Rete Laica Bologna

Di fatto e di diritto. Diritti delle coppie in Italia e in Europa

J giugno 2012
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DI FATTO E DI DIRITTO.
DIRITTI DELLE COPPIE
IN ITALIA E IN EUROPA

Festa dell’Unità di Castenaso
(Bologna) [vedi mappa]
Improbabile osteria, ore 21.00
Domenica 17 giugno 2012

[Evento Facebook]

Intervengono

Vincenzo Branà
(giornalista)
Maurizio Cecconi
(Rete Laica Bologna)
Avv. Giovanni Genova
(Avvocatura per i diritti LGBT – Rete Lenford)

 

[Scarica l’invito al dibattito]

[Scarica il programma della Festa dell’Unità di Castenaso]

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Associazionismo laico, comunicato stampa sul crocifisso nelle aule scolastiche

J aprile 2011
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Comunicato sulla Sentenza
Lautsi contro Italia della Grande Chambre
della Corte Europea dei Diritti Umani

Il 18 marzo 2011 la Grande Chambre della Corte Europea dei Diritti Umani ha deciso definitivamente il caso Lautsi c. Italia.

Il ricorso della signora Lautsi chiedeva alla Corte di accertare che la decisione della scuola di non rimuovere il crocifisso dall’aula scolastica ove facevano lezione i propri figli violava l’obbligo per le autorità statali di rispettare il diritto dei genitori a garantire l’insegnamento e l’educazione dei propri figli in conformità con le proprie convinzioni religiose e filosofiche ed il diritto di libertà religiosa.

La Seconda Sezione della Corte, a novembre 2009, aveva ritenuto che la presenza del crocifisso violasse i diritti della ricorrente e la libertà di coscienza di coloro che sono i destinatari dell’attività di proselitismo. La Grande Chambre ha deciso in senso contrario.

La recente sentenza ha deciso di prendere le distanze da quella della sezione semplice su due punti: (a) l’impossibilità di ritenere ragionevolmente che un simbolo religioso alla parete della classe abbia o meno effetto sui giovani la cui convinzioni sono in via di formazione (b) che, nell’applicazione della Convenzione Europea sui Diritti Umani, vi è un margine di apprezzamento di ogni Stato contraente relativamente alla decisione di (b1) proseguire una tradizione, (b2) organizzare l’ambiente scolastico, (b3) dare preponderante visibilità ad una religione se non si configura un indottrinamento.

Tale margine di apprezzamento sarebbe confermato dal fatto che non vi è una normazione o una prassi comune ai diversi Stati europei circa l’esposizione (o meno) di simboli religiosi nelle scuole.

La sentenza ci pare argomentata in maniera meno completa e meno rigorosa di quella della seconda sezione e l’opinione dissenziente espressa dai giudici Malinverni e Kalaydjeva illustra bene i passaggi critici. Sicuramente il dibattito giuridico non è destinato a sopirsi.

E’ grave e preoccupante che la Corte abbia evitato di esaminare, come sarebbe stato doveroso, la questione della violazione dell’art. 9 della Convenzione nella prospettiva del diritto degli scolari a credere o a non credere, ritenendo che non sussista alcuna distinzione rispetto alla violazione dell’articolo 2 del protocollo n. 1. Il diritto degli scolari a credere o non credere in una religione aveva assunto, invece, grande rilievo nella sentenza della seconda sezione della Corte di Strasburgo.

D’altra parte, la sentenza non approva la posizione del Governo, i cui argomenti difensivi sono stati in gran parte contestati dalla Corte, ma si limita a riportare, per ora, il dibattito giuridico e politico nei confini nazionali. Con alcune significative prese di posizione: (a) il crocifisso rappresenta indubbiamente e primariamente un simbolo religioso, (b) l’esposizione del crocifisso privilegia una religione sulle altre, (c) l’esistenza di una tradizione non esime lo Stato dal rispetto dei diritti (d) lo Stato si deve comunque far carico di garantire che gli atti e i comportamenti dell’istituzione scolastica siano pluralisti e inclusivi. Qui la Corte europea, dato atto del contrasto nella giurisprudenza nazionale, pare invitare con garbo i giudici italiani a rivedere alcune affermazioni pregiudizialmente favorevoli all’esposizione del Crocifisso e a valutare con attenzione i casi concreti alla luce della Costituzione e della legislazione nazionale.

