, l’unica che le Istituzioni dovrebbero, secondo la Costituzione, garantire ai bambini e alle bambine che ne fanno richiesta.

[Scarica il vademecum e danne massima diffusione]

Vademecum sulle scuole private paritarie

Vademecum sulle scuole private paritarie


Registro biotestamenti. Rete Laica Bologna incontra i Giovani Democratici di Medicina

J ottobre 2010
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Venerdì 8 Ottobre abbiamo partecipato a una riunione dei Giovani Democratici di Medicina, comune della provincia di Bologna. Riunione dedicata al testamento biologico e alla possibilità di crearne un registro cittadino.

E’ stata una bella riunione e ci teniamo a comunicarlo: un nutrito gruppo di giovani, dirigenti e semplici iscritti, attenti e desiderosi di fare la loro parte nella società. Era da tempo che non ci capitava un’occasione così piena d’energia. Ne siamo usciti contenti. Speriamo di rivederci presto per intraprendere assieme una nuova battaglia di libertà.

Maria Elena Chiocchini & Maurizio Cecconi

Maria Elena Chiocchini & Maurizio Cecconi


Scuole private, dibattito viziato da falsità. Centrosinistra dica perché ha firmato programma

J ottobre 2010
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Comunicato stampa, 11 Ottobre 2010
(Scarica e diffondi)

SCUOLE PRIVATE. CECCONI: “DIBATTITO INQUINATO
DA FALSITA’. PARTITI DEL CENTROSINISTRA
DICANO PERCHE’ FIRMANO PROGRAMMA
IN CUI SONO PREVISTI FINANZIAMENTI”

Maurizio Cecconi, portavoce della Rete Laica Bologna,
in merito al dibattito cittadino sui
finanziamenti alle scuole private cattoliche.

“Con grande stupore abbiamo letto in questi giorni tutta una serie di dichiarazioni, volte a far credere alla cittadinanza bolognese che i finanziamenti che il Comune elargisce alle scuole private siano obbligatori per legge, quando ciò non corrisponde, neppur lontanamente, al vero. Ci sembra quindi necessario ricordare a quanti interverranno nel dibattito su questa tema, che la legge che riconosce le scuole paritarie stanzia sì dei fondi statali, distribuiti attraverso l’Ufficio Scolastico Regionale, ma che in nessun modo la suddetta legge impone alle amministrazioni comunali di erogare ulteriori soldi alle scuole private cattoliche”, così Maurizio Cecconi, che continua: “L’unica altra legge a cui si può far riferimento è la Costituzione, che all’articolo 33 recita chiaramente: “Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato”. Ci auguriamo dunque che quando si citeranno ancora le leggi ordinarie, si avrà sempre la premura di vagliare prima se le norme in questione non siano incostituzionali, come in questo evidente caso, dove un’interpretazione creativa del centrosinistra ne ha permesso la malaugurata approvazione”.

“Come Rete Laica Bologna crediamo che l’apertura di un dibattito sui finanziamenti alle scuole private sia già di per sé un piccolo successo, a cui abbiamo contribuito. Rispetto al tabù precedente, s’è fatto un passo in avanti. Ma non basta, è importante che il dibattito stesso non sia viziato da distorsioni, mistificazioni, falsità. Per questo, nei prossimi giorni pubblicheremo un vademecum dei fatti sulle scuole private cattoliche, ad uso e consumo della cittadinanza e di chi vorrà intervenire nel dibattito, affinché non si ripeta quanto avvenuto in questi giorni”.

“Abbiamo altresì studiato con attenzione il “programma cornice”, firmato dai partiti del centrosinistra in vista delle primarie. Nel testo in questione è scritto che “l’intero sistema delle scuole d’infanzia deve essere soggetto ai medesimi standard di qualità e di accesso, che vanno sottoposti a verifica. Va perseguito il coordinamento pedagogico dell’intera offerta da parte del Comune”. Questo paragrafo, furbamente, dà per acquisita la scelta dei finanziamenti alle scuole private cattoliche. Dunque chiediamo a tutti i partiti del centrosinistra: perché l’avete sottoscritto? Credete che i cittadini apprezzeranno questa scelta di sottrarre risorse economiche alla disastrata scuola pubblica?”.


Biotestamento. Un anno è passato e il registro non c’è

J ottobre 2010
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BIOTESTAMENTO.
UN ANNO E’ PASSATO
E IL REGISTRO NON C’E’

Sintesi dell’intervento di Maurizio Cecconi,
portavoce della Rete Laica Bologna, durante il presidio
“Registro vivente dei testamenti biologici” [foto | video].

(Scarica il testo)

Un anno fa, l’8 ottobre 2009, Rete Laica Bologna depositò in Comune e presentò alla città la sua delibera d’iniziativa popolare per l’istituzione del registro dei testamenti biologici. Seguirono quattro mesi di dibattito animato, fuori e dentro le istituzioni, dimostrando così che la questione non poteva essere ulteriormente rimandata. Il 25 gennaio 2010, il Consiglio Comunale deliberò l’approvazione del registro. Fu un giorno di festa, perché vinse il coraggio civile e laico di Bologna.

A quel felice momento non fece seguito la possibilità concreta, per tutti e per tutte, di poter depositare le proprie volontà testamentarie in materia di trattamenti sanitari. Questo perché nel frattempo il sindaco Delbono si dimise, fu nominato il Commissario ed iniziò un indecoroso balletto di dichiarazioni. Prima Anna Maria Cancellieri disse che “ci sono questioni più importanti, quali le buche nelle strade” (come se le buche nelle strade, che esistano da sempre, impedissero lo svolgersi delle attività dell’Amministrazione), poi, dopo alcune proteste, che “no, lo facciamo”. Poi non disse più nulla. Vezzeggiata dai partiti di destra e di sinistra, si chiuse nel Palazzo e non rese operativo quanto fu sottoscritto da 2540 cittadini e approvato da una larghissima maggioranza del Consiglio Comunale.

Più volte abbiamo richiesto un incontro al Commissario, per poterle spiegare che manca un solo passaggio tecnico, il regolamento attuativo, perché il registro diventi realtà. Non ci ha mai ricevuto.
(altro…)


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La Rete Laica di Bologna è un tavolo informale d'incontro, di discussione, di proposta e di mobilitazione per difendere ed estendere la laicità delle istituzioni bolognesi e italiane. Vi partecipano associazioni e singoli/e.

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