Ringraziamo la famiglia Albertin-Lautsi per l’impegno profuso in questi anni per far valere un diritto ed un principio che appartengono a tutti noi.

Non muta la nostra preoccupazione che attraverso la presenza di un simbolo religioso nei locali scolastici si possa giustificare il privilegio di una religione “prevalente” e dunque favorire una predominanza della chiesa cattolica romana e delle sue gerarchie nella realtà sociale e politica italiana, come più volte in questi anni abbiamo dovuto constatare e denunciare. Si accentua la nostra preoccupazione per l’atteggiamento dei Governi e della c.d. opposizione politica, che rivela l’intento di conservare una sorta di gerarchia di fedi religiose con al vertice il cattolicesimo, ex religione di stato detronizzata di diritto, a seguito della revisione pattizia del 1984, ma di fatto sempre dominante, e via via le altre religioni o convinzioni personali.

Una visione lungimirante della nostra storia e della nostra società ci induce a continuare ad impegnarci con maggiore determinazione per ottenere un pluralismo inclusivo e un sistema di garanzie capace di assicurare la laicità e la neutralità delle istituzioni civili.

CGD – Coordinamento Genitori Democratici Onlus, Angela Nava
CIDI – Centro di Iniziativa Democratica degli Insegnanti, Sofia Toselli
Comitato bolognese Scuola e Costituzione, Bruno Moretto
Coordinamento Nazionale delle Consulte per la Laicità delle Istituzioni, Tullio Monti
Consulta Torinese per la Laicità delle Istituzioni, Tullio Monti
Consulta Romana per la Laicità delle Istutuzioni, Flavia Zucco
FNISM – Federazione Nazionale degli Insegnanti, Gigliola Corduas
MCE – Movimento di Cooperazione Educativa, Maria Cristina Martin
Scuola per la Repubblica, Antonia Sani
UAAR – Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti, Raffaele Carcano
Rete Laica Bologna, Maurizio Cecconi
Fondazione Critica Liberale, Enzo Marzo
Associazione Italialaica.it, Mirella Sartori
Associazione Nazionale del Libero Pensiero “Giordano Bruno”, Maria Mantello
C.I.E.I. – Comitato Insegnanti Evangelici Italiani, Lidia Goldoni
Movimento d’azione Giustizia e Libertà, Antonio Caputo
Associazione nazionale Liberacittadinanza, Maria Ricciardi Giannoni
Democrazia Laica, Enrico Modigliani
Associazione “31 ottobre per una scuola laica e pluralista, promossa dagli evangelici italiani”, Nicola Pantaleo
CRIDES – Centro Romano di Iniziativa per la Difesa dei Diritti nella Scuola, Antonia Sani
Comitato Torinese per la Laicità della Scuola, Cesare Pianciola

[Scarica il comunicato]

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RU486 Emilia-Romagna. Roccella ricorra pure all’Europa

J dicembre 2010
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Comunicato stampa, 04 Dicembre 2010
(Scarica e diffondi)

RU486. CECCONI: “ROCCELLA RICORRA
PURE ALL’EUROPA. LE RISPONDERANNO
CHE LA SOMMINISTRANO IN DAY HOSPITAL”

Maurizio Cecconi, portavoce della Rete Laica Bologna,
in merito alle dichiarazioni del sottosegretario
Roccella
, sulle modalità di somministrazione,
in Emilia-Romagna, della RU486.

“Di fronte alle parole del sottosegretario Roccella non si può rimanere in silenzio: arroganza e ignoranza sono un mix pericoloso per la laicità delle Istituzioni. Le linee guida della Regione Emilia-Romagna sulla somministrazione della pillola RU486 sono infatti perfettamente compatibili con la legge 194. Come si evince dagli articoli 10 e 11, la legge 194 non obbliga il medico a eseguire l’interruzione di gravidanza in regime di ricovero ordinario”, così Maurizio Cecconi, portavoce, che continua: “L’articolo 11, in riferimento alla relazione ospedaliera che deve essere inviata al medico provinciale competente, così recita: “L’ente ospedaliero, la casa di cura o il poliambulatorio nei quali l’intervento è stato effettuato […]”. E’ dunque chiaro che i poliambulatori, in cui si possono eseguire gli interventi di IVG, non hanno alcuna possibilità di ricoverare le pazienti. A sua volta l’articolo 10 parla esplicitamente di “eventuale degenza”. Siamo dunque nel campo delle opzioni e non dell’obbligatorietà”.

“Emerge, dopo questa breve disamina, il disegno del Governo Berlusconi e della destra filovaticana: millantare una scorrettezza della Regione, ergersi ipocritamente a difensori della legge 194 con l’obiettivo, malcelato, d’abbattere la stessa e d’impedire l’uso della pillola abortiva”.

“La Roccella, dunque, ricorra pure all’Europa e all’Emea, l’Agenzia europea del farmaco. Le risponderanno che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) non raccomanda alcun ricovero, che nella maggioranza dei paesi la RU486 è somministrata in regime di day hospital e, in alcuni di essi, si può persino comprare al supermercato. E non faccia la “furbetta”, non si tenga la risposta per sé e la renda pubblica: questa politica delle fanfaronate senza fondamento non è degna di chi ricopre un incarico di Governo e dovrebbe avere a cuore, come unica stella polare, la salute delle donne”.

“Due grandi medici e due carissimi amici della Rete Laica Bologna, Carlo Flamigni e Corrado Melega, nel loro libro “RU486. Non tutte le streghe sono state bruciate” hanno giustamente sintetizzato che “siamo oppressi da paladini che difendono la vita che non è ancora vita, la vita che non è più vita e poi mandano a morire annegati in mare dei poveri disgraziati in cerca di un soldo di fortuna””.


Rete Laica Bologna sul disegno di legge in merito all’esposizione pubblica del crocifisso

J febbraio 2010
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A proposito del disegno di legge in merito all’esposizione pubblica del crocefisso N. 1947 del 18 Dicembre 2009 d’iniziativa dei senatori Ceccanti, Chiti, Chiaromonte, Del Vecchio, Di Giovanni Paolo, Giaretta, Lumia, Maritati, Pinotti, Tonini e Treu dal Titolo “Norme generali sulla affissione di crocifissi nelle aule scolastiche sulla base del principio di autonomia delle istituzioni scolastiche, in analogia alla legislazione bavarese e alla giurisprudenza castigliana”

la Rete Laica Bologna rileva:

La rilettura negazionista della storia d’Europa

La relazione posta in premessa al disegno di legge tenta una rilettura della storia, cercando di accreditare l’esistenza in Italia della tradizione dell’affissione del crocefisso negli uffici pubblici e nelle scuole. Niente di più falso. Essa venne imposta mediate circolare dal regime fascista, in contrasto con la tradizione risorgimentale che non la prevedeva e come gesto funzionale all’alleanza tra Chiesa cattolica e regime fascista.

Il tentativo di mistificazione ad opera dei proponenti prosegue a livello europeo, citando il caso della Baviera, della quale si rivendicano le origini “cristiane e occidentali”, oscurando totalmente il fatto che lo sviluppo sociale e civile dell’Europa è frutto sotto il profilo della libertà di coscienza del contributo dato dal cristianesimo, nelle sue diverse componenti (cattolici, protestanti delle varie confessioni, anglicani, ortodossi), nonché dell’ebraismo, dell’islamismo (in Spagna come ad oriente), dal pensiero illuminista e laico diffusosi in tutta la civiltà occidentale.
(altro…)


Crocifissi, rimozione giudice Tosti e ricorso a Strasburgo. Rara coincidenza d’intenti fra Governo e Magistratura

J gennaio 2010
1 commento

Comunicato stampa, 27 Gennaio 2010
(Scarica e diffondi)

CROCIFISSI, RIMOZIONE GIUDICE TOSTI
E RICORSO A STRASBURGO. RARA COINCIDENZA
D’INTENTI TRA IL GOVERNO E LA MAGISTRATURA.

Rete Laica Bologna in merito alla rimozione del giudice
Tosti e al ricorso del Governo Burlusconi
contro la sentenza della di Giustizia Europea.

Il Governo Berlusconi ha annunciato che presenterà ricorso a Strasburgo contro la decisione della Corte di Giustizia Europea di chiedere agli stati membri di rimuovere i simboli religiosi dagli spazi pubblici.

La sezione disciplinare del Consiglio Superiore della Magistratura ha invece espulso il giudice Tosti dall’ordine, in quanto si rifiutava di tenere le udienze in aule di tribunale dove fosse presente un crocefisso.

Per una volta, dobbiamo registrare che sull’attacco alla laicità dello stato italiano, Governo e Magistratura trovano una rara coincidenza d’intenti. Ciò che non è mai riuscito a fare Berlusconi – unire la politica alla magistratura – riesce alla teocrazia. Questa, in sintesi, la formula del “nuovo miracolo italiano”.

Già assolto in Cassazione, il CSM ha voluto infliggere una punizione “esemplare” al giudice che difendeva la laicità delle istituzioni repubblicane. Al giudice Tosti va la solidarietà della Rete Laica Bologna, per essersi battuto con coraggio e onestà contro il patto scellerato tra potere politico e potere spirituale.

Di fronte all’avanzare del potere delle gerarchie cattoliche sulla vita dei cittadini italiani, non è più tempo di ragionamenti strategici e di alleanze elettorali, tanto a destra quanto a sinistra. Per questo, Rete Laica Bologna aderisce alla campagna Una nuova alleanza fra Trono e Altare? Non in mio nome! – promossa da una pluralità di singoli e associazioni – .

Nel manifesto politico della campagna si può leggere la seguente dichiarazione che sottoscriviamo: “Noi salutiamo la sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo sull’esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche come una vittoria del principio di laicità dello Stato e della parità di stima delle minoranze e un passo avanti sulla via pluralista, l’unica che consente di costruire uno spazio sociale e politico europeo fondato sulla libertà e sul rispetto reciproco, dove le diversità possano convivere. La lotta per la laicità non è circoscrivibile al solo contesto italiano, e ci auguriamo che la sentenza costituisca un precedente e un punto di riferimento importante per tutti i paesi del Consiglio d’Europa”.

Non lasceremo che solo il Governo Berlusconi si faccia sentire a Strasburgo.

I laici di tutta Europa sono pronti a far sentire la loro voce.


Crocefissi nelle scuole, Europa baluardo di laicità. Quanti sono nelle scuole bolognesi?

J novembre 2009
4 commenti

Comunicato stampa, 03 Novembre 2009
(Scarica e diffondi)

CROCEFISSI NELLE SCUOLE. “EUROPA BALUARDO
DEI DIRITTI E DELLA LAICITA’.
QUANTI SONO I CROCEFISSI NELLE SCUOLE BOLOGNESI?”

Rete Laica Bologna in merito alla sentenza
della Corte di Giustizia Europea sulla presenza
dei crocefissi nelle aule scolastiche italiane.

La Corte di Giustizia Europea s’è elevata oggi a baluardo dei diritti e della laicità. Con la sua sentenza ha dato voce a un principio elementare di uno Stato democratico: qualsiasi discriminazione di natura religiosa imposta ai cittadini è uno sfregio al principio d’eguaglianza” così Maurizio Cecconi, portavoce della Rete Laica, che continua: “Non occorre essere fini giuristi per comprenderlo: ogni simbolo esposto è un messaggio che si trasmette. Se entro in un’aula scolastica e vedo un crocefisso appeso alla parete, il messaggio è: “Questo Stato pone l’educazione dei suoi cittadini sotto la tutela della confessione cattolica”. Non c’è necessità d’arrampicarsi sugli specchi, invocando presunte identità culturali, come il ministro competente ha già annunciato, in risposta alla sentenza di Strasburgo: “La presenza del crocifisso in classe”, così Gelmini, “non significa adesione al cattolicesimo ma è un simbolo della nostra tradizione”. Allora perché non esporre simboli più riconoscibili della cultura italiana come il David di Michelangelo o una riproduzione dei Bronzi di Riace?”.
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La Rete Laica di Bologna è un tavolo informale d'incontro, di discussione, di proposta e di mobilitazione per difendere ed estendere la laicità delle istituzioni bolognesi e italiane. Vi partecipano associazioni e singoli/e.

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